Originalità nell’interpretazione, testi ricercati, sperimentazione sonora, arrangiamenti curatissimi e collaborazioni d’eccezione, questo “Il regalo” della giovane cantautrice milanese Airìn, al secolo Irene Maggi. Addentrarsi nel magico mondo musicale dipinto dai nove brani del suo album di esordio è come smarrirsi in un coloratissimo negozio di giocattoli musicali, pieno zeppo di mirabolanti sorprese e di estrose trovate melodiche.
Genere: Pop, Jazz Voto: 8/10 Ascolta anche: Angelica Lubian, L’Aura, Regina Spektor Una prima prova discografica sicuramente interessante quella della milanese Irene Maggi, classe 1986, che ha deciso di farsi conoscere al grande pubblico col nome d’arte di “Airìn”, buffo nomignolo con cui i suoi amici erano soliti apostrofarla. Una passione per la musica manifestatasi sin dall’infanzia e che negli ultimi due anni l’ha condotta a comporre ed incidere numerosissimi brani allo scopo di costruire il suo album di esordio; durante questo periodo di fervida creatività innumerevoli sono stati i suoi concerti in club e festival in giro per l’Italia, dividendo il palco con artisti come L’Aura, Marta sui Tubi e Il Genio. L’anno scorso è stata ammessa alla Scuola Civica di Jazz di Milano (che continua tuttora a frequentare) e ha pubblicato un Ep autoprodotto accolto immediatamente con curiosità e apprezzamento da parte di critica e pubblico. Venendo a tempi più recenti, la giovane e promettente cantautrice è stata finalista a Verona della quarta edizione del concorso “Tra musica e parole”, mentre proprio in questi giorni è stata tra le dieci finaliste del prestigioso premio Bianca D’Aponte. Sicuramente fondamentale per le ultime rilevantissime tappe del suo percorso artistico è stato l’incontro con Enrico Gabrielli, ex membro degli Afterhours, arrangiatore e polistrumentista (attualmente impegnato nei progetti Mariposa e Calibro 35), il quale si è anche occupato della direzione artistica nella realizzazione dell’album; ma ai nove brani del primo disco di Airìn hanno collaborato anche altri musicisti di innegabile talento e tra i più apprezzati del circuito indipendente italiano, tra i quali spiccano in particolare Rodrigo D’Erasmo e Roberto Dell’Era (membri stabili della formazione attuale degli Afterhours) ed il lanciatissimo e stravagante cantautore Dino Fumaretto. Insomma le premesse per un debutto discografico a cui prestare la massima attenzione ci sono proprio tutte! Quindi lanciamoci nel giocoso universo musicale di Airìn e vediamo se le nostre aspettative saranno adeguatamente ripagate… Ebbene, la risposta è un deciso e sonoro sì! Il timbro vocale di Irene è delicato, armonioso ed avvolgente, oltre che capace di plasmarsi alla perfezione in corrispondenza delle diverse atmosfere musicali ricreate nelle nove eleganti ed intriganti tracce che compongono l’album. Ciò che colpisce particolarmente è però l’estrema attenzione dedicata alla composizione dei testi e la raffinatezza della tessitura musicale, che vede intrecciarsi e fondersi sapientemente un gran numero di strumenti, il tutto con un gusto melodico pop notevolmente estroso ed originale. In alcuni brani gli arrangiamenti sono classici e di natura orchestrale con la netta predominanza di archi e fiati, mentre in altri episodi prevale un mood più marcatamente rockeggiante con un suono vigoroso e distorto da campionamenti elettronici opportunamente dosati. Ampio spazio è poi concesso anche a fantasiose stravaganze e sperimentazioni come l’utilizzo di strumenti insoliti, quali ad esempio diamoniche, flauti giocattolo o la kalimba (antichissimo strumento a percussione africano). Veramente incoraggiante il fatto che la discografia italiana abbia ancora il coraggio di scommettere su un talento anticonformista e decisamente fuori dagli schemi come quello di Airìn: probabilmente un album di esordio così originale difficilmente avrebbe trovato una collocazione discografica secondo le spietate logiche commerciali delle major; fortunatamente però l’etichetta indipendente lombarda Adesiva Discografica, fondata da Paolo Iafelice (per numerosi anni ispiratore, realizzatore e direttore delle Officine Meccaniche di Mauro Pagani, nonché collaboratore di Fabrizio De Andrè, Vinicio Capossela e PFM), ha avuto il coraggio, l’intelligenza – e aggiungeremmo la lungimiranza - di scommettere su un talento così brillante e sorprendente. L’apertura dell’album è affidata alla deliziosamente radiosa “Fiume senz’argini” che, su un ritmo contagioso e divertente, racconta la sensazione di sentirsi privati di una parte della propria essenza allorchè la persona amata è lontana, un sentimento di nostalgia perfettamente dipinto con frizzante freschezza adolescenziale. Lo stesso pop luminoso e colorato lo ritroviamo anche in “Andare a un funerale”, brano prescelto come singolo di lancio radiofonico, vorticoso racconto in musica di un amore tenero ed impetuoso che assume le sembianze di una canzone assolutamente fuori dagli schemi, in cui viene posto decisamente in primo piano un testo ironico e ricco di intriganti metafore e chiaroscuri. Atmosfere più jazzate, contraddistinte da un’estrema eleganza interpretativa, caratterizzano invece “Voglia di credermi bella”: l’intento della cantautrice era quello di narrare, attraverso fotogrammi tangibili ed autentici, la casualità di un incontro che può cambiare radicalmente l’esistenza; l’obiettivo può dirsi egregiamente riuscito e catturano veramente la classe e la vividezza con cui questo flusso di emozioni delicate ed autentiche viene trasmesso all’ascoltatore. La preziosità musicale di questo pezzo è stata peraltro recentemente riconosciuta nella cornice del Premio Bianca D’Aponte, visto che è stata insignita del premio come “Miglior Composizione”, offerto direttamente dalla SIAE. Simili tessiture musicali notevolmente suggestive ed avvolgenti ritroviamo in “Ti amo da due giorni”, mentre le atmosfere si fanno decisamente più cupe ed ipnotiche nelle strofe di “Danza di violenza” che ci presentano il lato più spiccatamente noir di Airìn, per aprirsi poi in un ritornello nuovamente dolce, rassicurante ed etereo. E’ probabilmente quest’ultima la cifra espressiva più congeniale alle corde della giovane interprete milanese, quella che le consente di creare piccoli gioielli, intrisi di magia ed impalpabile emozione, come la titletrack “Il regalo” in cui la sua voce si intreccia con quella di Dino Fumaretto in un brano estremamente poetico ed affascinante, oppure “Regina”, una delle prime composizioni realizzate da Irene e che grazie alla propria semplicità, fragilità e alla delicata apertura vocale del ritornello, pone perfettamente in evidenza la preziosità del patrimonio emozionale e l’originalità del talento di questa giovane promettente artista. Si discostano parzialmente dal sentiero delineato nella prima parte dell’album i due brani conclusivi: “Stasera”, dal sapore volutamente retrò sia nell’architettura musicale che nel testo, vuole rappresentare nelle intenzioni della cantautrice una sorta di omaggio alle cantanti che hanno costituito i pilastri della tradizione melodica italiana; al contrario “The first time”, cantata in lingua inglese, ci mostra Airìn proiettata verso sonorità dal respiro più internazionale presentandoci un’altra sfaccettatura della sua multiforme gamma emozionale ed interpretativa. Una prova d’esordio davvero convincente, in cui si percepisce tutta la ricchezza ed il fascino di un universo musicale ancora in fase di maturazione e che, siamo sicuri, ci potrà riservare nel corso dei prossimi anni delle piacevolissime sorprese. Per ora “Il regalo” di Airìn lo accogliamo con gioia e soddisfazione, come uno dei più interessanti esordi ascoltati negli ultimi mesi. TRACKLIST 1. Fiume senz’argini 2. Voglia di credermi bella 3. Ti amo da due giorni 4. Danza di violenza 5. Il regalo 6. Andare a un funerale 7. Regina 8. Stasera 9. The first time Hanno suonato in questo album: Enrico Gabrielli – piano, rhodes, glockenspiel, flauto dolce, tastiera, tamburello, organetto, kalimba, triangolo, sax, clarinetto, tiger Rocco Marchi – chitarra elettrica Valerio Canè – basso, theremin Riki Invernizzi – batteria Rafael Bon – tromba Roberto Dell’Era – basso, chitarra elettrica Enzo Cimino – batteria elettronica Marco Iacampo – chitarra acustica, basso, percussioni, cori Fpunto – chitarra acustica, tamburello Dino Fumaretto – voce Airìn – diamonica Rodrigo D’Erasmo – violino Max Martellotta – chitarra elettrica PROSSIMI APPUNTAMENTI LIVE 30 ottobre – Casbah (Pegognaga, Mantova) 31 ottobre – Materia Off (Parma) 3 novembre – Bar Wolf (Bologna) 4 novembre – Casa 139 (Milano) 5 novembre – Circolo Wallenda (Trento) 7 novembre – Arci Metromondo (Milano) 20 novembre – Latteria Molloy (Brescia) 28 novembre – Castello Colleoni (Solza, Bergamo) 3 dicembre – Le scimmie (Milano) 11 dicembre – Fienile Fluo (Bologna) 19 marzo – Bloom + Il Pan del Diavolo (Mezzago, Milano) Articolo di: Andrea Cova Grazie a: Ufficio Stampa Parole&Dintorni Sul web: www.myspace.com/irenemaggi |