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Cristian Bugatti Bugo, il “Beck” di Trecate, il genius del cazzegg’n’roll lo-fi, prende un’altra strada e fisionomia. Invece di restare a far “rottura” e stimolare ancora con il suo ingranaggio riuscitissimo di poetica fuoriuscita, preferisce tramutarsi in “uno dei tanti” che mirano alle hit-parade.
Genere: Pop Voto: 6/10 Ascolta anche: - Scordatevi immediatamente quell’allampanato poeta maldestro, naif, squinternato nelle sue composizioni quanto l’accordatura della sua chitarra; dimenticatevi innanzitutto il suo incedere goffo e stuzzicantemente anarchico che con “Sentimento westernato” e “Dal lofai al cisei” piombò sulla scena alternativa come un marziano epilettico dentro una cristalleria. Ora Cristian Bugatti Bugo, il “Beck” di Trecate, il genius del cazzegg’n’roll lo-fi, prende un’altra strada e fisionomia. Invece - purtroppo - di restare a far “rottura” e stimolare ancora con il suo ingranaggio riuscitissimo di poetica fuoriuscita, preferisce tramutarsi in “uno dei tanti” che mirano alle hit-parade, magari avere un posticino qua e là in qualche MTV chart nell’I-pod di liceali e perché no, un mic sul palco di TRL o un abbraccio di Salvetti. Via la chitarra, una bella ripulitina, qualche accessorio trendy addosso e le jeux sont faits, ecco il nuovo Bugo con “Contatti”, album prodotto da Stylophonic alias Stefano Fontana; ma anche a sforzarsi di brutto, mettendoci tutto l’impegno per le novità, la figura folle e simpatica di “quell’altro” Bugo predomina nella non accettazione sistematica del lotto musicale contingente. La verve ruspante di quell’artista non artista che era, è soffocata dalla professionale impronta pop del Dj, e in questo album viene schiacciata, compressa in undici tracce “ballerine” sui generis pop, beat, dance, come se il Bugatti camminasse forzatamente dentro scarpe di pelle dopo anni di zoccoli, un modus che non gli appartiene. Rarissimi gli episodi da accentare nel disco: qualche tacca positiva per la tenuta sonica di sinth e keyboard nel contrasto ritmico de “Nel posto giusto”, nell’AIR-eggiante “C’è crisi” e forse qualcosina nell’instrumental move di “Posso entrare?”. Il resto è cronaca dell’insoddisfazione o per meglio dire vuoto su tutti i fronti; sentire il Bugatti Bugo cimentarsi sulla falsa riga di un soft 50 Cent rieducato e versato in dancefloor su “Balliamo un altro mese”, “Primitivo” e “Le buone maniere” oppure in un singer ammaliante da Radio Tunes in “Sesto senso”, “Love Boat” e “Felicità”, fa smarrire e scappare a gambe levate nell’arrendevole quanto straziante impotenza di riacciuffarlo per la collottola e redimerlo a tornare sui suoi passi. Senza essere santi né eroi, ma con tutta la pazienza che occorre in momenti topici come questo, lasciamo una fessura aperta nell’attesa che il figliol prodigo dell’alternative si renda conto e torni al suo cazzegg’n roll verace e genuino. Nel frattempo, rischiando “grosso e tosto”, possiamo solo dire: “Aridatece il Bugo grezzo e sincero, e tutto intero”!!! TRACKLIST: 1. Posso entrare 2. C’è crisi 3. Nel giro giusto 4. Primitivo 5. Love boat 6. Le buone maniere 7. La mano mia 8. Felicità 9. Balliamo un altro mese 10. Sesto senso 11. Posso uscire per favore? Ospiti del disco: Roberto Baldi Ruben Gardella Stefano Fontana Evandro Cesar Dos Reis (Orchestra di Piazza Vittorio) Beatrice Antolini Elisabetta Abdoullay Kader Traorè (Orchestra di Via Padova) Zenima Articolo di: Massimo Sannella Grazie a: Universal Sul Web: MySpace - www.bugo-net.it/web |