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Il disagio prodotto dal quotidiano, dall’illusorio, da ciò che la routine e la televisione impongono, trabocca in frasi che sono geniali nella loro semplicità e mostrano una capacità di sintesi davvero illuminante. Questo è “Lenzuola in disordine” dei padovani Mama.In.Inca
Genere: Rock, Pop Voto: 7.9/10 Ascolta anche: Afterhours, Negrita Ultimamente mi trovo a recensire gruppi che raccontano tristezza, emanano tristezza, la sprigionano e la spargono per il mondo. Ovviamente, in un contesto di maniera, il dolore è solo una scorciatoia per avere qualcosa da dire, un ingrediente che spesso si accompagna a suoni cupi, a un linguaggio oscuro e fumoso, ad armonie in pena e a melodie claustrofobiche. Fanno eccezione, e ne sono felice, i Mama.In.Inca, con il loro Cd “Lenzuola in disordine”. La loro è una tristezza limpida, di immediata lettura, basata su concetti chiari, scanditi con un linguaggio forte e sincero. Impossibile non identificarsi nel loro rimpianto, nei loro discorsi di occasioni mancate, treni da perdere e amori finiti male. L’autore dei testi lancia delle frecce che spaccano il cuore di ascolta. Il disagio prodotto dal quotidiano, dall’illusorio, da ciò che la routine e la televisione impongono, trabocca in frasi che sono geniali nella loro semplicità e mostrano una capacità di sintesi davvero illuminante. Il linguaggio che ne risulta investe inevitabilmente chiunque presti un minimo ascolto. Anche le musiche sono all’altezza: giostrando su semplici armonie, inventano, dicono qualcosa di nuovo e completano ogni singolo brano. Siamo di fronte ad un album personale, intimo, di grande sensibilità e fortuna i cui unici, amnistiabili difetti, sono l’unicità del timbro umorale (la felicità esiste, fidatevi) e l’uso eccessivo di parole ad effetto che rivelano una narcisistica tendenza all’autocompiacimento. TRACKLIST: 1. La moda della moda 2. Stasi 3. Martini 4. Mimì 5. Il mio abito migliore 6. 9MM 7. Post-it 8. In.inca 9. Ma boheme 10. Il gelo di giugno 11. Resina MAMA.IN.INCA sono: Marco D’Amato: voce, chitarra, piano, tastiere Ruggero Baracco: basso Gianni Zanzon: batteria, cori Articolo di: Josè Leaci Grazie a: Ufficio Stampa CinicoPress Sul web: www.mamaininca.it - www.myspace.com/mamaininca |