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R&FUSION - Dalla Terra Dei Fuochi (Magmamà/Fullheads, 2011) Stampa E-mail
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Recensioni Cd/Promo/Demo
Scritto da Claudio de Majo   
Sabato 28 Gennaio 2012 00:00

R&FUSION - Dalla Terra Dei FuochiTradizionale quanto contemporaneo è sicuramente “Dalla Terra Dei Fuochi”, album della band napoletana R&Fusion, in cui il gusto per la musica classica e per la fusion, generi tradizionali del loro ambiente musicale, si fonde con temi sociali contemporanei cantati con il calore ed il sentimento tipicamente napoletani.

 

 

Genere: Fusion/Jazz

Voto: 8/10

Ascolta anche: Napoli Centrale

 

Progetto sicuramente innovativo e coraggioso è il nuovo album della band napoletana degli R&Fusion, “Dalla Terra Dei Fuochi”, cd di grande complessità e degno di essere ascoltato approfonditamente e ripetutamente, arpeggio per arpeggio, nota per nota, unico vero modo per poterne apprezzare le molteplici componenti musicali e tematiche presenti al suo interno.

Molteplicità e complessità musicali, del resto, già sintetizzate dall’enigmatico nome della band: R&Fusion.

Fusion come fusion (fusione), genere musicale già lungamente praticato nell’ambiente musicale locale ma mai reinterpretato così. La band infatti, forte delle influenze classiche del cantante e contrabbassista Emanuele Ammendola e del jazzistico pianoforte di Marco Fiorenzano, arricchite dal solistico e sentimentale sax alto di Paolo Pironti, si fa portatrice di una nuova e pionieristica interpretazione del genere, mostrando risvolti davvero interessanti.

Fusion come fusione di generi diversi insomma, ma anche R&Fusion, come “arrefusion”, neologismo dal dialetto napoletano dal verbo “arrefondere”, nel senso di perdita, sconfitta.

Forse è questo pessimistico quanto appropriato nome a svelare il vero senso degli R&Fusion: “arrefusion”, come sconfitta, la stessa che il loro, ed anche il mio, territorio vive ed è costretto a vivere da troppi anni. Da qui il perché della scelta del dialetto napoletano per la voce cantata. Dialetto non semplicemente per una questione di gusto e retrospettività stilistica, dialetto come orgoglio di appartenenza ad un territorio problematico, degradato ed ancora ben lontano dal reale sviluppo nel bel mezzo di un paese ampiamente sviluppato.

L’incredibile dolcezza tipica della canzone popolare napoletana, diventa quindi il veicolo d’espressione privilegiato delle malinconiche e disilluse atmosfere musicali della band, tese a sottolineare l’incredibile ossimoro costituito dall’attuale realtà napoletana.

Disillusione, d’altro canto, che non significa né arrendevolezza, né fatalismo. Fin dal primo brano “Aveto e Forte” (alto e forte), infatti, dopo un primo approccio critico e disilluso ai problemi della realtà napoletana, lascia trapelare una speranza, alta, forte e luminosa come il sole, sola e viva nel torpore generale.

Da qui il perché del titolo del cd “Dalla Terra Dei Fuochi”, nome che si rifà alla celebre denominazione data a tutta la zona centro-nord della regione Campania. Terra del fuoco, perché sporca, degradata, devastata e segnata da secoli e secoli di criminalità dilagante e definitivamente condannata da politiche di gestione scellerate, ma nonostante tutto viva e, seppur a modo suo bellissima.

Da qui il perché di pezzi come “Ninno” e “Assai stupida”, il primo vero tuffo nelle bellezze e nelle tradizioni napoletane, ed il secondo un vero exploit delle dolorose contraddizioni di un luogo che “Vale la pena, lo sai, non mollare mai.” Questo perché “Se ci credi, domanda stupida, assai stupida”, dall’omonima canzone.

Amore quindi per il proprio luogo natio, ma amore con consapevolezza, concretezza e soprattutto conoscenza. È infatti proprio questo il senso ultimo del lavoro di questa band: mostrare, raccontare, far conoscere attraverso i propri occhi una realtà bella e contraddittoria, dinamica ed esplosiva quanto letale e pericolosa, la realtà di Napoli.

Ecco il vero pregio di questo cd: i contenuti espressi dalla band sono reali e spontanei al cento per cento, prova inequivocabile di conoscenza e partecipazione alla vita della loro città, testimonianza di cultura popolare e di strada.

 

Cultura espressa, descritta e mostrata in un album che trasuda sentimento e speranza, amarezza e dolcezza verso una realtà difficile e forse per questo così bella ed affascinante.

Ascoltare “Dalla Terra Dei Fuochi”, in sintesi significa, immergersi nelle dolci atmosfere di “Dawi” e “Sofia Dorme Già”, cantare in modo sommesso sulle jazzistiche note di “Come Sembri” e commuoversi di fronte ad un pezzo come “Cantame”, tanto classico nelle atmosfere, quanto moderno nei significati.

Da qui a un pezzo come “150 Anni”, musicalmente peraltro abbastanza differente dalle altre tracce, che affronta con ironia e provocazione il dibattuto tema dell’unità d’Italia e le conseguenti contraddizioni da essa comportate, forse unica nota stonata di tutto l’album: esso infatti affronta la questione con uno sguardo a tratti un po’ superficiale e scellerato, denotando scarsa conoscenza dell’argomento e stonando un po’ con il bel messaggio conferito, invece, dall’album nella sua totalità.

Tutto ciò, però, non sminuisce minimamente il lavoro di questa nuova e rivoluzionaria band, da poco e meritatamente inserita nell’Archivio Storico della Canzone Napoletana.

  

 

 

TRACKLIST

1. Aveto e forte

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EMANUELE AMMENDOLA, MARCO FIORENZANO

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6.45 MBytes

00:04:40

2. Cantame

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EMANUELE AMMENDOLA, EDUARDO AMMENDOLA

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5.65 MBytes

00:04:05

3. Come sembri

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EMANUELE AMMENDOLA, MARCO FIORENZANO

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6.36 MBytes

00:04:36

4. 150 anni

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Durata

PIETRO DE LUCA BOSSA, EMANUELE AMMENDOLA, MARCO FIORENZANO

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6.62 MBytes

00:04:47

5. Assai stupida

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EMANUELE AMMENDOLA, MARCO FIORENZANO

192 kb/s

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5.83 MBytes

00:04:13

6. Dawi

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Durata

EMANUELE AMMENDOLA, MARCO FIORENZANO

192 kb/s

wma

4.76 MBytes

00:03:26

7. Ninno

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EDUARDO AMMENDOLA, R&FUSION, EMANUELE AMENDOLA

192 kb/s

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4.5 MBytes

00:03:15

8. Ego

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Durata

EMANUELE AMMENDOLA, MARCO FIORENZANO, EMANUELE AMENDOLA

192 kb/s

wma

5.28 MBytes

00:03:49

9. Sofia dorme già

 

R&FUSION sono:

Emanuele Ammendola: contrabbasso voce

Marco Fiorenzano: Pianoforte

Paolo Pironti : Sax alto e soprano

Luca Di Sieno: Oboe, Percussioni, Chitarra , Voce

Pietro De Luca Bossa: Batteria, voce

Eduardo Ammendola: Videoproiezioni e sortite teatrali

 

Articolo di: Claudio de Majo

Grazie a: In_Event_Comunicazione

Sul web: MySpace

 

 

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