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All'inseguimento dell'arte profonda. C.F.F. e Il Nomade Venerabile presentano: “Lucidinervi”. Un album sofisticato e di difficile lettura.
Genere: Rock, Pop Voto: 7/10 Ascolta anche: - Il pregio e il difetto di questo disco sono lo stesso elemento. È un album sofisticato, di alta scrittura e, perciò, di non facile lettura. Le atmosfere sensuali e romantiche sono sempre accompagnate da una diffusa malinconia, da una cappa appena stemperata dai sapienti “crescendo” dei C.F.F. e Il Nomade Venerabile. Sicuramente l'insieme di atmosfere e armonie pulsa e ritma per meglio sostenere il teatro danza. Andranno seguiti live, senza scuse. Ermetici e attenti, giocano con le parole innamorandosi di alcuni suoni, di alcuni fonemi ripetuti ossessivamente per raggiungere e toccare con mano la scintilla creativa. In genere preferisco chi riesce a farsi capire senza essere troppo misterioso ma, almeno, “Lucidinervi” riesce, così com'è, a non essere freddo e razionale, pur facendo della difficoltà un vessillo. Canzoni fortissime sono “Amore” e “Un lungo viaggio in autostrada”. Nella prima compare il grande Paolo Benvegnù. La sua voce, qui (spiace dirlo), non sembra ben impastata con quella della bravissima Anna Maria Stasi. Il testo di “Amore” è incredibilmente in linea con la sensualità della musica, con il ritmo ondeggiante delle armonie che vanno e tornano come il mare sinuoso. L'interpretazione vocale della ragazza è esattamente calata nella parte. Se avessi ascoltato il brano trasmesso in radio, senza conoscerlo, gli avrei dato lo stesso nome. “Un lungo viaggio in autostrada”, inizialmente, risuona lenta e cavernosa dando un senso di quiete e pacatezza grazie anche alla splendida, calda, voce di Franz Goria. Poi, anche questo brano esplode fragoroso. Anche “In cima al nulla” colpisce a fondo. Mi sorprendo a specchiarmi con un po' di vergogna in frasi come: “Le facce che ho incrociato stasera nel metrò hanno sfondato la finestra che porto in mezzo al petto. Le ho affogate nel lago oscuro dei chissà dove, chissà come”. Una foto dei miei pensieri, spesso altrettanto assurdi, quando vado in giro in città. Che stessero parlando di me? Maturi, sensuali, sofisticati, difficilmente etichettabili. Un talento per l'osservazione molto particolare ma ancora privo della leggerezza musicale necessaria a far esplodere tanta abilità (e poesia, ma ditelo piano) in un meritato ciclone radiofonico. TRACKLIST: 1. La pazienza delle querce 2. Il senso della rivolta 3. Amore 4. Io sono un albero 5. Ho visto Nina volare 6. In cima al nulla 7. Un jour noir 8. Un lungo viaggio in autostrada C.F.F. E IL NOMADE VENERABILE sono: Vanni La Guardia: basso, voce Fabrizio Lavegas: chitarre Nicola Luzzi: batteria Anna Moscatelli: teatro-danza Monica Notarnicola: tastiere, pianoforte Anna Maria Stasi: voce, teatro-danza Anna Surico: chitarre, programmazione Hanno Suonato: Paolo Benvegnù: voce, chitarra Paolo Enrico Archetti Maestri: voce, chitarra Fabio Martino: fisarmonica Franz Goria: voce, chitarra Umberto Palazzo: voce Guglielmo Ridolfi Gagliano: violoncello Michela Cerfeda: violino Massimo Stano: chitarra Articolo di: Josè Leaci Grazie a: Ufficio Stampa Cinico Disincanto Sul web: www.myspace.com/cffeilnomadevenerabile |