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Tornano i Creed con “Full Circle”: un album meraviglioso che conferma la rinascita della band americana non solo in fatto di testi, ma anche per lo stile assunto, ovvero un risultato che fa pensare ad un probabile seguito.
Genere: Post Grunge Voto: 8.5/10 Ascolta anche: Alter Bridge Dalle ceneri dei Creed sono nati gli Alter Bridge, ma, come la fenice, da quelle stesse la band americana è rinata a nuova vita donando ai fan un sospiro di sollievo e un Cd vero, lucido e grintoso come sempre. Era il 2004 quando i Creed decisero di prendere strade diverse cercando di muoversi verso carriere soliste o verso un futuro che desse ai musicisti più possibilità d’inventare melodie che mettessero in mostra il talento. Nonostante quanto si potesse pensare, gli Alter Bridge suonavano così vicini ai Creed che, se non fosse stato per la diversa altezza nella voce del cantante (Myles Kennedy), musicalmente era quasi impossibile distinguerli. La band smentiva il tutto dicendo che fossero due realtà completamente diverse, ma la voce del popolo difficilmente la si zittisce. Così, oggi, i Creed esistono di nuovo grazie all’album che ha messo fine alle loro divergenze: “Full Circle”. L’apertura si configura eccellente grazie ad un brano che può essere considerato tra i migliori del post grunge degli ultimi tempi: “Overcome” che immette l’ascoltatore direttamente nello stile dei Creed; inconfondibile la voce del cantante (Scot Stepp) che, nonostante gli anni, è rimasta intatta nel suo splendore. In seguito è possibile trovare molti altri brani di ottima qualità (“Fear” oppure “Away In Silence”), nonché delle canzoni che portano la band americana verso confini altri: le sezioni acustiche di “A Thousand Faces” (che riporta i Creed indietro nel tempo con delle assonanze con il fortunato singolo “My Sacrifice”); con dei brani che si configurano con un’impostazione più leggera mostrando il lato dolce del post grunge (“On My Sleeve” o “Rain”); ma la vera sorpresa sta nell’avvicinamento alla voce grawl in “Suddenly”, cosa testata raramente dai Creed e che mostra le vere potenzialità di Stapp. Esistono, però, anche delle “pecore nere” in questo album di rinascita come “Good Fight” in cui l’insieme dei suoni si configura come un inutile e scontato rumore; lo stesso vale per la canzone conclusiva “The Song You Sing” che non si configura certo come un’ottima canzone di chiusura. I Creed sono rinati dalle loro ceneri portando dall’aldilà un album di grande stile: ora bisogna solo sperare che non ci saranno ulteriori problemi tra i membri della band e che saranno in grado di farne altri. TRACKLIST 1. Overcome 2. Bread of Shame 3. A Thousand Faces 4. Suddendly 5. Rain 6. Away In Silence 7. Fear 8. On My Sleeve 9. Full Circle 10. Time 11. Good Fight 12. The Song You Sing CREED sono: Scott Stapp - voce Mark Tremonti - chitarra, cori e bassista in studio Brian Marshall - basso Scott Phillips - batteria Articolo di: Simone Vairo Grazie a: Ufficio Stampa EMI Sul web: www.creed.com |