“L’amore non ha fine” è il disco uscito dopo la scomparsa della giovane e talentuosa cantante toscana. Le influenze di Valentina Giovagnini spaziano dal songwriting all’elettronico, dal celtico al pop, dal progressive alla dance. E’ il suo talento, che non ha fine.
Genere: Pop Voto: 8.5/10 Ascolta anche: - Ci sono artisti con la “A” maiuscola che spariscono troppo in fretta, per strani e inspiegabili motivi. Il destino ha voluto che la carriera artistica e la vita di Valentina Giovagnini fossero spezzate da un tragico incidente a gennaio 2009. Dopo le ottime critiche del disco “Creatura nuda” e del brano sanremese “Il passo silenzioso della neve” (2002), genitori, amici e conoscenti, riuniti nell’Associazione No Profit Valentina Giovagnini, e grazie alla Verba Manent e Edel, hanno reso possibile realizzare il disco a cui Valentina stava lavorando prima della sua scomparsa “L’amore non ha fine”, è questo il titolo del disco postumo di Valentina Giovagnini. Una girandola di emozioni dove la cantante toscana ha messo in gioco gli anni di studio e le alchimie che l’hanno resa unica e apprezzata. In questo lavoro è stata coadiuvata negli arrangiamenti, nei testi e nelle musiche dal suo scopritore Davide Pinelli e da Vincenzo Incenzo. Sono 13 i brani che compongono “L’amore non ha fine”, iniziando proprio dalla title-track, scelta come singolo e della quale è stato girato un video (non un copia-incolla di immagini ma un vero video girato prima della sua scomparsa). Le influenze della Giovagnini, che spaziano dal songwriting all’elettronico, dal celtico al pop, dal progressive alla dance, hanno incluso anche la lirica. Infatti nel brano “L’amore non ha fine” c’è la partecipazione del tenore Aldo Caputo. Il brano è uno dei più belli mai usciti dalla voce di Valentina: “Non mi senti, non mi senti, ti vengo a cercare/ Sulla bocca del vento mi vedrai”. Il disco contiene veri gioielli in musica tanto che il paragone con il bellissimo “Creatura nuda” è davvero difficile. “L’altra metà della Luna” è un brano che scava nella periferia dell’identità dell’artista: ritmi e melodie concentriche al servizio dell’elettronica. Un brano che merita di uscire come singolo: “Mai mi scoprirai, mai mi vedrai/ Se guardi me solo con gli occhi tuoi”. Stesa su un piatto elettronico di campionamenti è “L’attesa infinita” (“Sono un fiume che insegue la fine di sé”) mentre la voce di Valentina si destreggia in maniera meravigliosa in “Continuamente”. Un inno all’amore, un inno alla vita in musica: “Continuamente il tuo ossigeno sarò”. Si sganciano un po’ dalle atmosfere del disco l’aggressiva “Voglio quello che sento” e la stupenda “Non piango più” (suo ultimo singolo datato 2003) che ripercorre la falsariga delle russe T.a.t.u. con ritmi violenti, quasi dance, con uso massiccio di elettronica, di eco, di distorsioni. “Non piango più” è decisamente il mio brano preferito: “Meravigliosamente la mia mente insegue me”. Dal sapore solare è “Bellissima idea”, un gioiellino pop da brivido, come la successiva “La mia natura”, sospesa tra elettronica e miraggi onirici: “La mia natura è andare via tra vita e sogno”. Menzione a parte spetta a “Non dimenticare mai”. Le melodie sono delicate, le parole che si susseguono sembrano scritte per lei. Scritte e dedicate dal fato alla stessa Giovagnini: “Siamo terra nella pioggia dove affonda ogni segno di noi/ Siamo un viaggio nella mente… un istante”. Dai ritmi sostenuti di “Nei silenzi miei” si passa all’intensissima “Sonnambula” (scritta da Gatti/Maroccolo), dove la Giovagnini indossa i panni della Bjork nostrana. Una creatura ibrida che si nutre di spasmi elettronici e gocce di miele. Chiude il brano che è un ponte con il disco precedente. “Ogni viaggio che ho aspettato”, ricco di riferimenti celtici tanto amati dalla Giovagnini. Uno dei brani più intensi: “Ho imparato che il domani non c’è, ma le strade dei sogni non finiscono mai/ Ho imparato a non rimpiangere ogni viaggio che ho aspettato”. Ciliegina sulla torta, un’emozionante interpretazione voce-piano di “Hallelujah” di Cohen e dell’intensa “Somewhere Over The Rainbow” portata al successo da Eva Cassidy. Tutti i brani di “L’amore non ha fine” hanno un denominatore comune: l’amore. Impossibile non commuoversi ascoltando questo disco, impossibile non pensare a lei ascoltando molti passaggi dei testi. Valentina vive in questo disco. E il suo talento non avrà fine. “Non dimenticare mai, non dimenticare mai Dentro me sei il mondo per cui vale vivere. Non dimenticare mai, fermeremo il tempo noi Se lo vuoi, se lo vuoi, tutto è possibile”. Le vendite del Cd aiuteranno l' “Associazione No Profit Valentina Giovagnini” coordinata dalla famiglia della cantante, nelle sue iniziative, realizzando così il sogno forse più grande dell'artista, quello di rendersi utile a chi è in difficoltà. TRACKLIST 1. L'amore non ha fine 2. L'altra metà della luna 3. L'attesa infinita 4. Continuamente 5. Voglio quello che sento 6. Non piango più 7. Bellissima idea 8. La mia natura 9. Non dimenticare mai 10. Nei silenzi miei 11. Sonnambula 12. Ogni viaggio che ho aspettato Ghost Track 13. Hallelujah 14. Somewhere Over The Rainbow Articolo di: Ilario Pisanu Grazie a: Verba Manent Sul web: Associazione No Profit - Fan Club - MySpace - Primo premio Valentina Giovagnini |