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Anteprima. Il grande talento comunicativo degli Stardog. Pop e contaminazioni infinite per guardare “Oltre le nevi di piazza Vetra”. In uscita il 18 Settembre.
Genere: Pop Voto: 7/10 Ascolta anche: Baustelle, Garbo Gli Stardog hanno un curriculum di tutto rispetto, premi presi a destra e a manca e una serie di collaborazioni che farebbero gola a tanti professionisti affermati. “Oltre le nevi di piazza Vetra” è un grosso progetto musicale, dove un bel giro di artisti e molte menti fertili messe in campo generano un campo di grande attrazione gravitazionale e un mondo creativo multicolore e mai banale. Tanta immaginazione e tante contaminazioni per questo gruppo che sa anche di pop ma, ovviamente, non può essere chiuso in questa definizione. Sicuramente, le influenze elettroniche avvicinano la band ai Baustelle, a Garbo, a quelle onde musicali ed emotive che tanto hanno voglia di farci ballare. Manuel Lieta, oltre ad avere una voce bellissima e profonda, ha uno stile di scrittura che riesce a fotografare l'attimo anche grazie a precisi riferimenti extra musicali con cui insegue la poesia riuscendo, a volte, a dar vita a qualcosa di nuovo. Secondo me è una band di grande talento comunicativo. Non avranno bisogno di vestirsi da idioti per farsi apprezzare in giro. In questo “Oltre le nevi di piazza Vetra”, disco così milanese, così sofferto e sentito, sento diverse grosse idee in grado di incrinare il parabrezza o almeno il cuore di chi ascolta. Mi riferisco a “Quale estate?” con un ritornello bomba, “Canzone del dove”, brano perfetto: un ballabile in pieno stile America anni '80, la strofa irresistibile di “Sai, Carmelo” e qualche altro lampo di genio rintracciabile più o meno in ogni canzone. Personalmente trovo intrigante il ritornello de “Il lamento di Bardamu” a metà tra il punk e il blues e rabbioso come non ti aspetti da un interprete, altrove, ben più dolce. La melodia è comunque sempre al centro del loro creare, bravi. Ma devono violentare un po' la metrica delle liriche in favore delle sette note per ottenere qualcosa. Non tanto un ulteriore salto di qualità quanto un quintale di attenzione (radiofonica) in più. Il pubblico, ormai addestrato (purtroppo), risponde a schemi ben precisi. TRACKLIST: 1. Quale estate? 2. Canzone del dove 3. Gli addii di Anita 4. Il metodo 5. Sai, carmelo 6. Brindisi 7. Tridimensionale 8. Ninna Nanna 9. Il lamento di Bardamu 10. Come cani 11. L'avventura STARDOG sono: Manuel Lieta: voce, cori, dobro Simone Limardo: basso Alberto Culot: piano, synth, Andrea Dicò: batteria Hanno suonato: Andy: sax, voce Luca Urbani: voce, cori, programmazione, chitarre Davide Arneodo: violino Paolo Milanesi: tromba Stefano Palmosi: batteria Alberto Pirovano: chitarre, ukulele Fabio Gatti: batteria Matteo Agosti: basso, drum programming Articolo di: Josè Leaci Grazie a: Manuela Longhi, Ufficio Stampa BlaBlaBla Sul web: www.stardogband.com - www.myspace.com/stardogband |