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“Le finestre sono aperte” dei Mircanto spalancano le porte dell’immaginazione con musica folk e onirica che lascia molto spazio alla sperimentazione, ma coinvolge poco lo spettatore attraverso i testi.
Genere: Folk Rock Voto: 7/10 Ascolta anche: Jeff Buckley La libera espressione della musica è un concetto che, anche se non in maniera diretta, una volta capito diventa proprio dell’artista, tenendo sempre conto del rispetto che, quest’ultimo, deve portare nei confronti di un’arte che nel momento dell’esecuzione diventa pubblica. Il folk è, decisamente, il modo migliore per ricercare un contatto con il pubblico che sia immediato poiché quella stessa musica può catapultare l’universo in un mondo parallelo fatto di sogni e speranze, senza nulla togliere alle lacrime della depressione o alla più pura espressione di un malessere nei confronti di un qualcosa che ci turba. Attraverso il simbolismo e l’allegoria i Mircanto sembrano portare quest’atmosfera a chi li segue attraverso brani non facili alla comprensione che si racchiudono in un progetto chiamato: “Le finestre sono aperte”. La band nasce dalla passione comune per la musica folk e da un viaggio in Irlanda che sembra aver lasciato uno stampo ben diverso da quello che di solito si è abituati a sentire. Già selezionati a vari concorsi sia provinciali (Nuovi Suoni Live 2008) sia nazionali (Risonanze Unplugged 2008), i Mircanto prendono spunto, per i loro testi, da ciò che li circonda, il tutto riassunto da un lavoro di gruppo costruito sulla reciproca stima e consapevolezza della propria abilità musicale, visibilmente manifesta nel brano “Io E Le Mie (Manie)”, canzone divisa in due parti con la prima sezione che apre e chiude il pezzo, lasciando, nella parte intermedia, una sezione di sviluppo ricca di sperimentazione, ma che trae spunto dalle prime idee. Meno brillante per la collocazione nella tracklist (poiché risulta un po’ fuori luogo alla sesta traccia) è il pezzo strumentale “Rose Stradali” che, comunque, sembra avere la funzione d’introdurre il successivo “Poca Voce”, il quale nasconde un’altra canzone dopo minuti di silenzio che, come l’ultima parte di un sogno, porta il disco verso l’uscita (il ritorno alla realtà). Infatti quest’ultimo concetto è da prendere in considerazione, poiché l’intero progetto “Le Finestre Sono Aperte” (registrato live in studio nello spazio domestico del Caffè Letterario di Bergamo) conduce lo spettatore alle porte dell’onirismo per farlo uscire solo sul finale, attraverso suoni molto bassi, delicati, mai esagerati, ma che sanno trasportare il corpo oltre la sfera dell’immaginario. Il tutto si risolve in un’osservazione sul vivere quotidiano che spaventa, ma che può cambiare e che vuole prendere le distanze dal conformismo. L’unico problema è che, in tutto questo andare verso altri mondi, i testi sembrano (l’esempio massimo è dato con “Dirigibili”) perdersi nella loro stessa messa in musica come se quella stessa barca che hanno per viaggiare sia il loro più grande elemento di disturbo. Questa sorta di fastidio, purtroppo, nasce dal fatto che la musica sia un fattore molto importante per essere disturbato dalle parole, ma che, comunque, sa raggiungere ottimi livelli (“Trubador”) che oscurano il resto dell’album. Quello che possiamo aspettarci è solo un cercare di lavorare meglio su quest’aspetto. TRACKLIST 1. Da Consumarsi 2. Dirigibili 3. Io E Le Mie (Manie) 4. Avanzi 5. Trubador 6. Rose Stradali 7. Poca Voce MIRCANTO sono: Daniele Nava: voce, chitarra acustica Thomas Foiadelli: chitarre, basso, metallofono, diamonica Ruggero Sguera: batteria, tabla, scacciapensieri, rumori Articolo di: Simone Vairo Grazie a: Mircanto Sul web: www.myspace.com/mircanto |