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Direttamente da Rovigo, arriva a bordo di un raffinatissimo packaging, il post rock strumentale dei Ten Story Apartment dall’interessante, ambiguo ed evocativo titolo “Popup Inferno”.
Genere: post rock, strumentale Voto: 6.5/10 Ascolta anche: Tool, Mogway La dicitura “post rock” viene spesso frettolosamente utilizzata ed abusata per definire cose molto diverse tra loro; anche “indie” subisce una sorte simile. Queste due etichette vengono tirate in ballo, in casi eclatanti anche contemporaneamente, quando non si conosce o non si vuole conoscere la natura dell’oggetto in analisi. Immaginiamo di essere degli agenti della scientifica (si ok, lo ammetto, ho appena finito di vedere CSI, però vi assicuro che l’esempio è utile) e arriviamo sulla scena del crimine con tutti i nostri aggeggi supertecnologici. In questo caso la scena del crimine è “Popup Inferno”, il nuovo disco dei Ten Story Apartment che nell’esempio potrebbero interpretare i responsabili del misfatto. Noi non li conosciamo ma possiamo descriverli, crearne un profilo, definirli appunto, con ciò che abbiamo cioè la loro musica e la nostra cultura musicale. Ascoltando il loro lavoro, fase imprescindibile per la buona riuscita della nostra indagine, accumuliamo indizi che ci permetteranno di tracciare un ritratto fedele e poi, sottolineo poi, procedere alla fase critica. Inseriamo il disco, peraltro confezionato con grande eleganza e gusto (complimenti!), e premiamo play: qui, come per la ricerca delle impronte digitali nell’immancabile database, ogni traccia andrà a collocarsi vicino ad alcuni passati ascolti, scovando anche le influenze del gruppo “incriminato”. Per il nostro quartetto di Rovigo è palese una vicinanza ed affinità con i Mogway, gruppo post rock ed ambient di fama mondiale, ed alcune scelte tecniche nell’effettistica ed artistiche nel creare e scegliere le atmosfere, portano a pensare che i quattro abbiano consumato dischi come “The Hawk Is Howling” ed anche questa è cosa molto buona (di nuovo complimenti). I sospettati hanno quindi gusto estetico e un palato fino per la musica di qualità. Tale connessioni confermano e giustificano l’iniziale definizione di “post rock” ma ci sono alcune cose che non vanno. Avvenuta la procedura di analisi dei campioni raccolti, si passa alla fase critica: oltre al disco, le nuove tecnologie ci offrono informazioni più accurate sui Ten Story Apartment che, oltre ad avere gusto ed un garbato, e gradito, senso dell’umorismo (lo si evince dalla presentazione in line up), i 4 manifestano alcune inesperienze e scelte ricorrenti in tutto il disco che provocano un atmosfera dilatata e fluttuante (that’s good!) ma anche un vago senso di noia per l’eccessivo utilizzo di distorsioni e dinamiche sistematiche piano–forte-piano-forte neanche fosse una sonata rinascimentale al contrario. Manca un po’ di concretezza, quindi. Il profilo è ormai compiuto: possiamo dire a ragion veduta che i Ten Story Apartment poggiano su solide basi cultural tecniche su cui però lavorare ancora, studiando nuove architetture musicali e diversi arrangiamenti. La passione per la musica, il gusto e la curiosità di nuovi ascolti, lo studio dei suoni saranno sicuramente la benzina che porterà i promettenti Ten Story Apartment a produrre il prossimo disco in maniera migliore. Noi rimaniamo con le orecchie puntate su di loro: se lo meritano. TRACKLIST 1. Aftermath Of Peace 2. Raising The Bar 3. Cutthroat Bastard 4. Farewell Stars 5. ...and God Stamped His Foot 6. If Heat Rises, Heaven Must Be Hell TEN STORY APARTMENT sono: Filippo - Landscapes Berto - Electric Waterfalls Luck - Low Fuzziness Boniz – Patterns Articolo di: Giovanni Villani Grazie a: Ten Story Apartment Sul web: www.myspace.com/tenstoryapartment |