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MEGADETH - Endgame (Roadrunner, 2009) Stampa E-mail
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Recensioni Cd/Promo/Demo
Scritto da Simone Vairo   
Martedì 15 Settembre 2009 01:30
MEGADETH - Endgame cdIn uscita oggi. Il ritorno in grande stile di una delle band che hanno contribuito ad approfondire la nozione di “trash metal”: bentornati ai Megadeth con “Endgame”.

 

 

 

Genere: Trash Metal

Voto: 9/10

Ascolta anche: Metallica

 

Per la serie: a volte ritornano… e neanche casualmente.

Fin dagli anni ‘80, quando si parla dei Megadeth, è impossibile non collegarli ai Metallica. La loro rivalità è sempre stata palese agli occhi dei fans di entrambe le bandiere ed infatti non è stato un caso che, entrambe le squadre, abbiano avuto bisogno di farsi risentire quasi a un anno di distanza l’una dall’altra. I Metallica, presentando il loro ultimo lavoro “Death Magnetic”, non hanno fatto altro che confermare il fatto di trovarsi ancora in un periodo di “lavori in corso” dove è impossibile sperare in canzoni che ricordino anche per poco il glorioso passato di cui sono stati protagonisti nell’ambito del genere metal. A loro non servivano conferme, ma semplicemente di far notare ai fans che c’erano ancora. Per i Megadeth, invece, la situazione è diversa

La loro carriera è stata segnata da alti e bassi e questi ultimi hanno “marchiato”, in particolar modo, soprattutto l’ultima parte della loro incredibile storia. I Megadeth nascono dalle radici del trash metal (in base all’esclusione forzata di Mustaine dai Metallica per motivi di droga e alcool) per poi portarsi verso il genere industrial e il rock commerciale, ma questo tipo di evoluzione non è stata gradita dai fans che, soprattutto con l’album “Risk”, sono rimasti più volte delusi, nonostante Mustaine, invece, fosse molto contento di poter fare tutto quello che voleva a livello musicale.

Oggi, nessuno avrà più il coraggio di lamentarsi poiché i Megadeth, attraverso “Endgame”, hanno deciso riprendere la fiducia dei loro fans con un ritorno a quel “trash” che fece mettere in guardia i “Four Horsemen”.

Il disco è una sorta di documento stampato e approvato che si muove tra la poesia del macabro e atmosfere oscure che servono come sfondo alle vere tematiche dell’album: i diritti civili strappati all’uomo. Mustaine è sempre stato famoso per essere un gran contestatore, infatti, la maggior parte dei suoi testi migliori riguardavano la denuncia nei confronti della società, della violenza e delle guerre insensate, ma, stavolta, il leader dei Megadeth sembra tornare più arrabbiato e sconcertato rispetto al mondo che lo circonda.

Incredibili sono i riff di chitarra presenti nell’album tra cui la migliore performance è data in “How The Story Ends”; questo pregio nell’uso della chitarra mette in evidenza subito una grande novità, ovvero la possibilità di far conoscere al mondo il nuovo membro della band: l’eccellente Chris Broderick.

Ma non è questo l’unico elemento che rende questo album speciale: dall’ascolto si nota anche una maggiore lucidità da parte non solo della band, ma anche di Dave, il quale, infatti, afferma di essersi trovato molto d’accordo con il lavoro svolto dal loro produttore Andy Sneap (Killswitch Engage), il quale ha saputo risvegliare il reale stile della band facendo anche un ottimo lavoro nel mixaggio.

Infatti, nel passaggio dalla prima alla seconda traccia (“Dialectic Chaos” – strumentale e “This Day We Fight!”), il tutto sembra quasi essere una parte unica, come un’introduzione al vero progetto, il quale sembra prendere forma solo alla quinta traccia (“Bite The Hand That Feeds”).

Soltanto giunti a un certo traguardo, e superata la passione per le auto veloci di Mustaine (”1320”), possiamo passare a dei racconti che rimandano ad Edgar Allan Poe (“The Hardest Part Of Letting Go Sealed With A Kiss” e “Bodies Left Behind”) per giungere infine alla perdita dei diritti civili da parte del popolo americano (“The Right To Go Insane”); l’idea di base sembra partire dalla politica di Bush che, secondo Mustaine, ha messo in gabbia (tipo campo di concentramento) milioni d’individui.

Musicalmente parlando è impossibile non notare degli ovvi riferimenti ai Metallica in alcuni riff che ricordano “Master Of Puppets” (di cui Mustaine si dice autore) e altri che, invece, risultano esaltanti, ma sprovvisti d’innovazione. Forse quello che risulta nuovo è la voce di Mustaine che sembra aver assunto un tono diverso (probabilmente in base alle cure ricevute al centro di recupero per disintossicarsi), senza, ovviamente, perdere la sua grinta che la contraddistingueva.

Siamo davanti ad un nuovo inizio per i Megadeth. Un ritorno prevedibile, ma che conferma il fatto che il loro “Endagame” non è più così vicino come si pensasse.

 

 

 

TRACKLIST

1. Dialectic Chaos

2. This Day We Fight!

3. 44 Minutes

4. 1320

5. Bite The Hand That Feeds

6. Bodies Left Behind

7. Endgame

8. The Hardest Part Of Letting Go Sealed With A Kiss

9. Head Crusher

10. How The Story Ends

11. The Righ To Go Insane

 

MEGADETH sono:

Dave Mustaine: voce e chitarra

Chris Broderick: chitarra

James LoMenzo: basso

Shawn Driver: batteria

 

Articolo di: Simone Vairo

Grazie a: Ufficio Stampa Roadrunner Records

Sul web: www.megadeth.com - www.myspace.com/megadeth

 

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