Il torbido, il pantano e l’amarezza si agitano in “Giardini Zen parte II” dei romani Kriya. Una ferita che brucia infettata dal fango. E non serviranno anestetici per salvare il vostro cuore.
Genere: Rock Voto: 7.3/10 Ascolta anche: - I Kriya nascono a Roma nel novembre del 2007 e sono il frutto di una selezione durata cinque anni. Un laboratorio artistico, un'open project che ha visto confrontarsi con in sala prove e sul palco diversi musicisti della scena romana, dai più sconosciuti e talentuosi a molti già affermati, compresi turnisti e professionisti del settore. Un progetto nato dall'iniziativa di Emiliano Guiducci, poli strumentista e compositore. Dopo aver cavalcato i palchi più importanti della capitale (Qube, Stazione Birra, Alpheus, Totem Village e Locanda Blues) e dopo la pubblicazione di “Giardini Zen parte I” (contenete il video “Sovraccarico”), la band conclude il progetto splittato pubblicando “Giardini Zen parte II”. Un totale di 12 canzoni suddivise in 2 Ep che contengono la vera essenza dei Kriya. I Kriya rimangono agganciati su un filone musicale torbido-andante, paradosso tra lo scuro e la scintilla, tra il buio dell’amarezza e la brillantezza delle stelle, tra la pioggia nera e la trasparenza del vetro. Le anime nere appaiono drammaticamente in “Dimmi chi sei”: ritmi scuri, melodie straniere. E’ l’incedere del fango che avanza e inonda le nostre menti. Fantasmi di nero vestiti si palesano in “Stanze di vetro”, con granitici colpi di batteria che scardinano anche i cuori più duri: e non basterà un anestetico per sopravvivere. “In un attimo posso distruggere tutto” è la frase cardine. Si apre freneticamente “Contro di me”, con giri di chitarra acidissimi e isterici, mentre “Stella” (del quale è uscito un videoclip prodotto e realizzato dalla ParLo films) si apre con rintocchi funerei a festa. Lamenti distorti da melodia: “Ti vedo soffrire per quei tuoi vizi, stella. Ti sento cadere in quel tuo vortice…”. “…All’improvviso non riconosco i luoghi dove sono nato: eppure non mi sono mosso mai” sono le parole che aprono “Scacciando l’amarezza”. Chiude “Black Rain” (strumentale), pioggia scura che scende per purificare la natura umana, ancor più inquinata. “Giardini Zen parte II”: testi ricercati su musiche che scavano nel lato oscuro dell’essere umano. TRACKLIST 1. Dimmi chi sei 2. Stanze di vetro 3. Contro di me 4. Stella 5. Scacciando l’amarezza 6. Black Rain KRIYA sono: Emiliano Guiducci: basso e voce Fabio Pellegrini: chitarra e cori Daniele Zangara: batteria, percussioni e cori Articolo di: Ilario Pisanu Recensioni correlate: EP Giardini Zen parte I Grazie a: Kriya, Emiliano Guiducci Sul web: MySpace |