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Un incoerente come tanti è un giovane cantautore proveniente da Prato, che con il suo primo album autoprodotto “Il pianobar ai giardinetti” ci offre uno squarcio nel muro della quotidianità, una crepa che ci fa scorgere una società consunta e vuota.
Genere: Songwriter/Acustico Voto: 8.5/10 Ascolta anche: - Da sempre il nostro paese ha dato i natali a grandi cantautori: De Andrè, De Gregori, Guccini, Gaber, Battisti, Rino Gaetano e cosi via. Così, spesso, si affaccia sulla scena italiana qualche scarmigliato ragazzo con velleità da cantautore ma che spesso si rivela il solito vuoto prodotto di mercato. Le grandi metafore e i raffinati giochi di significati e parole sono andati perduti, persino la rabbia della ribellione e il disincanto sembrano essere spariti dai testi di questi pretenziosi artisti. Ero convinto che non avrei mai più sentito qualcosa che si avvicinasse al livello dei grandi sopracitati. Ne resto ancora convinto, ma Un incoerente come tanti mi ha comunicato una sensazione semplicemente diversa. Autore sicuramente atipico, in un epoca tutta dedicata al web si trovano pochissime notizie su di lui: un MySpace semplice e pieno di citazioni, qualche riferimento in qualche altro blog. Basta questo a porlo in un contesto completamente diverso dalle solite minestre riscaldate che sentiamo ogni giorno. “Il pianobar ai giardinetti” è un tipo di album che non mi sento di classificare, sa di testi scritti con una penna scarica in un giorno assolato, sa di una giornata passata a sentire il vento tra i capelli, di una giornata passata a vomitare pensieri che si fissano su tracce audio. Non è il classico lavoro con alcune frasi fatte e alcuni temi rivisti, va reso merito perché possiede un’anima. Forse sarà un’anima rabbiosa, confusa e con una chitarra acustica ma è proprio questo che lo rende unico e interessante. Ascoltando il suo Cd, sebbene sia facile percepire citazioni provenienti da Battisti e la voglia di non dimenticare una grande tradizione acustica e di canzone d’autore, l’artista riesce a liberarsi da questo peso. Ogni canzone presenta accattivanti giri di accordi e riff interessanti che contribuiscono a rendere tangibili i sentimenti di chi canta. Finalmente ho potuto sentire qualcuno che non canti delle solite storie d’amore o di amicizie e soldi, ma qualcuno che canta una crisi vera. Non una crisi economica (come per ora sembra andare di moda) ma una crisi dell’anima, della società e di noi stessi. Questo è il messaggio che ho colto ascoltando questo pregevole lavoro, e non posso che fare i miei complimenti a Un incoerente come tanti e incoraggiarlo a credere in quello che scrive. In tempi come questi può servire qualcuno che sappia scuotere la polvere. E a volte basta una chitarra per poterlo fare. TRACKLIST 1. Plastica da imballaggio 2. Di seconda mano 3. Nelle case occupate 4. Teatrino 5. La vita virtuale 6. Primo Maggio Articolo di: Andrea Pistorio Grazie a:Un incoerente come tanti
Sul web: www.myspace.com/unincoerentecometanti - http://unincoerentecometanti.blogspot.com |