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“Acqueforti” di Nik Comoglio è musica classica ma non è solo questo. È rimpianto, dolore e consolazione. È jazz, è Morricone, è l'esperienza e la saggezza. Ed è anche un tantino di stranezza.
Genere: Classica, Libera Voto: 8/10 Ascolta anche: Morricone, Stephan Grappelli La fortuna di essere liberi. Ecco il titolo per un racconto che cerchi vanamente di abbracciare la testa di un compositore “sferico” qual si dimostra immediatamente Nik Comoglio. Un onnivoro che scrive musica classica bella, forte, sana, di gusto. Una musica che è respiro profondo contro l'asma dei nostri tempi, un autore curioso che genera punti interrogativi e risolve gli enigmi al violino. Un generoso che dedica l'opera direttamente all'esecutore (l'impressionante Umberto Clerici). Un coraggioso che mischia il jazz alla Stephan Grappelli con la classica e con quelle atmosfere orchestrali nate per descrivere e sorreggere le immagini di un film. Un pozzo d'acqua nel deserto per chi ha sete di informazioni, se volessimo restringere la musica ad un insieme di input che colpiscono il cervello. Ma così non è. Viva Comoglio e chi è libero come lui, viva la Veduta aerea del grande albero mediorentale (il “Cedrus Libani”, appunto) e viva le sue danze/variazioni sul tema. Grazie per non avermi lasciato solo a combattere la battaglia più subdola dell'arte: la suddivisione in generi. “Acqueforti” è musica classica ma non è solo questo. È rimpianto, dolore e consolazione. È jazz, è Morricone, è l'esperienza e la saggezza. Ed è anche un tantino di stranezza se non altro negli accostamenti. Cosa ci fa un pezzo di Mistero buffo di Dario Fo in un album che innesca i violini e fa esplodere il violoncello? Queste menti brillanti non hanno bisogno di voto. Il mio otto è puramente indicativo e il suo Cd, una festa. TRACKLIST: 1. Cedrus Libani 2. Primavera dei Tirreni 3. La Roue de Fortune 4. Canto della Natura 5. Maria alla croce 6. Gabriel Hanno suonato: Nik Comoglio: Hammond, tastiere Chiara Taigi: voce soprano Trio Torino: Umberto Clerici: violoncello Sergio Lamberto: violino Giacomo Fuga: pianoforte Orchestra Sinfonica di Rivoli: Andrea Manco: flauto Luigi Finetto: oboe, corno inglese Luigi Picatto: clarinetto Orazio Lodin: fagotto Ugo Favaro: corno Fabrizio Dindo: corno Marco Braito: tromba Marco Rigoletti: tromba Gianluca Scipioni: trombone Rudi Colusso: tuba Francesco Pinetti: timpani, vibrafono Luis Casih: congas, bongos Paolo Rigotto: batteria, percussioni Federico Marchesano: contrabbasso, basso elettrico Fulvio Raduano: pianoforte Pino Russo: chitarra classica, oud Articolo di: Josè Leaci Grazie a: Ufficio Stampa Synpress44 Sul web: www.nikcomoglio.it |