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“Caffè Caflisch - Storie di amanti e di migranti” è l’ennesima opera di poesia in musica di Pippo Pollina accompagnato dal fedele Linard Bardill: un bozzetto che racconta le storie di amanti e migranti.
Genere: Songwriting Voto: 8/10 Ascolta anche: Ivano Fossati, Francesco Guccini, Claudio Lolli L’incontro con la musica di Pippo Pollina è stato per me fortuito: un trafiletto su un quotidiano locale, mio padre che incuriosito lo ritaglia e me lo lascia sulla mia scrivania, io che inizio le mie ricerche e approdo a questo bozzetto che narra le storie di amanti e di migranti “Caffè Caflisch”. Il disco in questione, del 2009, è scritto a quattro mani: Pippo Pollina e Linard Bardill (cantautore svizzero), proprio lui che un giorno, uscendo da un supermercato di Lucerna si è imbattuto nella musica e le parole di Pollina, restandone folgorato. Il disco oscilla tra le canzoni cantate in italiano e in tedesco, avendo sempre ben chiaro il fulcro tematico del Caffè Caflisch: il celebre caffè palermitano dove la leggenda vuole che sia nato il “Gattopardo” dalle sapienti mani di Tomasi di Lampedusa. Pippo Pollina ricorda il Fossati più ispirato vocalmente, mentre chitarristicamente parlando (grazie anche all’eccellente contributo di Bardill) tesse delle trame armoniche di rara bellezza. Il secondo solco di questo full lenght “Caffè Caflisch”, appunto, è il manifesto tematico della materia narrativa dei nostri due cantautori, storie normali e comuni di emigrazione, di lavoro e di dura fatica raccontate con una letteratura morbida e scorrevole che fa correre facilmente il brivido lungo la schiena. Si continua poi con brani come “A songwriter in New York” brano dalle rarefatte atmosfere swing dove le voci dei due si confondono e rincorrono con leggerezza e morbidezza; “Anni settanta” è poi una rapida lezione di storia farcita di tutti gli ideali, i sogni e le lotte che quel decennio si è portato via morendo e che mai, come in questo momento, dobbiamo ricordare nelle “notti buie della memoria”. “Grida no” è un inno pacifista scritto dal cantautore antimilitarista tedesco Kostantin Wecker che Pollina ha sapientemente tradotto facendo suo questo messaggio di pace e di sana rabbia. Non meravigliatevi se il nome di Pippo Pollina sia in Italia sconosciuto ai più (in Svizzera è invece noto e molto considerato) è la normalità: dalle nostre parti si ha paura di ricordare le nostre radici, ricordare da dove viviamo, a cosa ci ha costretto la storia nel corso degli anni, cosa abbiamo dovuto combattere, cosa abbiamo sognato e cosa, invece, siamo diventati. Forse è anche per questo che Pollina non ha voluto mettere da parte il tedesco e ha diviso a metà, dal punto di vista linguistico, la sua ultima opera: perché noi italiani non meritiamo un intero disco, un disco come questo vero, sincero e vissuto. Non abbiate paura se quando le note di “Caffè Caflisch” saranno terminate, le parole del vostro vecchio nonno vi sembreranno perle di saggezza è normale. Lebewohl! (Addio, ndr) TRACKLIST - Wenn i gohn
- Caffè Caflisch
- Uf und furt
- A songwriter in New York
- En Leopard im Kaffi
- Anni settanta
- Lampedusa
- Grida no
- Los Bueb
- Ciao bella ciao
- Rosegarte
- Ci sarà
Articolo di: Giuseppe Gioia Grazie a: Storie di note Sul web: www.pippopollina.com - www.myspace.com/pippopollina |