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Un pezzo d'Irlanda in terra italica: “Polish” è una passaporta e gli Aedi i cantori della malinconia e del sogno.
Genere: Rock, Pop, Ambient Voto: 7.8/10 Ascolta anche: - Grandi gli Aedi, molto ispirati. Le quattro canzoni di “Polish” si ascoltano come un racconto di anziani attorno al fuoco, con rispetto e attenzione. I rami degli alberi perdono appena le foglie, all'inizio d'autunno, e gli Aedi raccolgono i tenui colori del bosco riuscendo a comporre mistura di pure intuizioni e di musica lieve. Gli arpeggi di pianoforte sono i sentieri su cui scorre, serena, la voce dolcissima di Celeste Carboni. Non ci sono fiere nel bosco, trappole tra gli alberi, né pericolo alcuno. Il loro canto testimonia un momento goduto di sana malinconia, di neve e tepore, di languore e attesa. Il disco è una passaporta. Io che sono immerso nel caos metropolitano riesco a fuggire per quattro lunghe canzoni in un mondo più calmo, più quieto, segreto. Sembra che un pezzo di Irlanda si sia staccato e sia finito nelle Marche a germogliare e a fiorire. Strano come mi venga poco da dire di un gruppo che è il migliore tra gli ultimi che ho ascoltato. Non ho molto da aggiungere, solo che vanno ascoltati e riascoltati. Bravi davvero. TRACKLIST: 1. Polish 2. My Perfect Home 3. Flowermoondolls 4. Lake's Air AEDI sono: Celeste Carboni: voce, tastiere Paolo Ticà: chitarra Jones Piu: basso Claudio Innamorati: chitarra Filippo Tacchi: batteria Articolo di: Josè Leaci Grazie a: Aedi Sul web: www.aedimusic.com - www.myspace.com/aedimusic |