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Angelo Branduardi unplugged. Il ritorno, “senza spina” dell'inossidabile menestrello.
Genere: Pop, Folk Voto: 6.5/10 Ascolta anche: - Quando si recensisce un mostro sacro bisogna stare attenti a rimanere obiettivi e con i piedi piantati a terra. Sarebbe troppo facile osannare la bravura di Angelo Branduardi per il solo fatto di essere cresciuti con le sue musiche. Questo Cd è lo specchio delle difficoltà che la discografia di oggi incontra e affronta per sopravvivere. Con esso si attua uno dei tanti stratagemmi oggi in uso per continuare a fare musica senza spendere più di tanto visto che, si sa, la musica non vende. Lo standard è pienamente rispettato: tre canzoni inedite e un po' di “avanzi del giorno prima” e il gioco è fatto. Qui lo stratagemma si fa astuto: Franco Finetti, su organizzazione di David Zard, ha registrato un live, per altro ben riuscito, nel lontano dicembre 1986. Al nostro talentuoso menestrello è bastato rispolverare la seratona all'Olympia di Parigi e aggiungere tre chicche di recente produzione… et voilà: l'album è servito. Al di là del fatto che, se avessi il suo nome, io continuerei a fare musica inedita alla faccia di chi scarica gratis da internet, bisogna dire che il Cd non è affatto male. I tre brani inediti hanno comunque un tocco e un sapore unici. Branduardi riesce ancora a miscelare la musica classica e quella folk con una abilità che provoca la stessa antica meraviglia di chi ascolta. “Il denaro dei nani” (testo orrido che poco aiuta la canzone) ha un arrangiamento talmente curato e ispirato che dona vera energia già dal primo ascolto. Ne “La tempesta” (miglior brano tra gli inediti) si toccano con mano gioia e allegria, ci sfiora in viso un vento epico, ci si sente quasi sollevare dalle note dei violini mirabilmente arrangiati da Maurizio Fabrizio. In “Cara rimani” il testo diventa poesia e Luisa Zappa Branduardi dimostra tutta la sua capacità di scrivere d'amore senza esser banale. Peccato che la chiusura del motivo melodico sia identica a quella di una famosissima opera de Le Orme (“Gioco di bimba”). Per la parte live occorre rimarcare la scelta dei brani messi in scaletta. Non c'è un solo brano tra quelli famosissimi del Maestro. Non che quelli presenti siano sconosciuti, ma la selezione è indubbiamente coraggiosa. Compaiono perle che, spesso, vengono apprezzate solo da chi è andato molto a fondo nell'ascolto di Branduardi. “Un aviatore irlandese prevede la sua morte”, “Nel giardino dei salici”, “Tanti anni fa”, “La luna” (versione in francese) sono opere che meritano una prestigiosa collocazione e quest'album colma questa lieve mancanza. In definitiva, “Senza spina” - saturo di quiete e meditazione - è un discreto progetto anche se, vista la sua statura artistica, Branduardi poteva dare di più. Poteva almeno presentare più inediti per la gioia di chi, come me, lo segue da trentacinque anni. Per ora noi, ingordi di genio, ringraziamo e cerchiamo di farcelo bastare. TRACKLIST: 1. Il denaro dei nani 2. La tempesta 3. Cara rimani 4. La lune 5. Tanti anni fa 6. Gulliver 7. Sous le tilleul 8. Il cappello a sonagli 9. La canzone di Aengus, il vagabondo 10. Un aviatore irlandese prevede la sua morte 11. nel giardino dei salici 12. Innisfree, l'isola sul lago 13. L'enfant clandestin 14. O sole mio Hanno suonato: (Brani inediti) Angelo Branduardi: voce, violino Gigi Cappellotto: basso Maurizio Fabrizio: pianoforte, chitarre Lele Melotti: batteria, percussioni (Live) Angelo Branduardi: voce, violino, chitarre, flauti Bruno De Filippi: sitar, bouzouki, quatro, mandolino, armonica a bocca, benzo Maurizio Fabrizio: chitarre, chitarra ottavino, benzo Josè De Ribamar “Papete”: percussioni Articolo di: Josè Leaci Grazie a: Lisa Borsari, Bluma.it Sul web: www.angelobranduardi.it |