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Paolo Benvegnù (o meglio I Paolo Benvegnù, come ama farsi chiamare ora) dopo la parentesi del singolo “Io e il mio amore”, contenuto nella compilation “Il paese è reale” a nome Afterhours, torna con l’Ep “500”, a chiusura del “periodo rosso”.
Genere: Cantautorato obliquo Voto: 7.5/10 Ascolta anche: - Cinquecento giorni di attesa Cinquecento dodici multiplo di due Cinquecento station wagon bianche piccole Cinquecento nessuna motivazione Cinquecento euro che non sai accendere un fuoco Cinquecento per tredici chilometri di viaggi di Speranza Cinquecento che speriamo la Fiat ci sponsorizzi Paolo Benvegnù (o meglio I Paolo Benvegnù, come ama farsi chiamare ora, per dare una visione d’insieme alla band che lo accompagna) dopo la parentesi del singolo “Io e il mio amore”, contenuto nella compilation “Il paese è reale” a nome Afterhours, torna con un Ep nuovo di zecca: “500”. “500” rappresenta la fine del “periodo rosso”, iniziato con “Piccoli fragilissimi film” e proseguito con “Le Labbra” (disco del 2008). “500” parla di amore: amore in tutte le sue divagazioni, forme e parentesi. “500” è l’amore dicotomico, dove gli opposti convivono in simbiosi: “io e tu”, “passato e presente”, “sogno e realtà”, “amore e odio”. L’Ep contiene 5 brani, compreso il primo singolo “Nel silenzio”, prodotto da Fabrizio Barbacci (Ligabue, Negrita, Roy Paci). “Nel silenzio” si insinua nel perfetto songwriting della tradizione italiana, con in più l’elemento che fa la differenza, l’ipersensibilità del cantautore toscano. “Ma io devo ritornare a camminare verso ciò che non so/ Anche se ieri ti ho sentito respirare in ogni cosa che ho desiderato”. Il disco si apre con la tritle-track “500”: “La terra è rossa”. Ancora una volta il rosso è il colore che (per l’ultima volta) è il colore dominante. Il rosso che (a parte il nero) è l’unico colore presente nelle copertina del disco e nel booklet. Il rosso che è anche il colore della Betta Splendens, il pesce combattente al quale sono dedicate tutte le parole all’interno del booklet. Ma è nelle terza e quarta traccia che I Paolo Benvegnù tornano a dare emozioni a profusione: “75 giorni”, vera perla di emozioni, rosa senza spine dalle risposte illogiche: “Ed è giusto il crimine se ti permette la purezza/ lascia aperto al dolore ogni inferno, ogni gioco di colori. Come mi puoi amare se non hai mai odiato niente?”. Ancora un numero, in “Marzo 13” (un viaggio come un atto sessuale): 13 rose impazzite che riportano i segni del tempo. Atmosfere dolorose, kilometro dopo kilometro, bacio dopo bacio: “Tienimi dentro di te, cancella la velocità, e poi senza un solo movimento scagliami lontano.”. Incredibile. Chiude “Superstiti”, brano che forse esce dal coro, dove Benvegnù prepara una nuova strada, un nuovo cammino musicale. “500” è un’altra, ulteriore prova, di sensibilità artistica. E’ l’animo combattente nascosto nel cuore dei puri di spirito, è un abbraccio forte e sicuro quando meno te lo spetti, è l’apertura verso un nuovo mondo e verso un nuovo colore dell’anima. TRACKLIST 1. 500 2. Nel silenzio 3. 75 giorni 4. Marzo 13 5. Superstiti PAOLO BENVEGNU’ sono: Paolo Giuseppe Benvegnù (voci, chitarre) Luca Baldini (basso) Andrea Franchi (batterie, chitarre, basso, piano) Guglielmo Ridolfo Gagliano (chitarre, archi, piano, fonie) Igor Cardeti (chitarre) Michele Pazzaglia (fonia) Articolo di: Ilario Pisanu Grazie a: Gloria Peruzzi, Ufficio Stampa Sul web: www.myspace.com/benvegnupaolo |