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Rock ipnotico, con strutture piuttosto articolate e brani più lunghi della media per gli On A Bridge Of Dust, una band che sa muoversi con scioltezza in più ambiti.
Genere: Progressive/Rock Voto: 6/10 Ascolta anche: Tool, A Perfect Circle Gli On A Bridge Of Dust, con l'album “Facing The Opposite”, svolgono il loro compito in maniera piuttosto diligente. Formalmente, il disco non presenta sbavatura alcuna, potrebbe essere stato tranquillamente partorito in uno studio della costa losangelina, e suona agile, deciso, assolutamente in linea con i riferimenti che giungono repentini all'orecchio a pochi secondi dall'ascolto di “Recurring Fault”, l'opener. Colpisce la cura per gli arrangiamenti delle chitarre, protagoniste con i loro riff a volta ipnotici, che si elevano su batterie capaci di alternare tempi irregolari, a tempistiche più quadrate. La voce, con un crooning anch’esso sicuro e mai al di sopra delle righe, sa dettare i giusti tempi alle traversate (più che cavalcate) hard rock della band, a tratti interprete di un fiero neo-progressive. Dopo un inizio ed un prosieguo piuttosto omogenei come attitudine e scelte adottate, la già citata “Recurring Fault”, la sincopata “Man of Straw”, la sfuggente “Consumed”, l'oscura “Reckoning”, la band regala con “Barren Moor” atmosfere più distese, e ritmi più introspettivi. Gli On A Bridge Of Dust ci consegnano una prova discografica che si contraddistingue maggiormente dal punto di vista formale piuttosto che sostanziale; si attendono con fiducia sviluppi futuri magari inattesi, assumendo prese di posizione verso un sound o un'attitudine di cui fin qui si è largamente abusato, spingendosi in ambienti finora inesplorati o soltanto accennati. TRACKLIST 1. Recurring Fault 2. Man Of Straw 3. Consumed 4. Reckoning 5. Barren Moor 6. A Fool’s Hope 7. Choice 8. Dimming 9. Outcast Articolo di: Raffaele Bocchetti Grazie a: Daniele Pasetto Sul web: MySpace - it-it.facebook.com/pages/On-a-Bridge-of-Dust/46369511119 |