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Ognuno coltiva il proprio stile entro i confini di un genere non definibile se non ponendo dei limiti al libero tracciato in cui l'eticehtta Acid Cobra inscrive le otto tracce di “Flowers are Blooming”.
Impresa ardua la compilation. Ancora più ardua quando non la si può confinare entro i limiti imposti da un genere definito o definibile. In questo caso si può dire connotata da una tecnica rispettabile, pulita nelle sonorità, dai missaggi eclettici e mirabili, gli spazi ben occupati. Lo scopo? Promuovere? Incuriosire di certo. Portare il fruitore verso un'affinità. Otto tracce, otto scelte. Qualcosa di già sentito nei Dilatazione; basso ostinato, elevata prevedibilità dei fraseggi, ingresso ritmico spiazzante che non riesce a ripetersi, pur ripetendosi nel pattern, sono la cifra del pezzo. I Sexy Rexy giocano, soprattutto con le chitarre; prima come bambini in un prato fiorito, poi il gioco diventa cosa da adulti, una Ricerca pari ad un fiore che sembra non sbocciare, non aprirsi del tutto. La ripetizione si spreca nei The Sonnambulist, l'omoritmia delle parti è dilaniante, lenta, smisurata ma dà spazio, e sottolinea a modo, l'assolo dell'arco, il cui suono mette ancor più eveidentemente in evidenza la evidente ruvidezza delle sonorità a contorno. Ulan Bator è un'assenza, l'essenza di un germoglio, un germe posto su spiagge scure a grana grossa, tipico e libero, senza un pattern palese, incastri strumentali fluidi e caldi, accompagnamento dello sguardo. Calibrata. La traccia di Tv Lumiere è calibrata, un paesaggio costruito che si apre ad accogliere il passante in un Mondo Altrove, scenari sonori su più livelli che si compongono come i colori di un dipinto. La chitarra “lunga” di Amaury Cambuzat arriva dopo, dopo un ingresso elettronico che lo porta, e che a sua volta, si poggia su ritmi eterei quasi sud-americani, evolvendo l'uscita di scena in progressioni a tratti modulate ma sicuramente deformate. I patterns in ripetizione sono spigoli che, in lontananza, assorbono il nulla, nei The Marigold, e vanno a segnare una danza, una lenta ed inesorabile danza, priva di una soluzione, che pare volgere all'Infinito. Nei The Jains c'è il Femminile. La voce accoglie, non spinge, trascina e vola su modulazioni di un aspro suono di piano, martellio contrapposto alla morbida batteria “muta” che lo sostiene e lo porta dal basso. Voci, cori, chitarre, tappeti di elettroniche ed archi, bassi,ritmiche estreme e a volte aliene, ambienti ed amalgama rendono omogenea l'eterogeneità di una compilation in cui ciascuno coltiva il proprio stile. Ascoltate e scegliete il vostro destino, soffermatevi con consapevolezza sulle tracce che realizzano la concreta opportunità di deterinare, tra i Fiori che Sbocciano, quali siano quelli che preferite. TRACKLIST 1. Dilatazione : “Diving Goblins” 2. Sexy Rexy : “Murmur” 3. The Sonnambulist : “Red Carpet” 4. Ulan Bator : “R136A1” 5. Tv Lumière : “Scena Muta” 6. Amaury Cambuzat: “Voodoo Doll 7. The Marigold : “Eleven Years” 8. The Jains : “Star” Articolo di: Pietro Gualdi Grazie a: Acid Cobra Sul web: http://acidcobradigital.believeband.com/ |