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Il nuovo album di Pink è la conferma di un talento eccezionale: un songwriting maturo, diretto e dall’intensità lacerante, impreziosito dalla vocalità inconfondibile della cantautrice americana, dà vita in “Funhouse” a tredici memorabili brani, per esorcizzare con forza e coraggio i dolori e le avversità dell’esistenza.
Genere: Pop-Rock, Funk, Blues Voto: 8.5/10 Ascolta anche: Kelly Clarkson, Avril Lavigne Con alle spalle quattro album accolti da un sempre crescente successo di pubblico e dal consenso sempre più unanime della critica, era legittimo domandarsi se Pink sarebbe stata in grado di tornare a graffiare e sorprendere con la sua nuova prova di studio. Bastano pochi ascolti del nuovo album “Funhouse” per rendersi conto che le aspettative non sono assolutamente tradite: un songwriting maturo, diretto e dall’intensità lacerante, impreziosito dalla vocalità inconfondibile della cantautrice americana, dà vita a tredici memorabili brani, per esorcizzare con forza e coraggio i dolori e le avversità dell’esistenza. Alecia Moore, meglio conosciuta col suo nome d’arte di Pink, nel corso di poco meno di un decennio è riuscita a costruirsi e a consolidare una meritata fama di compositrice e interprete di non comune talento, profondità espressiva, assoluta schiettezza e sincerità e contraddistinta dalla capacità di coniugare attitudine ribelle, anticonvenzionale e indipendente con tutta la vulnerabilità e le emozioni più delicate e personali che segnano il percorso di vita di ciascuna donna. In questo quinto album di studio Pink affronta ed esorcizza uno dei periodi maggiormente dolorosi della propria esistenza, quello seguito al divorzio, avvenuto nei primi mesi di quest’anno, dal celebre campione di motocross Carey Hart. La gamma di sensazioni esplorate in questa collezione di brani attraversa diametralmente gli stati d’animo della giovane e coraggiosa interprete, supportata nel processo creativo da alcuni dei più grandi produttori del panorama americano ed europeo: da Max Martin (già in precedenza al suo fianco nel dar vita a pezzi indimenticabili come “Who Knew” e “U+Ur Hand”, oltre che autore di innumerevoli successi per grandi nomi del mainstream pop americano quali ad esempio Britney Spears, Kelly Clarkson e Beyoncè Knowles) a Butch Walker (Avril Lavigne, Simple Plan, Katy Perry, la stessa Pink) da Billy Mann (Ricky Martin, Anastacia, Joss Stone) sino a Kara DioGuardi (Kylie Minogue, Celine Dion, Christina Aguilera) e Tony Kanal dei No Doubt. L’apertura, energica e contagiosa, di questo nuovo irresistibile album è affidata al singolo “So What”, che in queste ultime settimane ha scalato e sta dominando le classifiche di veramente tutto il pianeta. Il brano, con scanzonata ironia, un ritornello orecchiabile che si impadronisce della mente e una irresistibile carica di energia rock è già divenuto il più grande successo della sua carriera, raggiungendo la vetta delle classifiche simultaneamente negli Stati Uniti, in Canada, UK ed Australia, quello che si definirebbe davvero un successo transoceanico! Nella canzone ritroviamo l’attitudine ribelle, provocatoria e irriverente tipicamente a-la-Pink che cerca di esorcizzare la sofferenza con la consueta energia e forza (“Guess I just lost my husband/I don’t know where he went/So I’m gonna drink my money/I’m not gonna pay his rent…So what!/I’m still a rock star,/I got my rock moves,/and I don’t need you”). Immediatamente dopo segue il brano già preannunciato come secondo singolo, “Sober”, ballata rock di grandissimo impatto, un vero e proprio pugno nello stomaco: Alecia ha scritto questa canzone in occasione di un party svoltosi a casa sua, durante il quale tutti gli invitati erano ormai ubriachi mentre lei era rimasta perfettamente sobria, desiderando che tutti andassero via lasciandola sola. Pink ha dichiarato che si era allora recata sulla spiaggia con un verso che risuonava prepotentemente nella sua testa “How do I feel so good sober?”. Fuor di metafora il vero significato del brano non ha nulla a che vedere con l’alcoolismo, ma piuttosto con la riconquista della propria identità personale; in un’intervista la stessa cantautrice ha affermato che l’interrogativo da lei posto in questo brano è appunto “How do I feel so good with just me, without anyone to lean on?”, la difficoltosa e dolorosa riconquista di un io indipendente ed autonomo dopo che una storia d’amore si è dolorosamente infranta. Nel resto dell’album troviamo una sapiente alternanza tra ballads intimistiche e pezzi maggiormente rock ed impetuosi. Da segnalare in particolare le letteralmente travolgenti “It’s All Your Fault”, infuocata rivendicazione di una donna profondamente ferita, e “Ave Mary A” che si adagia su un tappeto di chitarre che non concede tregua. Pink mostra però in primo piano, senza alcun pudore, anche la sua vulnerabilità e la sua profonda sensibilità, che emergono con straordinaria vividezza ad esempio nel mid-tempo pop-rock “Please Don’t Leave Me” (di grandissimo impatto l’enfatico bridge di questa canzone: “I forgot to say out loud how beautiful you really are to me. I can’t be without, you are my perfect little punching bag. And I need you, I’m sorry”) o nella struggentissima ed emozionante ballata “I Don’t Believe You”, probabile terzo singolo estratto, in cui Pink descrive l’ironia di essere perfettamente a conoscenza di vivere una relazione distruttiva e del non avere il coraggio di lasciarsela alle spalle. In questa occasione l’interprete trattiene l’impetuosità del suo timbro, ma la sua voce permane potente ed intrisa di un dolore e di una confusione esistenziale assolutamente palpabili. Seguono un’itinerario più rivolto alla melodia pop-rock di facile presa radiofonica la scatenata “Bad Influence” con le sue sferzate di aggressivo electro-punk, la sarcastica e funkeggiante “Funhouse” ed il pezzo di chiusura “This Is How It Goes Down”, cantato in duetto con Travis McCoy, leader del gruppo hip-hop alternativo americano dei Gym Class Heroes. Si muovono invece maggiormente sulle strade di un ruvido country-rock venato di blues “One Foot Wrong” e soprattutto “Mean”, con un solido accompagnamento di chitarra in stile classico, quasi reminescente dei migliori Aerosmith di annata. Ultimi due gioielli assolutamente da menzionare sono poi “Crystal Ball”, sorprendente ballata in chiave pop-folk e, soprattutto, perla indiscutibile dell’intero cd, “Glitter In The Air”, brividi incontenibili e fiato mozzato in gola per l’intensità di questa canzone dedicata ad un amore tramontato ma che continua ancora a bruciare con forza. Questo quinto album di studio di Pink sicuramente soddisferà ed entusiasmerà coloro che già amano e seguono da tempo la sua musica e probabilmente catturerà anche nuovi ascoltatori, grazie alla sua straordinaria sincerità e al coraggio dimostrato nell’aprire il proprio cuore e mettere in mostra al mondo intero i propri sentimenti più intimi e profondi. Veramente un ottimo lavoro da ascoltare e riascoltare per assaporarne tutte le sfumature. TRACKLIST 1. So What 2. Sober 3. I Don’t Believe You 4. One Foot Wrong 5. Please Don’t Leave Me 6. Bad Influence 7. Funhouse 8. Crystal Ball 9. Mean 10. It’s All Your Fault 11. Ave Mary A 12. Glitter In The Air 13. This Is How It Goes Down (featuring Travis Mc Coy) – International Bonus Track Videoclip di So What Esibizione live di Sober ad Australian Idol 2008 Articolo di: Andrea Cova Grazie a: Ersilia Giliberti, Ufficio Stampa SonyBMG Sul web: www.pinkspage.com – www.myspace.com/pinkspage
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