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Anteprima. Il giorno più freddo dell’anno farà un Freddocane. Provate a riscaldarvi le orecchie con un’ora precisa di rock, un abbraccio musicale che cinge tutte le tendenze pre e post-grunge (in uscita il 31 Gennaio).
Genere: Grunge, Psych-rock, Stoner Voto: 7/10 Ascolta anche: Kyuss, Pearl Jam, Staind, Temple of The Dog Arrivano portandosi dietro il puzzo da hooker bar di Seattle, nella giornata più fredda dell’anno, dalla provincia più fredda d’Italia. Frutto di oltre un anno di paziente incubazione, l’omonimo album di Freddocane è la sintesi degli ascolti (più o meno colti) prodotti dalla generazione Grunge. I testi sono, come ammettela band stessa, un vero e proprio omaggio alla “spontaneous prose” Kerouachiana ed allo stile nervoso ed asciutto di Bukowski. Lo spettro vocale di Beppe è pressoché congruente con lo stile Vedderiano (uno dei side projects che impegna il cantante dei Freddocane è proprio TenLegs, tribute band dei Pearl Jam), mentre le linee di chitarra prendono a spallate riff, pennate pulite e muri di suono. Ci sono svariati validi motivi per ascoltare il disco. Innanzitutto l’onestà intellettuale della band: il disco è autoprodotto e non disponibile nei negozi. Lo si può acquistare solamente ai loro concerti o mettendosi in contatto con loro; questo perché il contatto con chi ti apprezza, appunto, è più importante della monetizzazione. Inoltre, gli ammiccamenti del gruppo alla scena west coast sono assolutamente godibili e spesso il difficile processo di traduzione e traslazione di un prodotto estremamente culture-bound porta, nel caso dei Nostri, ad ottimi risultati. Il disco (15 tracce, di cui 2 cover, per un totale di un’ora di musica) si apre con la stoner, stonata “Insane”, tanto per “apparecchiare” al meglio il disco. Si prosegue fino a “Neve”, ballad costruita su assonanze e dissonanze, sia tra le parole che compongono il testo che tra la probabile destinataria della canzone e l’Io lirico di chi canta. Il singolo omonimo dell’omonimo album “Freddocane” (forma canzone pop+andamento alla “Do the evolution”) è ben scelto. “Col senno di poi” è una ballad solitaria e disperata caratterizzate da pennate clean ed un interessante riff di basso. Passando per “Stanco” (che mi ricorda nel ritornello qualcosa dei CSI), si arriva al trittico “Realcool”, “Distopia” (dove anche il cool è ottenebrato dagli stemple pilots) concluse da un’interessante rilettura di “Walk on the Wild Side”, dove il caro vecchio Søren Absalon Larsen la fa ancora da padrone. In sintesi: cos’è Freddocane? È come quando ti svegli dopo una sbronza e fuori nevica. TRACKLIST 1. Insane 2. Retrokiller 3. Dentro al tempo 4. Neve 5. Freddocane 6. Such a shame 7. Col senno di poi 8. Nebbia 9. Stanco 10. Realcool 11. Distopia 12. Walk on the wild side 13. NO153 14. Se non lo sai 15. Interstellare Ghost in Reverse Mode FREDDOCANE sono: Beppe Fratus: Voce, Basso Ivano Colombi: Chitarre Stefano Guidi: Drums Articolo di: Bernardo Mattioni Grazie a: Ivano Colombi Sul web: www.myspace.com/freddocane - www.gbrecords.it |