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“Lions in Norway”: un viaggio Italia/Inghilterra (andata e ritorno) chiamato rock.
Genere: Rock Voto: 7.5/10 Ascolta anche: Green Day, Ramones, Pearl Jam, Offspring “Hey hey, My My/ rock’n’roll will never die…” così cantava Neil Young nel lontano 1979, e nonostante poco tempo dopo Joe Jackson prevedesse per il rock una morte certa, e pur assistendo ad una inevitabile evoluzione del genere tra punk, grunge, pop, garage e quant’altro, il rock è oggi più vivo che mai e la dimostrazione di ciò è il lavoro di questi quattro musicisti italiani in viaggio perenne tra Bologna e Londra: una pura esplosione di energia primordiale qual è il rock nella sua espressione più semplice e travolgente, e un interessante incontro fra le sonorità british e la creatività di casa nostra. “Lions in Norway” colpisce prima di tutto per la sua bellissima copertina: un’opera grafica dell’artista americano Pat Perry, un leone ruggente in primo piano, trasfigurato in tonalità acquerellate in rosa-azzurro che nulla tolgono alla sua potenza e fierezza. Già da questa immagine molto esplicita veniamo catapultati in una visione del mondo aggressiva e piena di energia, e ci sentiamo, come il leone raffigurato, pronti ad urlare!! Le dieci tracce del disco sono un insieme piuttosto omogeneo di canzoni rock caratterizzate da linee melodiche semplici ma ipnotiche, a tratti visionarie, impregnate di ritmi possenti e vorticosi; gli arrangiamenti sono molto curati, strumenti e voci sono di alto livello e sempre in sintonia. Nonostante non emerga un pezzo più trascinante degli altri, si percepisce comunque una grande armonia fra i quattro musicisti, e questo rende il loro lavoro molto fluido e compatto, oltreché di buon respiro internazionale, e di grande impatto sonoro. Su tutte, si staccano comunque “Soundtrack For The End”, che chiude l’album, un intenso brano solo strumentale, e “Homemade Earthquakes”; intrigante, l’idea di un terremoto “fatto in casa”… In definitiva, un’opera onesta e vigorosa, che forse non aggiungerà nulla all’evoluzione di questo immortale genere musicale, ma che si fa ascoltare con piacere, svelando ogni volta nuove luci e sensazioni. “My My, Hey Hey/ rock’n’roll is here to stay”… TRACKLIST: 1. God’s Watching TV Shows 2. Happy blue days 3. Homemade earthquakes 4. I lose but you haven't won 5. Waiting 6. Give me a title 7. Seven 8. Useful broken things 9. N.O.Y.A 10. Soundtrack for the end ROCK DESTROY LEGENDS sono: Richard : voce, chitarra Lorenzo: chitarra Mirco: batteria Bagio: basso Aticolo di : Lalla D. Grazie a: NerdSound Records Sul web: MySpace - YouTube - www.nerdsound.com |