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IMOGEN HEAP - Ellipse (Megaphonic/Epic/Sony, 2009) Stampa E-mail
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Recensioni Cd/Promo/Demo
Scritto da Fabrizio Corgnati   
Martedì 13 Ottobre 2009 08:51
imogen heap ellipse

Ha impiegato ben quattro anni, con ampio ritardo sul previsto, per far uscire il suo terzo album da solista, ma il risultato è all'altezza delle aspettative. In "Ellipse", Imogen Heap presta il suo riconoscibilissimo timbro di voce ad una moltitudine di sonorità diverse, realizzando un lavoro meno sperimentale e più autentico rispetto al passato.

 

Genere: Electronic/alternative rock

Voto: 8/10

Ascolta anche: Bjork, Massive Attack

 

Forse la conoscete per essere stata la metà femminile, nonché la voce, dei Frou Frou, duo che godette di un certo successo all'inizio del nuovo millennio. Forse ve la ricordate nel video di "Breathe In" con un borsalino grigio in testa, aggirarsi tra i tram di una città notturna. Forse avete sentito una sua canzone nella colonna sonora di qualche film o spot televisivo di successo. Oppure, vi siete già perdutamente innamorati della sua musica. Se invece non avete mai sentito nominare Imogen Heap, beh, è giunto il momento di riparare a questa mancanza. Un buon modo per farlo è questo piccolo capolavoro che porta l'intrigante titolo di "Ellipse".

E dire che per partorirlo ce n'è voluto di tempo. Il suo ultimo lavoro, "Speak for Yourself" (da cui venne tratta la fortunata "Hide and Seek"), è datato 2005. Da allora, la pianificazione della carriera della trentaduenne cantautrice britannica è stata quantomeno confusionaria. Prima si è imbarcata nel progetto di un documentario per la Disney, in seguito accantonato. Poi ha iniziato a lavorare alle canzoni per il nuovo album, proponendosi di concluderlo per settembre 2008, ma non ci è riuscita. Quindi è entrata in studio, con l'obiettivo di registrare una traccia ogni due settimane per concludere un giorno prima del suo compleanno, l'8 dicembre 2008. Anch'esso fallito.

Il primo frutto di questo tormentato lavoro è stato "Not Now, But Soon", una canzone pubblicata sul suo MySpace e utilizzata nella colonna sonora di "Heroes", ma alla fine nemmeno inserita nella versione finale dell'album. In definitiva, le registrazioni si sono concluse solamente nel giugno del 2009, con quasi un anno di ritardo sui piani. Ma in questo periodo, l'artista di Essex ha avuto un merito non comune: quello di mantenere uno stretto contatto con tutti i suoi fan attraverso Internet.

Prima grazie ad un seguitissimo profilo su MySpace, poi con un video-blog su Youtube e con aggiornamenti quotidiani su Twitter (è stata una delle prime celebrità ad intuire il successo di questo nuovo social network), Imogen ha condiviso con il mondo le tappe della sua scrittura, le immagini del suo lavoro in studio, ma anche i suoi dubbi, le sue incertezze, chiedendo continuamente consigli e spiegando quali di essi si sono rivelati più preziosi.

Attraverso Twitter e Flickr ha raccolto contributi testuali e fotografici per la realizzazione del booklet dell'album. Poi, con gli stessi mezzi, ha invitato i fan a mini-concerti esclusivi in cui ha rivelato poco a poco le tracce del nuovo lavoro. Uno scambio con la comunità degli appassionati fitto, intenso e a tratti intimo (la Heap ha raccontato, per esempio, di aver acquistato in quest'ultimo periodo la casa della sua infanzia e di averla rimodernata facendo della sua ex-stanza dei giochi il suo studio), che si è rivelato un vero e proprio successo: 519.000 le visualizzazioni dei suoi video su Youtube, addirittura 735.000 i followers su Twitter.

Musicalmente parlando, "Ellipse" è il terzo album da solista della Heap, dopo "i Megaphone" e il suddetto "Speak for Yourself". Scorrendo la tracklist si ha quasi l'impressione di trovarsi di fronte ad una compilation: "Little Bird", "Swoon", "Tidal". Ma in questo caso Annie Lennox, i Silversun Pickups e Fiona Apple non c'entrano nulla. La vera protagonista, infatti, è lei, con la sua voce sempre uguale e sempre diversa, che in questo lavoro si dimostra incredibilmente versatile, in grado di spaziare, convincendo in ugual modo, tra generi anche molto distanti tra di loro.

Il marchio di fabbrica di Imogen è sempre lo stesso: le atmosfere artificiali e sospese, in cui i loopponi elettronici ereditati dal genio di Guy Sigsworth (con cui lavorò ai tempi degli Acacia e dei già citati Frou Frou) si fondono alla perfezione con le armonizzazioni vocali a lei tanto care. E, in effetti, l'album si apre e si chiude con il suo classico ambient (il singolo "First Train Home", "Wait It Out" e "Canvas"). Ma, in mezzo, c'è spazio per tante altre sonorità.

Alcune minimaliste: si veda "Earth", di fatto un "a cappella" dal martellante ritmo terzinato; "Half Life", la traccia finale, tutta incentrata sulla serenità del piano e degli archi; "Between the Sheets", all'apparenza una tradizionale ballad amorosa piano-voce, ma "disturbata" dagli effetti elettronici. Per non parlare di "The Fire", da interpretarsi come una meravigliosa pausa di riflessione: due minuti di solo piano con in sottofondo il crepitio del fuoco (che non sfigurerebbero in qualunque colonna sonora: Hollywood, ci sei?).

Altre decisamente più cariche: "Swoon", ai limiti della dance; "Bad Body Double", dove alla voce, al sintetizzatore, alla drum machine si accostano gli archi, la chitarra acustica e… il suono della doccia. C'è il trip-hop di "2-1", una via di mezzo tra Bjork e i Massive Attack, dove la sua voce calda sovrasta una base onirica con l'ossessionante ritornello "Things are not always/Things are not always what they seem". E c'è l'anti-folk di "A-ha", con le sue sonorità sovieticizzanti.

Probabilmente il pezzo più interessante di tutti è pero proprio "Tidal". Qui il "suo" violoncello (uno dei tanti strumenti che suona con perizia) dura pochi istanti, poi si finisce sommersi, è proprio il caso di dirlo, da voci e strumenti diversi (finanche un flauto indiano), suoni elettronici in stile videogame, conditi da una melodia piacevolmente e inaspettatamente orecchiabile, che oscillano tra momenti duri ed altri delicati, si alzano, sembrano spegnersi, solo per poi tornare come in un riflusso e concludersi con una linea di chitarra elettrica. Come suggerisce il titolo, una vera e propria marea musicale.

Eppure, pur contenendo ingredienti così differenti e a tratti contrastanti tra loro, la ricetta risulta ben amalgamata. Tanto nei testi quanto nella musica, "Ellipse" è un album meno sperimentale, meno ricercato del precedente "Speak for Yourself", ma più autentico, personale, sentito e organico. Un album che, senza ombra di dubbio, merita di ripetere anche nei negozi il successo che ha riscosso online.

TRACKLIST

   1. First Train Home
   2. Wait It Out
   3. Earth
   4. Little Bird
   5. Swoon
   6. Tidal
   7. Between the Sheets
   8. 2-1
   9. Bad Body Double
  10. Aha!
  11. The Fire
  12. Canvas
  13. Half Life

Videoclip ufficiale di “Canvas”: http://www.youtube.com/watch?v=yXj0dF7LAyE

Videoclip ufficiale di “First Train Home”: http://www.youtube.com/watch?v=ax84xcaLfHs

 

Articolo di: Fabrizio Corgnati

Grazie a: Lydia D’Agostino, Ufficio Stampa Sony BMG

Sul web: www.imogenheap.comMySpace - Twitter

 

 

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