|
A tre anni di distanza dal fortunato “L’uomo sogna di volare”, ritornano i Negrita con “Helldorado”. Se l’album del 2005 aveva segnato una svolta per il gruppo aretino, questo nuovo lavoro in studio porta al compimento e alla piena realizzazione la nuova era musicale del gruppo.
Genere: Rock Voto: 7/10 Ascolta anche: - A tre anni di distanza dal fortunato “L’uomo sogna di volare”, ritornano i Negrita con “Helldorado”. Se l’album del 2005 aveva segnato una svolta per il gruppo aretino, questo nuovo lavoro in studio porta al compimento e alla piena realizzazione la nuova era musicale del gruppo. La crisi d’ispirazione di inizio 2000 unita ad un senso di smarrimento che raggiunge il suo apice con la partecipazione a Sanremo, un viaggio in Sudamerica a contatto con usi e costumi locali che consente al gruppo di isolarsi dalla realtà italiana e di trovare nuova linfa creativa, la consapevolezza e il prender coscienza delle nuove culture e stili incontrate. Tutto questo si concretizza in “Helldorado”, un album in cui il connubio tra vocazione rock e ritmi tribali e patchanka riesce a meraviglia e regala sonorità nuove e inaspettate. Ritmo, energia, percussioni, incursioni di fiati e danno vita a dodici tracce originali e festaiole. Un percorso intenso quello dei Negrita che utilizza italiano e francese, spagnolo, inglese e portoghese, dialetti africani e pure arabo; tra patchanka e ballate, echi punk e chitarre rock'n'roll con omaggi neppure troppo nascosti a Dylan e Marley, Clash, Mano Negra e Rino Gaetano. Il disco si apre con “Radio Conga”, che con un intro di percussioni introduce subito al mood del Cd, per proseguire con l’intensa “Il libro in un mano, la bomba nell’altra”, filastrocca rock/funky scritta da Drigo di critica all’imperialismo americano e al Vaticano. A seguire “Malavida en B.A.” in cui Pau si dichiara per sempre “giramundo”, richiamo alla collaborazione con Roy Paci ospite del cd con i suoi fiati mariachi; “Gioia infinita”, una ballata che contiene un inno all’amicizia vera; “il ballo decadente”, una delle tracce più significative, di matrice ska con una critica all’Italia e alla distanza tra politici a paese e con un richiamo a Rino Gaetano di cui è citata la frase “Ma il cielo è sempre più blu”; “Che rumore fa la felicità”, il singolo di debutto, una bellissima ballata capace di mettere l’amore al centro delle chitarre come solo i Negrita sanno fare. Chiudono il Ad “Salvation” con uno special che riprende i Clash e “Brother Joe”, un rock targato Negrita, un omaggio a Joe Strummer sin dal titolo. Per quanto riguarda le tematiche, il clima allegro e divertito della musica cela dei testi con talvolta velati talvolta espliciti riferimenti ai problemi della società moderna: dalla critica all’imperialismo americano, al senso di smarrimento dei credenti, dall’attacco alla realtà italiana e ai suoi mali diffusi. Ma si tratta sempre non di sterile protesta: è viva e presente l’intenzione di proporre vie d’uscita e soluzioni. Un Cd che scorre via piacevolmente, semplice ma profondo, un inno a pace, amore e gioia infinita! TRACKLIST: 1. Radio Conga 2. Il libro in una mano, la bomba nell'altra 3. Malavida en Bs. As. 4. Soy Taranta 5. Gioia Infinita 6. Il ballo decadente 7. Muoviti! 8. Che rumore fa la felicità? 9. Salvation 10. Notte Mediterranea 11. Ululalluna 12. Brother Joe NEGRITA sono: Pau - Voce Cesare “Mac” ‑ Chitarra Drigo ‑ Chitarra Franky ‑ Basso Articolo di: Carla Veccia Grazie a: Universal Music Sul web: www.negrita.com - www.myspace.com/inegrita
|