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Arrivano dalla penisola ellenica questi Phase Reverse, heavy trio dedito ad un metal potente e accattivante, forse scontato nelle scelte stilistiche ma senza ombra di dubbio convincente ed incisivo.
Genere: Rock metal Voto: 8/10 Ascolta anche: System of a Down, Soundgarden, Alice in Chains, Black Label Society Verrebbe da dire, senza troppa ironia che, in un periodo come questo, la Grecia è riuscita ad esportare qualcosa di buono. Nessuno è perfetto, quindi non credo sia questa la sede per parlare di simili aspetti, soprattutto perché in pole position potremmo ritrovare a breve il nostro amato Bel Paese. Come avrete capito arrivano dalla penisola ellenica questi Phase Reverse, heavy trio dedito ad un metal potente e accattivante, forse scontato nelle scelte stilistiche ma senza ombra di dubbio convincente ed incisivo. Il loro stile, quello che emerge nell’omonimo album di debutto, scavalca spesso i confini più tradizionali del genere e approda con sommo gaudio di chi vi scrive in zone fortemente influenzate dalla scena di Seattle, quella più energica. Pertanto gli ascoltatori meno distratti non faranno fatica a ritrovare nelle loro composizioni strutture che riportano ai primi Soundgarden o agli Alice in Chains più fragorosi e tamarri. Inoltre, manco a dirlo qua e la riecheggiano momenti in puro System of a Down style. Solo le citazioni in sé renderebbero questa recensione positiva ma i tre greci, capitanati dalla voce potente di Tas vanno oltre, fondendo all’interno delle dodici tracce del disco momenti di puro heavy rock con istantanee progressive davvero interessanti. A riprova del fatto basta cronometrare la lunghezza delle singole canzoni, quasi mai inferiore ai cinque minuti, addirittura raddoppiati nella conclusiva Long Gone, intensa suite dall’anima tanto rabbiosa quanto delicata. Tale aspetto, per fortuna di chi diffida dalle cavalcate epiche, non inficia la fruibilità dei pezzi che al più soffrono di una certa somiglianza tra di loro, dovuta essenzialmente alla formazione “ridotta” dei Phase Reverse e alla loro scelta di “richiamarsi” molto, utilizzando mood e riff simili tra loro. Giudizio finale sostanzialmente positivo e perché no, ricco di aspettative visto che la band debutta con questo omonimo lavoro sulle scene musicali. Sarei davvero curioso di sentire la band suonare dal vivo. Sono certo saprebbero sprigionare quell’energia costruita in studio senza troppa difficoltà. Bravi davvero, un ottimo modo per svecchiare certe frange più dure del rock senza perdere coerenza. TRACKLIST: Cross To Bear I Got Your Back Eye To Eye Tear Down The Walls Crash 'N Burn Death Ride Road Fever Wide Awake Changes Who Gives A Damn High Hopes Long Gone Articolo di: Carlo Raviola Grazie a: Aural Music |