Un ritorno sorprendente ed attesissimo che, dopo oltre dieci anni di silenzio, accende di nuovo prepotentemente i riflettori sulla band inglese che, con soli tre album, ha saputo stravolgere il panorama del rock alternativo internazionale ed imporsi con straordinario carisma e potenza espressiva come la voce di una generazione. Gli Skunk Anansie, guidati dalla front-woman Skin, impareggiabile timbro vocale, impetuosa intensità e seduzione felina elevati all’ennesima potenza, sono tornati. Per restare.
Genere: Alternative Rock Voto: 8.5/10 Ascolta anche: Garbage, Guano Apes La notizia ha cominciato a filtrare un anno fa, quando ormai il solo pensiero che questo potesse accadere era stato sepolto sotto la spessa coltre di polvere depositata dal tempo, dieci anni che rappresentano un tempo epocale nell’attuale mondo della discografia, in cui le carriere brillano e si consumano nel giro di poche stagioni. Nel caso degli Skunk Anansie non sembra però essere trascorso neanche un istante: la dirompente carica trasgressiva, intrisa di passione, drammatica energia, fiera denuncia sociale e provocante sensualità che ha costituito la loro cifra distintiva continua a graffiare e a penetrare nell’anima come la più tagliente delle lame. I brani raccolti in questa collezione di successi rappresentano i più significativi episodi estratti dai tre album “Paranoid & Sunburnt” (del 1995), “Stoosh” (del 1996) e “Post Orgasmic Chill” (del 1999) e consentono di percorrere, seppur non in ordine cronologico, il sentiero che ha condotto un gruppo indipendente di giovani e promettenti musicisti dall’infiammare i palchi dei club della scena underground inglese sino alla definitiva consacrazione planetaria, arrivando a vendere più di cinque milioni di copie. Abbandonandosi a questo dirompente viaggio musicale si ha la netta sensazione che Skin e soci si stiano vigorosamente ed orgogliosamente riappropriando di un ruolo che nessuno in questo decennio è stato neppure lontanamente in grado di insidiare. Esattamente nella stessa maniera sicura ed imperiosa con cui dieci anni fa oltremanica il loro solido e devastante rock conquistò senza possibilità di scampo sia pubblico che critica nel periodo storico che assisteva alla morte del grunge per naturale esaurimento di spunti ed ispirazione artistica e al dilagare del fenomeno del britpop con gruppi come Oasis, Blur, Pulp e i primi Radiohead, similmente ai giorni nostri il sound degli Skunk Anansie costituisce un unicum pericolosamente affascinante, dal quale siamo più che felici di farci nuovamente investire. Questo risoluto ed aggressivo ritorno in scena si apre con la poderosa esplosione sonora di quello che è stato uno degli ultimi capitoli del sentiero musicale della band, nonché tra i più memorabili ed emotivamente trascinanti, ovvero la straordinaria “Charlie Big Potato”, per proseguire poi con le violente e furiose sciabolate di “I Can Dream”, uno dei primi singoli della loro carriera, fiammeggianti chitarre rock per raccontare un legame d’amore viscerale da cui è necessario districarsi per allontanare il dolore e riacquistare il totale dominio della propria esistenza. La vena più aggressiva, irruente e rabbiosamente rock della band inglese trova poi espressione in numerosi altri memorabili successi custoditi in questa raccolta. Impossibile dimenticare la potenza viscerale di “Selling Jesus”, il secondo singolo della carriera degli Skunk Anansie che riscosse un immediato successo radiofonico, attirando l’attenzione degli addetti ai lavori che suggerirono immediatamente di tenere d’occhio questo gruppo così fortemente anticonvenzionale e ribelle: ascoltare Skin ringhiare furiosamente la sua appassionata requisitoria contro le incontrovertibili verità promulgate dal cristianesimo, anche a distanza di quindici anni lascia decisamente il segno, un graffio che ferisce in profondità e induce alla riflessione. Non meno accattivanti, taglienti e metallici sono poi brani come “Twisted (Everyday Hurts)”, “Charity”, “Brazen (Weep)” oppure la prima delle tracce inedite appositamente registrate per questa collezione, la deflagrante “Tear The Place Up”, il cui videoclip è già stato presentato sul profilo MySpace della band durante la scorsa estate: acceleratore spinto al massimo, un’incontenibile e maledetta scarica di potenza affidata ad un furibondo riff di chitarre, al ritmo della batteria che non concede scampo e soprattutto alla lacerante interpretazione di Skin, più feroce che mai in questo pezzo che ricorda piacevolmente gli esordi del gruppo, quando gli Skunk erano ancora assolutamente rock e dannati, senza alcuna concessione alle logiche commerciali e discografiche. D’altra parte non meno affascinante e prezioso è l’altro versante creativo in cui si è da sempre estrinsecato l’universo artistico della band inglese, ovvero quelle power ballads struggenti, appassionate e talmente intense da assumere la valenza di veri e propri epici inni: le più profonde ed emozionanti sono senza ombra di dubbio “Secretly” ed “Hedonism (Just Because You Feel Good)” che, grazie anche a due video musicali di grandissimo impatto visivo e dalla dirompente carica trasgressiva, si imposero come fenomeni collettivi, simulacri di un disagio generazionale e della convinzione di poter tradurre queste sensazioni in musica, due tra i brani più rappresentativi del pop-rock targato anni Novanta. Più lieve, eterea, sofferta e delicata è invece la commovente “You’ll Follow Me Down”, mentre la ballata inedita “Squander” si veste di sontuosi arrangiamenti orchestrali, disperazione e passione bruciante condensati in un travolgente crescendo accompagnato da malinconici violini e da una linea melodica di straordinaria atmosfera e suggestione. Infine, posti esattamente a metà strada tra gli episodi di rock selvaggio ed incontenibile e le ballate di intenso e poetico romanticismo, troviamo degli altrettanto interessanti e coinvolgenti brani mid-tempo, tra cui l’orecchiabilissima “Lately” in cui Skin riscopre le radici soul della sua ispirazione interpretativa ed il singolo apripista al quale è stato affidato il lancio promozionale del nuovo progetto musicale, ossia “Because Of You”: accolto da un successo radiofonico di proporzioni massicce e forse inaspettate, il brano coniuga sapientemente le due anime degli Skunk, visto che la carica di poderosa energia che esplode nei ritornelli sposa alla perfezione l’accattivante melodia delle strofe; il tormentato canto innalzato da Skin ci offre una delle sue performance vocali più memorabili, esprimendo in maniera vivida e devastantemente sincera un interessante spunto di riflessione, l’impossibilità di abbandonarsi con vera pienezza e serenità al sentimento d’amore causata dall’eccessivo potere totalizzante dall’amore stesso e dalle raggelanti esperienze negative del passato (“Because of you / because of love / I feel nothing”). Non una semplice raccolta retrospettiva desiderosa di approfittare del mercato natalizio per far cassa oppure necessaria per chiudere un contratto discografico, come sempre più spesso purtroppo accade. Questo album segna un ritorno di grande forza e spessore artistico, il ritorno di un gruppo che ha ancora molto da raccontare e che ha assolutamente intenzione di continuare a far sentire con decisione la propria voce. Un sonoro bentornato quindi a Skin e soci, in trepidante attesa di un loro nuovo lavoro di studio che siamo sicuri ancora una volta colpirà dritto nel segno, proprio nel centro dell’anima. TRACKLIST 1. Charlie Big Potato 2. I Can Dream 3. Hedonism (Just Because You Feel Good) 4. Tear The Place Up 5. Weak 6. Secretly 7. Because Of You 8. All I Want 9. Brazen (Weep) 10. Twisted 11. Squander 12. Lately 13. Selling Jesus 14. Charity 15. You’ll Follow Me Down Gli SKUNK ANANSIE sono: Skin (Deborah Anne Dyer) – voce Cass (Richard Keith Lewis) – basso Ace (Martin Kent) – chitarra Mark Richardson – batteria Il percorso musicale degli Skunk Anansie in sei videoclip: Hedonism (Just Because You Feel Good) http://www.youtube.com/watch?v=wUGvZsZt3UY Charlie Big Potato http://www.youtube.com/watch?v=xEp8yJPjedU Secretly http://www.youtube.com/watch?v=7M8UxZDk56o Tear The Place Up http://www.youtube.com/watch?v=0-coXgl5QxU Because Of You http://www.youtube.com/watch?v=ZBa7FfEY-gw Squander http://www.youtube.com/watch?v=zCIjIZ50a_Q Articolo di: Andrea Cova Grazie a: Federica Moretti, Ufficio Stampa Carosello Records Sul web: www.skunkanansie.net – www.myspace.com/skunkanansiemusic |