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Non è facile comprendere bene l'omonimo album del duo canadese Crystal Castles se non si ha una certa dimestichezza con gli occhi cerchiati di nero, i parcheggi di scambio durante la notte fonda o il parco la domenica mattina. Perché questo progetto sonoro innovativo e shockante ha la stessa voglia di rompere col passato che aveva il punk, la stessa energia che viene dalle periferie, la creatività di chi ha, comunque, nulla da perdere e molto da dire.
Genere: Elettroclash Voto: 8/10 Ascolta anche: Ashbury Heights Ethan Kath e Alice Glass sono musicisti a cui piace sperimentare partendo dalla musica elettronica e dall'EBM. Si fanno conoscere con dei remix dei Bloc Party e dei Klaxons, per poi sfornare nel 2008 il loro primo omonimo album. Una raccolta di pezzi che, per parola dello stesso Ethan Kath, suona come una compilation di brani composti nell'arco di tre anni di lavoro. Un album che sebbene sia privo di un concept che gli dia omogeneità rende perfettamente l'idea di quale sia il progetto musicale firmato Crystal Castles. Il primo impatto è senza dubbio sorprendente. La base sonora è creata attraverso un campionatore che sintetizza i ritmi alternando momenti lenti e nostalgici a fasi acceleratissime degne di un rave party clandestino. La batteria segna passi velocissimi incalzando byte sempre più aggressivi. Su queste premesse s'inserisce il pezzo pregiato del gruppo: la voce di Alice Glass. Una vocalist capace di stravolgere il suo ruolo, di distorcere le parole che diventano puri versi emozionali, singhiozzi vocali, alti e bassi alternati, pulsioni istantanee, gemiti e grida. La voce si fonde così alle basi campionate creando un'esperienza musicale ad un tempo suggestiva e delirante. Ad accompagnare questo sorprendente debutto c'è un impatto live shockante ben più di una performance del Reverendo Marylin Manson, che al cospetto dell'indiavolata Alice Glass sembra un chierichetto... vedere su YouTube per credere. La cantante di Toronto si dimena sul palcoscenico cantando tra luci accecanti in uno stato di apparente incoscienza, si lancia sul pubblico, grida, si accascia, gorgheggia i suoi testi e quindi scompare… mai un' intervista, mai una parola oltre le canzoni. Alice è una scarica di energia in costante fibrillazione, un animale selvaggio indomabile che sul palco mostra tutta la sua voglia di vivere. L'album “Crystal Castles” presenta 16 brani tra cui spiccano “Alice Practise”, “Crimewave”, “Air War”, “Courtship Dating” e “Vanished”, ma ciascun brano brilla per la vivacità e la capacità di alternare temi più intimi e malinconici, come in “Crimewave” e “Courtship Dating” a ritmi punkeggianti quali “Alice Practise” o “Reckless” o a basi dance come “Knights” e “Air Wa”r. Di fronte ad album molto simili tra loro e a continue proposte musicali che suonano come "già sentite", i singhiozzi vocali di Alice sono certamente una ventata di novità più che apprezzabile nel panorama elettroclash.
TRACKLIST: 1. Untrust Us 2. Alice Practise 3. Crimewave 4. Magic Spells 5. xxxzxcuz_me 6. Air War 7. Courtship dating 8. Good Time 9. 1991 10. Vanished 11. Knights 12. Love and craing 13. Through the hosiery 14. Reckless 15. Black panther 16. Tell me what to swallow Live@Glastonbury 2008 Prima Parte Live@Glastonbury 2008 Seconda parte Articolo di: Gianluca Torchiaro Sul web: www.myspace.com/crystalcastle |