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Anteprima. “Eleven” è il primo disco del quartetto romano Wendy?!, un album che a tratti mostra un giunge promettente, ma che finisce per perdersi in una mescolanza di generi poco coerente e non ben definita (in uscita il 31 Gennaio 2012).
Genere: Alternative rock Voto: 6/10 Ascolta anche: - “Eleven”, che uscirà nei negozi e su iTunes a fine gennaio 2012, è l’album d’esordio dei dei Wendy?!, gruppo romano nato dall’incontro tra Lorenzo Canevacci (fondatore e storico chitarrista dei Bloody Riot, noto progetto hardcore romano) e Andrea Giuliano (chitarrista dei Destir, che passerà ad occuparsi del basso in questa nuova band) insieme ai due fratelli Suro (alla batteria) e Duke (alla seconda chitarra). Il primo aspetto positivo del disco “Eleven” è che è breve, dunque evita la mania di grandezza che molto spesso prende chi per la prima volta si affaccia al mondo della discografia. Ed è eterogeneo. Molto eterogeneo. Pure troppo, per dirla con le parole del poeta Thomas Prostata. Anche se la voce non molto profonda di Canevacci ben si adatta alle parentesi melodico-beatlesiane (come l’orecchiabile “U.L.S.” e la strofa del singolo “How Do You Sleep at Night?”), l’impressione è che i Wendy?! si trovino più a loro agio nel grunge anni ’90. E noi non ci tiriamo certo indietro, visto che questo genere, anche nelle sue espressioni meno originali, è sempre un bel sentire. Purtroppo, spesso questa energia finisce per annacquarsi come in “About Wendy” o per perdersi nel tutto in un punk-pop al cloroformio come in “Gimme a Break”. Altre volte il gruppo fa uno sforzo in più e convince, come in “All Work and No Play” (discorso a parte merita la ripetitività ossessiva del testo, compensata solo in parte dall'ammirevole omaggio a “Shining”). Forse il pezzo più bello dell’album resta “At the Backdoor”: un'evidente omaggio al progressive pinkfloydiano, d'atmosfera, con un orgasmico riff di chitarra accompagnato solo da una batteria mai fuori luogo e da un leggero cantato con l'eco. È qui, più che altrove, che emergono la qualità e l'attenzione al suono e alla produzione sulle quali ha sicuramente influito la coproduzione di Guido Zen (sound engineer e musicista dei Brain Machine e dei Gamers in Exile) nonché il mastering di Andy “Hippy” Baldwin del Metropolis di Londra (The Who, Faith No More, Verve, Coldplay). “Eleven” resta fondamentalmente un disco a tratti godibile e che fatica a trovare una sua identità ben definita in questa costante mescolanza di generi e di sonorità non tutte efficaci. E che non va oltre l’attesa definizione di promettente opera prima. TRACKLIST 1. How Do You Sleep at Night? 2. Bed of Nails 3. Not So Bad 4. I’m Not Scared 5. U.L.S. 6. About Wendy 7. Gimme a Break 8. All Work and No Play 9. Gotta Leave 10. At the Backdoor 11. Driftin’ WENDY?! sono: Lorenzo Canovacci: voce e chitarra Andrea Giuliano: basso Duke: chitarra Suro: batteria Articolo di: Fabrizio Corgnati Grazie a: RBL Music Italia |