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THE RASMUS - Black Roses (Playground Music, 2008) Stampa E-mail
( 10 - user rating )
Recensioni Cd/Promo/Demo
Scritto da Stefano D'Offizi   
Sabato 20 Dicembre 2008 00:00

The Rasmus - Black Roses (Playground Music, 2008)The Rasmus, la band finlandese di “In The Shadows” (per intenderci), pubblica “Black Roses”, loro settimo album. Un disco mediocre, che lascia intendere la volontà di voler cadere sul morbido a discapito del rischio. Tutto ha il sapore di già sentito.

 

Genere: Alternative Rock, Symphonic Rock

Voto: 5/10

Ascolta anche: H.I.M.

 

Settimo lavoro della band The Rasmus, che mantiene una linea abbastanza simile al precedente e sorprendente lavoro, sonorità e postproduzione che ricalcano lo stesso stile mantenendo coerenza ed energia.

Il disco si apre col singolo "Livin' in a World Without You" di cui disponibile un videoclip già da prima dell'uscita ufficiale del disco. Appare imponente nel ritornello, con suoni azzeccatissimi che lasciano ad un semplice ed appassionato ascolto, seppur nulla di nuovo fin qui. Segue "Ten Black Roses", quasi una title track che ricorda qualcosa dei Duran Duran in alcuni passaggi sopratutto di synth, cosa che sfuma già nel ritornello, reso forse poco efficace nella linea vocale forse leggermente scontata, probabilmente anche per aver appena ascoltato la prima traccia, vagamente simile in quanto a struttura e ciclicità.

Il terzo capitolo, "Ghost of Love" rimane più interessante e stimola ad ascoltarne ogni stacco, principalmente sembra funzionare molto bene negli accordi distorti durante il ritornello, anche questa si lega bene ai precedenti lavori della band.

“Justify”, la quarta canzone, destinata forse troppo presto a voler diventare il tormentone del momento, probabilmente arrangiata con questa funzione. Ascoltandola lascia un po' perplessi, anche qui linea vocale forse troppo scontata e prevedibile, ma il testo lascia spazio a qualche emozione in più rispetto alla musica e questo, dal canto suo, compie il proprio dovere. Si passa oltre con leggero acciglio indagatore, "Your Forgiveness"  inizia in modo più curioso ed originale, un appunto personale, avrei sinceramente evitato di impiegare tutti quei filtri  elettronici nei suoni di batteria, tenendola magari più reale e meno artefatta, in vista sopratutto del resto dei suoni scelti. Un accenno di assolo di chitarra, troppo breve per lasciar sperare ma apprezzabile.

"Run to You" attacca in modo più deciso, rimanendo di sicuro la traccia che finora meglio convince, cambi di tempo e maggiore personalità nella linea vocale ne caratterizzano le fattezze, cambi improvvisi di tonalità che spiazzano piacevolmente… originale, se si può osare un po'. Segue "You Got It Wrong" e dalle schitarrate iniziali sembrerebbe pronta a stupire, ma tutto viene ridimensionato quasi immediatamente da un elementare aimè… ci risiamo… linea vocale, sopratutto nel ritornello che sembra un po' il loro cruccio principale, almeno fin'ora. Interessante il vocalizzo di metà traccia.

Deciso ed in controtempo, il riff iniziale di "Lost and Lonely" rialza il livello di ascolto, ricordando che il Rock è la base di questa band, melodico che sia ma pur sempre Rock, forse unica pecca di questa canzone è nella scelta dei suoni di contorno, fin troppo sentiti a questo punto del disco, leggermente ripetitiva come scelta, anche considerando l'ampia gamma di suoni che possono offrire i loro sintetizzatori.

"The Fight" invece suona come un improvviso schiaffo in faccia, anche se l'inadeguata poca fantasia del cantante, lascia poco spazio alle speranze di chi ascoltando cerca il loro prossimo capolavoro. Altra nota dolente si raggiunge con "Dangerous Kind", tutto già sentito, troppo, a partire dal riff principale, che riporta subito un loro lavoro ancora troppo fresco nelle nostre memorie, nulla di nuovo neanche qui in fin dei conti, suoni abusati e stile molto anni 80. Come da copione, in questo caso seguito alla lettera, c'è spazio per la ballata vecchio stile, "Live Forever" da sfogo quindi a tutto quel che di dolce  hanno da dire. Ennesimo continente di un mondo che gira quasi completamente sullo stesso tema musicale, dimezzando il tempo per camuffarne le fattezze.

In sostanza un disco mediocre direi, che lascia intendere la volontà di voler cadere sul morbido a discapito del rischio: un suono che funziona, quindi, perché cambiarlo?

Fin troppo collaudato e già sentito.

 

 

TRACKLIST

1. Livin' in a World Without You

2. Ten Black Roses

3. Ghost of Love

4. Justify

5. Your Forgiveness

6. Run to You

7. You Got It Wrong

8. Lost and Lonely

9. The Fight

10. Dangerous Kind

11. Live Forever

 

THE RASMUS sono:

Lauri Ylonen: Voce

Pauli Rastasalmi: Chitarra

Aki Hakala: BatteriaEeiro

Heinonen: Basso, Voce

 

Articolo di: Stefano D’Offizi

Sul web: www.therasmus.com - www.therasmusitalia.com

 

Commenti (3)
  • massimiliano  - comment

    dai a me non dispiacciono, magari non sono rock pesante sicuramente, ricalcano 1 po' il loro stile, il loro sound xo' li quotoe con loro anke la rensione....! bel lavoro

  • Flavia  - commento

    salve a tutti, sono flavia e vengo da catania.
    i rasmus sono tra le mie band preferite ( ma con ciò non immaginatevi un commento "super-partes").
    io ascolto questa band sin dagli esordi.e dopo aver prodotto 7 album non direi proprio che si tratterebbe di una band "meteora" e che soprattutto faccia musica tanto scadente o "mediocre" (come scritto nell'articolo che ahimè anke quello sembrerebbe ripetitivo).
    in questi sette album ho notato una grande evoluzione nel gruppo (direi proprio evoluzione in positivo) soprattutto per quanto riguarda testi e arrangiamenti. hanno diciamo "fatto entrare in scena" nuove sonorità elettroniche dapprima inesistenti (stefano d'offizi ascolta "peep"-il primo lavoro- e dimmi se ho torto). inevitabilmente CHI SI INTENDE DI MUSICA E CONOSCE I RASMUS sicuramente non li confonderebbe con altre band, per il loro sound sempre azzeccato e riconoscibile dal primo accordo..m...

  • Beth  - commento

    Stefano D'Offizi o come cavolo ti chiami, TU con questa recensione hai scatenato la bestia e hai firmato la tua condanna a morte... Tu non sai niente, parli parli parli ma non hai la facoltà di occuparti della musica dei the rasmus, basterebbe soltato leggere i testi delle canzoni per capire che si tratta di uno di lavori più significativi e poetici dell'anno 2008/2009. Perchè non ti guardi un po' intorno e inizi invece a occuparti di quella spazzatura musicale che ti gira intorno e della quale sicuramente tu andrai tanto fiero, e lascia in pace la vera musica che tu sicuramente non potrai mai capire e della quale hai abusato e violentato in queste fetide righe che hai scritto. Con questo ti lascio e occhio vivo sarò la tua ombra, il tuo incubo e non ti permettere più di infangare la musica dei The Rasmus.

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