Paolo Tocco, cantautore di origine abruzzese, pubblica “Anime sotto il cappello”, prova di grande sensibilità artistica dove le memorie sono solo lo spunto per costruire un grande presente. E un grandissimo futuro.
Genere: Songwriter, Folk, Pop Voto: 7.5/10 Ascolta anche: Guccini, De Andrè, De Gregori “Ai miei fratelli: io posseggo qualcosa che qualcuno mi ha dato. Tre semi di terra sotto i raggi del sole. Io posseggo tre spighe di grano maturo, tre semi diversi e dello stesso colore: tre carte da gioco ma di ugual valore. Io posseggo una coppa, un bastone e un denaro, così da poter bere, sorreggermi e spartire.” [da “Il fante a bastoni”] Paolo Tocco, cantautore di origine abruzzese, pubblica “Anime sotto il cappello”, con l’aiuto del suo produttore e grande “amico di vita” Giulio Berghella. I grandi cantautori, da Guccini a De Andrè, si agitano e rivivono in questo disco, dove la poesia, la melodia e la sensibilità descrivono un mondo caleidoscopico, un mondo di recinti sotto la neve, un mondo nascosto al primo sguardo. Ma basta sollevare il cappello per scoprire un animo delicato, una sensibilità artistica che ci permette di “sfogliare” letteralmente questo disco: i ricordi affiorano come quando si sfoglia un album di vecchie fotografie. Respiri e parole si fondono in maniera perfetta, dando voce dapprima al primo singolo “Il mercante di sogni” (presentato in concomitanza del Festival di Sanremo dove Tocco canta di Arianna, come Alice e Samantha) e poi al secondo singolo “Se si potesse andare”, ballata intensa e soave che si eleva a migliore perla dell’album: “Guerra per la guerra, amore per l’amore, ascolteremo in coro i silenzi di una foto…”. Intensa la poesia introduttiva de “Il fante a bastoni”, mentre “Regina regina” ha la stessa intensità del mare in tempesta dentro una lacrima. Le successive “Lo straniero di Via Garibaldi” e “Lo sposo e la sua spiga di grano” sono i due brani che risentono maggiormente l’influenza dei cantautori su citati: la sua “Alice” in una giostra di memorie. “Anime sotto il cappello” è la strabiliante prova della sensibilità di Paolo Tocco, che prendendo spunto dai “maestri” percorre strade già battute, per carità, ma lo fa in maniera personale, lasciando che i ricordi vengano riletti, reinterpretati a suo modo. I ricordi in cui il passato prevale sul presente e sovrasta, vengono ribaltati da Paolo Tocco: il presente vince sul ricordo. E dopo aver ascoltato questo disco, si, ora credo nelle fate che volano nel cielo. TRACKLIST 1. Parola ad un respiro 2. Il mercante di sogni 3. Il fante a bastoni 4. Se si potesse andare 5. Regina Regina 6. Una finestra chiusa 7. Per vivere e per respirare 8. Lo straniero di Via Garibaldi 9. Lo sposo e la sua spiga di grano 10. Nenia dei piccoli pensieri Hanno suonato: Giulio Berghella (basso) Viktor Mazzetta (chitarre acustiche, chitarre elettriche) Danilo Di Gianpaolo (armoniche, cori) Marco Contento (batteria) Daniela Di Felice (violoncello) Laura Vinciguerra (violino) Andrea Micarelli (sax) Tony Turco (armonica, chitarra acustica, mandolino, voce) Stefano “Cisco” Bellotti (voce) Paolo Fiorucci (voce e armonica) Cristian Di Clemente (chitarra elettrica) Matteo Daniele (batteria) Mimmo Basile (batteria) Articolo di: Ilario Pisanu Grazie a: Giulio Berghella, Paolo Tocco Sul web: www.myspace.com/paolotocco - FaceBook |