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Emanuele Sterbini, in arte Sterbus, è arrivato alla sua terza fatica: “Iranian Doom”. Il disco, quasi interamente autoprodotto, è un viaggio fra la musica anni ’70 e ’90 intrapreso con audacia e originalità.
Genere: rock, pop, alternative Voto: 10/10 Ascolta anche: - Anni ’70 e ’90 – un ventennio caratterizzato dalla nascita di nuovi genere musicali, band diventate leggende e artisti passati alla storia. Ma si può combinare questa marea di suoni in un unico cd di 12 tracce? Il dibattito è arduo, ma un possibile approccio è il terzo lavoro di Emanuele Sterbini, in arte Sterbus, “Iranian Doom”. Iranian Doom è un disco intelligente, in grado di intraprendere con estrema audacia un lungo viaggio nella musica degli anni ’70 e ’90. Un viaggio composto da pezzi e citazioni di brani famosi reinterpretati e mixati adeguandoli al proprio stile, come dimostra già la seconda traccia “Sloop Jai B” – revisione di “Sloop John B” dei Beach Boys. Dal pop rock californiano si passa poi a qualcosa di più impegnativo con suoni synth di “Crash City”; ancora più impegnativo è la traccia seguente “Big Daisy” con un rock progressivo ispirato al celebre gruppo inglese Cardiacs. Trovano spazio anche brani con suoni più leggeri e superflui tipici del pop anni ’90, ma neppure mancano schitarrate psichedeliche, riferimenti ai Talking Heads e ai King Crisom. Ancora una volta Sterbus riconferma le ottime capacità di combinare passato e presente rendendo il lavoro unico nel suo genere. Sono 12 tracce che scorrono rapide e senza un apparente nesso logico, ripercorrendo e revisionando generi molto diversi fra loro. Ironia e bravura, astuzia e brillantezza sono le impronte di questo lavoro. TRACKLIST: 1. Any Minute Now 2. Sloop Jai B 3. Trapped In The Gra 4. Crash City 5. Big Daisy 6. Miles Monroe 7. Cheap-Com 8. From Head To Twelve 9. Iranian Doom 10. Too Many Mistakes 11. Parallelepyped Song 12. Their Own, Not Each Overs Articolo di : Natalia Bacalu Grazie a: Doug The Dog Sul web: www.myspace.com/sterbus |