I fiori (morti) del male di Vincenzo Pastano prendono vita in “Compro Verità”, album intriso di romanticismo e passione, gothic rock, dark e pop. Un debutto avvincente e decadente.
Genere: Gothic-Pop Voto: 8.6/10 Ascolta anche: The Cure, Depeche Mode Con una passione sviscerata e nemmeno tanto nascosta per The Cure e Depeche Mode, Vincenzo Pastano (chitarrista di Luca Carboni dal 2004) dipinge in musica le sue verità fatte di romanticismo e poesia decadente. I fiori (morti) del male di Pastano prendono vita in “Compro Verità”, un disco che definire gothic-pop sarebbe riduttivo. L’alchimia di Pastano sta nel mescolare sonorità crepuscolari e rock con una vena cantautorale dove convivono sensibilità, sofferenza e passione. Sono 11 i brani di “Compro Verità”, dove “cuore” fa sì rima con “amore”, ma anche con “morte”. Le 11 poesie in musica di Vincenzo Pastano si aprono con le arie curesque di “Non si muovono per noi gli alberi” che ben rappresenta lo spirito dell’intero lavoro. A calcare la mano su atmosfere darkeggianti ci pensa la stupenda “Il giardino dei fiori morti”: “Si noi saremo fuoco, e il giorno sarà un istante. Il giardino dei fiori morti, non è così distante…”. Le atmosfere di Settembre ci avvolgono in piena estate. “Rami d’oro” è un’altra perla nera che si mimetizza tra il fogliame odoroso, dove una chimera dorata antropomorfizzata allunga i suoi rami per stringere l’amore: “Cammina con me, non scappar via. Io mi trasformo, con le mie braccia io ti amerò e con le mie dita ti afferrerò”. Il finale incandescente ricorda molto da vicino quello di “Home” dei Depeche Mode. A proposito di somiglianze, è il successivo gioiellino “Catena” che sembra sbucata dalla penna di Smith, tanto da assomigliare a “Treasure”. La traccia numero 5 è “Non ritorna più”, scelta come singolo di lancio. L’aria seducente, radiofonica e affascinante ne fanno uno dei pezzi più interessanti di tutto il disco. “Odio e gioia” (“anche se mi fai a pezzi, sai che sono frammenti di te…”) alla Marco Notari introduce “Ti porto via”, scritta insieme a Luca Carboni. Altro pezzo da 90 è “La noia, noi”, brano soffocante e claustrofobico, anatomico ed esistenziale. Da brivido. Cala la neve, il gelo. E’ il turno di “Quello che non ho” (“…Se chiudo i tuoi occhi io vedo nei miei: quello che non ho. Luccico, ma ho freddo e solo lei…”) perla di rara bellezza, con un solo di chitarra che scalda il cuore nonostante la temperatura polare. Davvero difficile trovare in “Compro Verità” una sola nota negativa, una sola nota stonata. Difficile non innamorarsi immediatamente di Vincenzo Pastano. Difficile non farsi rapire dalla tempesta di ghiaccio e di fuoco delle undici canzoni di “Compro Verità”. E in questi fiori di sangue io ho ritrovato la gioia di vivere. TRACKLIST 1. Non si muovono per noi gli alberi 2. Il giardino dei fiori morti 3. Rami d’oro 4. Catena 5. Non ritorna più 6. Odio e gioia 7. Ti porto via 8. La noia, noi 9. Senza voglia 10. Quello che non ho 11. Per non morire Hanno suonato: Ivano Zanotti (batteria) Antonello D’urso (chitarra) Michele Turchi (basso) Articolo di: Ilario Pisanu Grazie a: Elisabetta Galletta, Ufficio Stampa Ultra Comunicazione Sul web: www.vincenzopastano.com - www.myspace.com/vincenzopastano |