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Quando la buona musica incontra la sperimentazione e una buona storia il risultato è ottimo. Cosa migliore se, finalmente, tale soluzione venga dall’Italia (precisamente dalla Toscana): i Raven Tide con il loro EP “Ever Rain”.
Genere: Gothic Metal/ Symphonic Metal Voto: 9.5/10 Ascolta anche: Evanescence, Nightwish, Lacuna Coil, Epica, Within Temptations Ultimamente ci si chiede spesso dove siano finiti i musicisti. E’ un ragionamento assurdo, ma reale: la musica vera, quella sperimentale, quella fatta con serietà, non esiste più da tempo. Nel ponte tra l’illuminismo e il romanticismo si cominciò a determinare la frattura fra composizioni erudite e commerciali e, da lì, è stato determinato il futuro. Grazie a Dio non sono stati pochi gli esempi di musica grandiosa anche perché, nonostante quanto si possa cercare di ucciderla, l’arte torna sempre a galla. L’unico problema, però, è che rimane un mondo a parte mentre tutto il resto è dominato dalla consapevolezza del cercare la giusta melodia di mercato e dal non voler più comunicare nulla. Non tutti nasciamo con un orecchio ben istruito, ma è possibile educarlo attraverso molti ascolti. Da questo punto nascono le band immortali e i grandi colossi del passato che, più di qualunque altra cosa esista, ci hanno fatto sognare altri mondi o che potessero esistere grandi storie al di fuori della nostra quotidianità attraverso brani di rara bellezza o intere favole musicali tra il surrealismo e il sociale. Sono sempre più rari i casi di un concept album ben costruito, ma non è un caso poiché il progetto difficilmente si “abbraccerebbe” con le relazioni di mercato. Quindi: qual è la soluzione per creare un buon lavoro senza inciampare in questi “problemi burocratici”? I Raven Tide. Le atmosfere del Gothic, la sperimentazione, una storia che parla di amore e del concetto di eternità: un mix perfetto per un lavoro che si preannuncia come eccezionale e che viene presentato con l’EP “Ever Rain”. Nati ben 2 anni fa i Raven Tide si erano già fatti conoscere dall’Italia attraverso la loro Tribute Band degli Evanescence (“Even In Death”) che ha riscontrato non pochi consensi dal pubblico, ma, in un viaggio di ritorno da Roma, decisero che era ora di cambiare direzione e di cercare un’identità che maggiormente li rispecchiasse. Nasce così il progetto Even Rain, ex-nome della band che poi tramuta nell’attuale per casi di omonimia. La line-up dei Raven Tide rimane sempre la stessa (Cheryl alla voce; Shark alla chitarra; Mark alla batteria e Frank al basso) in cui si decide di dare vita a un progetto in vari capitoli che avrà il gusto di essere permeato di buona musica, ma anche di una vicenda romantica avvincente, ma al tempo stesso ricca di vari spunti che rendono evidente un concetto: l’immortalità in senso spirituale e passionale. Il concept album è ancora in fase di sviluppo, quindi le idee sono ancora da definire, ma è possibile avere un assaggio attraverso le cinque tracce dell’EP che, in parte, costituiscono parti essenziali dell’album e meno che, però, avranno la loro importanza all’interno della storia. Andiamo per ordine: si parte con “Stillness”, un brano interamente strumentale in cui abbiamo un inizio quasi sospirato dal suono elettronico, ma che poi, esattamente come fosse la schermata iniziale di un film, da la sensazione che si apra un sipario che, al suono di una cornamusa, materializza davanti a noi l’inizio della vicenda, immediatamente collegata (grazie ad un ottimo lavoro di mixaggio, operato da Shark) con “Alfirin Alagos”, un brano particolarmente interessante che presenta non solo il nome della band tra le parole, ma che ci mette di fronte alla bravura dei musicisti che ne fanno parte. La canzone possiede in se varie parti a canone, prevalentemente nel ritornello, accompagnate dall’incredibile voce di Cheryl, la quale da sostanza anche alla protagonista della vicenda configurandosi come personaggio, ma anche come narratrice. Questa teoria prende ulteriormente vita in base ad una collaborazione del brano più incantevole dell’EP: “Lucifer Bliss”, il dialogo fra Lucifero e l’eroina dark che mostra il contrasto tra la voce melodica e il grawl di Giovanni Bardazzi (in arte Joe, vocalist dei Raze e dei Symbiotic); un accostamento eccellente per una canzone che rimane in sospeso sul finale, quasi a voler portare la mente dell’ascoltatore a un finale ideale o a una probabile continuazione. In base a quest’affermazione dell’unione di vari stili è da fare una precisazione: i Raven Tide non possono essere classificati in un genere particolare. Il loro sound nasce prevalentemente dalle sonorità Gothic e Symphonic Metal, ma il resto sembra provenire da mondi distanti da loro come l’elettronica (massimo esempio dato dal brano “Doom Reveil”), ma che mettono in risalto il grande lavoro che c’è dietro al progetto in cui anche le canzoni sono scritte a 4 mani da tutti i membri della band che cercano sempre di perfezionare il tutto e dare un suono migliore, ma soprattutto nuovo. Il brano che, decisamente, si trova più vicino alle sonorità gothic, è sicuramente “End To The Flame”: la canzone più intima con pianoforte (suonato da Cheryl) e con un assolo di Shark sul finale che sembra provenire dall’esterno, come a simboleggiare l’entrata in un altro mondo. I Raven Tide hanno già avuto modo di esibirsi in varie occasioni importanti e, nonostante il tutto sia ancora in fase di lavorazione, non possiamo aspettarci altro che il meglio da parte loro. Il nome dell’Italia è in buone mani. Guarda il video: Raven Tide - Lucifer Bliss (Live @ Stony Pub) TRACKLIST 1. Stillness 2. Alfirin Alagos 3. Doom Reveil 4. End To The Flame 5. Lucifer Bliss RAVEN TIDE sono: Cheryl: voce; piano Shark: chitarra Mark: batteria Fred: basso Articolo di: Simone Vairo Grazie a: Claudio Biancalani Sul web: www.myspace.com/raventide |
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