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Un artista il cui canto cerca riscatto, cerca reazione, cerca di uscire da questo stand by della ragione per provare ad essere nuovi e diversi da quella creatura decadente e digitale in cui ci stiamo, inesorabilmente, trasformando.
Genere: Elettronica, Pop Voto: 7/10 Ascolta anche: Garbo, Depeche Mode Facile raccogliere impressioni mentre si ascolta un album come “Le notti di Oz”. Ottodix è un artista che si lascia ammirare per come ha condito la propria sensibilità, per come ha lavorato sulla propria immagine fino quasi a trasformarsi in “altro”. Abbiamo bisogno di musicisti che riescano a dipingere un intero mondo intorno a loro, abbiamo bisogno di artisti che parlino di ciò che li circonda anche se, nel farlo, vestono in modo teatrale e si truccano come fossero in un film. Alessandro Zannier ha un'immagine molto elaborata, è un novello Mago di Oz con un vocione caldo e potente, una faccia alla Ivan Cattaneo e una serie di messaggi molto precisi da lanciare. La sua predilezione per i Depeche Mode è lampante, come palese è l'impronta di Garbo nel suo stile compositivo. Ottodix ha l'elettronica nel sangue, usa la dance come vettore per introdursi nelle menti in ascolto e spargere il proprio, convinto, messaggio. E la sua forza sta, appunto, nel contenuto dei suoi brani, nella luce delle liriche scandite con tono imperioso. Zannier ha detto basta all'omologazione, alla globalizzazione, all'imperante mancanza di identità. Il messaggio è forte e chiaro: l'indifferenza, madre di ogni finta passione, è figlia di una cultura solo subita, generata dai media arroganti e invadenti. Ed il suo canto cerca riscatto, cerca reazione, cerca di uscire da questo stand by della ragione per provare ad essere nuovi e diversi da quella creatura decadente e digitale in cui ci stiamo, inesorabilmente, trasformando. Una chiave di lettura politica in piena contro tendenza storica, vista l'attuale deriva qualunquista, aggiunge un pizzico di piacere in più all'ascolto di un album già così interessante di suo. Se i testi sono eccellenti, meno felice risulta, purtroppo, il lato puramente melodico. Dopo la canzone manifesto “I-Man”, per sentire un ritornello che lasci il segno occorre aspettare “Strananotte”, un invito a vivere la zona temporale, il “luogo” in cui finalmente può succedere di tutto e tutto è veramente vita. Da lì in poi arrivano le idee più sensuali: “Effimera” e “Fiore del male” su tutte. Un artista lucido e allucinato assieme. Un uomo capace di gettare sguardi inquieti e ragionati su tutto ciò che ci circonda. Una grande sorpresa. TRACKLIST: 1. Nuovi Frankenstein 2. I-man 3. Rabarbaro rabarbaro 4. Joker 5. Io e Cassandra 6. Strananotte 7. Effimera 8. Sogni di un avatar 9. Fiore del male 10. Insonnia 11. Tanz tumb tumb 12. Treno che passa 13. Le notti di Oz 14. Nuovi Frankenstein (feat. Madaski) 15. Insonnia (feat. G. Kalweit) Hanno suonato: Alessandro Zannier: voce, strumenti, programmazione Nicola Casellato: viola, violino Madaski: voce Georgeanne Kalweit: voce Articolo di: Josè Leaci Grazie a: Manuela Longhi, Ufficio Stampa Blablabla Sul web: www.ottodix.it - www.myspace.com/ottodix |
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