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KELLY CLARKSON - All I Ever Wanted (RCA, 2009) Stampa E-mail
( 9 - user rating )
Recensioni Cd/Promo/Demo
Scritto da Andrea Cova   
Martedì 07 Aprile 2009 19:03
kelly clarkson all i ever wanted

A due anni dalla sterzata rock gotica e tenebrosa di My December, ecco il quarto album di studio All I Ever Wanted con cui Kelly Clarkson ritorna sui sentieri del pop-rock solare, contagioso ed energico che rappresenta la sua inconfondibile cifra distintiva. Ne scaturisce un album che, per intensità e poliedricità sonora, sembrerebbe più che un semplice album di inediti, una vera e propria pregiata raccolta di successi.

Genere: Pop-rock, Dance

Voto: 9/10

Ascolta anche: Pink, Beyoncè, Carrie Underwood

 

Un ritorno atteso e denso di aspettative quello che accompagna il quarto album di studio della giovane interprete texana. Vincitrice della prima edizione del talent-show statunitense American Idol, Kelly Clarkson aveva raggiunto un successo di proporzioni planetarie con il suo secondo lavoro discografico “Breakaway” del 2004, dodici milioni di copie vendute e due Grammy Awards a testimoniarne la potenza espressiva e l’assoluto valore. Sarebbe stato estremamente semplice seguire le orme di questo clamoroso successo, ma Kelly ha carattere, spirito di intraprendenza e coraggio per sperimentare, così nel 2007 pubblica “My December”, decisamente più cupo, sanguigno e contraddistinto da un’impronta rock più marcata e dura rispetto ai suoi predecessori: l’etichetta discografica evidentemente non aveva gradito questa svolta perentoriamente anti-commerciale, tanto che si dice che il suo produttore storico Clide Davis sia arrivato ad offrirle dieci milioni di dollari affinché eliminasse dalla tracklist cinque delle canzoni più aggressive e sperimentali in favore di brani di impatto maggiormente radiofonico. La risposta è stata perentoriamente negativa e l’album, sebbene accolto dal favore della critica e da un apprezzamento pressoché unanime da parte dei fans, ha segnato un drastico ridimensionamento delle vendite (complice sicuramente il fatto che la promozione sia stata ridotta al minimo essenziale per volere della casa discografica, così come l’annullamento della tourneè di concerti che avrebbe dovuto accompagnare la pubblicazione dell’album).

Quando però ci sono un talento indiscutibile, una genuina forza di volontà ed un’insopprimibile passione per la musica, un momento di sbandamento simile costituisce solo un ostacolo momentaneo ed anzi un incoraggiamento a reinventarsi e conferire nuova linfa alla propria ispirazione musicale. Questo è proprio quello che è accaduto per la genesi di “All I Ever Wanted”, un album vibrante, ricco e variegato che nasconde in ogni brano un potenziale singolo radiofonico ed in cui le atmosfere pop che lo sostanziano vengono impreziosite da influenze rock, soul, funky, r&b e persino, imprevedibilmente, una rapida incursione nel punk.

In questa avventura artistica Kelly Clarkson è stata affiancata da un team di produzione nuovo di zecca e dagli autori più creativi e talentuosi del panorama internazionale: innanzitutto Howard Benson, produttore di numerosi moderni successi metal-rock per gruppi americani come Daughtry e Papa Roach, per proseguire con l’ormai inarrestabilmente prolifico guru del rock melodico Ryan Tedder (leader dei One Republic e di recente autore di memorabili successi per Leona Lewis, Beyoncè, Natasha Bedingfield e Jennifer Hudson), passando poi per il pregiato talento compositivo dalla raffinata cantautrice americana Kara DioGuardi di origini italo-albanesi e ritornando alle origini con la straordinaria coppia di hit-maker rappresentata da Max Martin e Dr.Luke (artefici in passato del suo più grande successo, la travolgente “Since U Been Gone”, ed in precedenza al lavoro anche con Pink, Avril Lavigne e Britney Spears).

Proprio dall’inconfondibile, e sarebbe doveroso aggiungere infallibile, penna di questi ultimi è scaturito il singolo apripista estratto da questo album, nonché sua canzone di apertura, quella bomba di gioia di vivere e purissimo concentrato di energia pop-dance che porta il nome di “My Life Would Suck Without You”. Reminescente di alcune atmosfere musicali che ricordano grandi dive della dance del passato come Cher o Donna Summer, il brano si è imposto immediatamente come un successo straordinario in tutto il mondo, fregiandosi anche di un ragguardevole record: difatti ha scalato fulmineamente la classifica americana Billboard Top 100 passando in una sola settimana dalla posizione 97 alla vetta, realizzando il più repentino salto in prima posizione della storia di questa prestigiosissima chart.

Infine un’ultima inaspettata e piacevole sorpresa tra gli autori che hanno firmato i brani di questo nuovo album: ecco comparire difatti il nome dell’interprete più irriverente, incontenibile e frizzante che abbia recentemente fatto irruzione nello sfavillante universo pop, ovvero miss Katy Perry, che dona al quarto progetto discografico di Kelly ben due brani, entrambi molto accattivanti e contraddistinti da ritornelli potenti e contagiosi, che catturano l’ascoltatore immediatamente: si tratta di “I Do Not Hook Up” (già annunciato come secondo singolo che verrà affidato all’etere radiofonico) e di “Long Shot”. Ascoltando le versioni di questi pezzi interpretate dalla Perry trapelate in rete, si nota immediatamente che la linea melodica e la struttura originale della composizione permangono inalterate, ma l’interpretazione vocale della Clarkson risulta decisamente più convincente, intensa e adatta a veicolare il senso di libertà e spirito di indipendenza che permea entrambe le canzoni.

Numerose sono anche le ballate romantiche e coinvolgenti in cui Kelly pone pienamente in mostra la sua impeccabile estensione vocale ed al contempo una straordinaria capacità espressiva: si parte con “Cry”, arrangiamento sontuoso ed un commovente crescendo sino ad un’esplosione di emozioni conclusiva che lascia decisamente il segno, per passare poi ad “Already Gone”, dolorosa canzone che accompagna il sipario calare su di una storia d’amore ed avvolge l’ascoltatore in un vorticoso turbinio di sentimento (canzone davvero splendida, peccato solamente per una “eccessiva” somiglianza della base musicale al recente singolo “Halo” di Beyoncè, anch’essa scritta da Ryan Tedder). Si potrebbe quasi pensare che l’ispirazione del cantautore americano cominci a diventare un tantino “auto-referenziale” se non fosse che poco dopo ci regala una candida e preziosa perla che ci riconcilia immediatamente col suo innegabile talento di compositore: si tratta di “Save You”, soave melodia che esplode in un toccante ritornello ed è arricchita da un bridge pianistico di ispirazione dichiaratamente mozartiana. In chiusura dell’album troviamo infine una quarta ballata estremamente romantica e delicata, “If No One Will Listen”, firmata dalla cantautrice americana Keri Noble, in cui la voce di Kelly diviene assoluta protagonista e si fa struggente strumento per interpretare un testo di grande spessore emozionale e poetico.

Non manca poi anche una più che consistente rappresentanza di brani assolutamente energici ed adrenalinici: dal ritmato e graffiante rock di “Don’t Let Me Stop You”, che ricorda i migliori brani del repertorio di Pink, al contagioso e sensuale groove dance di “If I Can’t Have You”, dalla solarità irresistibile del pop radioso di “I Want You” alle due trascinanti cover del gruppo americano degli Aranda, ovvero la titletrack “All I Ever Wanted”, più avvolgente e provocante, e “Whyyawannabringmedown”, incontenibilmente e sorprendentemente strabordante di scatenata energia punk.

Un album poliedrico, maturo ed eclettico che conferma il grandissimo talento e la straordinaria sensibilità musicale di una giovane interprete di cui sarebbe decisamente il caso che il pubblico italiano finalmente si accorgesse nella maniera adeguata. Nell’attesa di ascoltarla prima o poi anche nella nostra penisola dal vivo, dimensione per lei più naturalmente congeniale e in cui riesce ad esprimere il lato più affascinante e convincente del proprio universo artistico.

Da segnalare infine anche l’esistenza di una ricca edizione limitata, con due ulteriori brani inediti, “Tip Of My Tongue” e “The Day We Fell Apart”, ed un dvd bonus contenente il videoclip di “My Life Would Suck Without You” e filmati tratti dal dietro le quinte del video e girati in sala di registrazione. Insomma decisamente un must per tutti i veri fan di Kelly!

 

TRACKLIST

1.      My Life Would Suck Without You

2.      I Do Not Hook Up

3.      Cry

4.      Don’t Let Me Stop You

5.      All I Ever Wanted

6.      Already Gone

7.      If I Can’t Have You

8.      Save You

9.      Whyyawannabringmedown

10.  Long Shot

11.  Impossible

12.  Ready

13.  I Want You

14.  If No One Will Listen

(Bonus tracks della Deluxe Edition)

15.  Tip Of My Tongue

16.  The Day We Fell Apart

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Ersilia Giliberti, Ufficio Stampa Sony BMG

Sul web: www.kellyclarkson.com - www.myspace.com/kellyclarkson

 

Videoclip ufficiale di “My Life Would Suck Without You”

 

Esibizione live di “My Life Would Suck Without You” a Good Morning America

 

 

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