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Musiche perfette per un film horror. Una ricerca sonora spietata che esprime dolore e attesa. Tanta progettualità ma poco dialogo con gli ascoltatori.
Genere: Sperimentale, Elettronica Voto: 6/10 Ascolta anche: - Rimango sempre molto inquietato dalle profondità che ci permette di scorgere anche un rapido sguardo su una mente altrui. L'arte permette questo. Un artista mette a nudo qualcosa di sé che nessun altro potrebbe fare e noi, mirando ciò che produce, riusciamo a carpirne qualche segreto. Così mi ritrovo intrappolato nell'ascolto di “Debris” e rimango affascinato da tutti i suoni che Lorenzo Monni vuole utilizzare. Il suo limite, credo sia solo fisico, per la serie: “tanti suoni ho e tanti ne uso”. La sua è una ricerca spietata. Usa cori, orchestre, clarini, eco industriali, nebbie misteriose, tutto rigorosamente elettronico tranne, forse, qualche chitarra. Una ricerca morbosa che non tiene conto del verbo “piacere”. Lui non vuole piacere e sono problemi di chi ascolta. È un mio problema soprattutto rimanere sveglio e lui sarà anche il prossimo Elvis della musica ma io sono sempre più vicino alla fase rem. Le sue musiche, perfette per un film horror, hanno spesso lo schema del racconto: ti introduce nell'atmosfera, ti carica di suoni e sensazioni e poi ti riporta ad uno stato di calma. Si scorgono carillon, minimalismi, inquietanti trilli, fiati e sfiati demoniaci, risate sadiche e lontane. Sono timbri e percorsi che esprimono dolore e attesa ma quand'anche c'è l'atmosfera manca la “canzone”. C'è progettualità, quindi, ma poca comunicazione. Manca un dialogo con gli ascoltatori. Il suo è un tipo di IDM con tracce di Industrial e, tra la polvere dei pensieri, si sente qualche colonna sonora di successo e un vecchio Battisti dei primi anni '70. Il suo strumento principale è il cervello, direttamente connesso al computer. Poi azzarderei la 6 corde. Ma è come il Blob: ha mangiato di tutto ed ora sta digerendo. Certo, “Debris” è un album che fa riflettere per profondità e acume ma è anche una noiosa colata di piombo, è la negazione dell'allegria e della festa. Ascoltatelo per vedere fino a che punto Lorenzo Monni porta avanti il suo gioco ma bevetevi molto caffè prima di cimentarvi altrimenti alla fine non ci arrivate. Oppure sfruttate la forza di questo disco per quello che è: un micidiale cocktail di suoni soporiferi. E buona notte. TRACKLIST: 1. Embrace 2. Ciel brouille 3. I met the craftsman 4. The big laugh 5. The down of the young dolls 6. Naked dialogues 7. Mont Saint Michel 8. Shapeless 9. Dislove 10. Rhom Antic 11. Gone Articolo di: Josè Leaci Grazie a: Lorenzo Monni Sul web: www.lorenzomonni.com |