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Unòrsominòre con: “La vita agra”. Il suo faro si accende contro chi si è fatto su ogni argomento un'opinione “…a ca**o e comunque sempre per sentito dire…”, la sua voce brucia contro i vigliacchi, gli idioti i disinformati coatti. Io lo ascolto vergognandomi tanto del mio essere italiano, altrettanto esaltandomi per il suo talento smisurato. Maestoso!
Genere: Rock Incazzato Nero Voto: 8.5/10 Ascolta anche: Giorgio Canali Se entrate in banca durante una rapina ed il rapinatore vi accoglie con un sorriso, vi fa accomodare e si mette e cantare con voi di politica… Se, una volta passata la paura, notate con sommo sbigottimento che il presunto criminale indossa una tutta spaziale… Se, nell'intrico dei discorsi cantati, il vostro interlocutore armato palesa intenzioni “robin hoodesche” o anche solo istinti cristiani… Se l'oggetto del suo salmodiare è l'indignazione per l'imbecillità dilagante, per l'ignoranza sovrana, per il servilismo strisciante, per la mancanza di fini, scopi, orizzonti, ambizioni che non siano figa e denaro, per un andazzo generale di cui siamo tutti complici col nostro silenzio, col nostro partecipare ad un sistema iniquo e sedato televisivamente… Se quel vendicatore vi tocca il cuore o vi illumina, vi satorizza, vi conquista… Ebbene: se quel rapinatore non sono io allora è Unòrsominòre. Io lo sapevo che Unòrsominòre fosse un grande. Solo non immaginavo fosse tanto cresciuto da unire la cultura degli Offlagadiscopax, il fragore de Le Luci Della Centrale Elettrica e la rabbiosa maestria di Giorgio Canali in un'incazzatura micidiale che diventa un chiarissimo quadro dei nostri tempi infelici. La prigione è totale, non esiste via di fuga, se non sei schiavo sei spettatore, comunque complice, comunque coinvolto. Il rimedio? Cominciamo col non fare più finta che tutto vada bene, cominciamo a smettere di “collaborare”. Unòrsominòre se n'era già andato nello spazio con “Gagarin” in un Cd precedente. Ora torna a volare, torna lassù a chiamare l'extraterrestre di finardiana memoria ben sapendo che non scenderà dalla “giustosfera” fin qui a sporcarsi per noi. Emiliano Merlin è superbamente ispirato, la sue canzoni sono foto impietose di questa Italia confusa, miserabile e oscena. Il suo gridare è una luce dolorosa che chiama alla rivolta chi è stanco del buio, della solitudine, della disinformazione, della complicità, dell'ipocrisia, dell'accettazione del peggio senza più alcuno stupore. Il suo faro si accende contro chi si è fatto su ogni argomento un'opinione “…a cazzo e comunque sempre per sentito dire…”, la sua voce brucia contro i vigliacchi, gli idioti i disinformati coatti. Io lo ascolto vergognandomi tanto del mio essere italiano, e altrettanto esaltandomi per il suo talento smisurato. Maestoso! TRACKLIST: 1. La vita agra I 2. Storia dell'uomo che volò nello spazio dal suo appartamento 3. Testamento di Giovanni Passannante, anarchico italiano 4. Il Mattino del 26 luglio 5. Perdenti più sani 6. Ci hanno preso tutto 7. La lingua del santo 8. Perfetto così 9. Celluloide 10. La vita agra II Hanno suonato: Emiliano Merlin (Unòrsominore): voce, chitarre, basso, batteria, percussioni, glockenspiel, cori Fabio De Min: pianoforte, sintetizzatori, programmazione Articolo di: volevodarglinovemamisonotrattenuto Grazie a: Lavorare Stanca Sul web: www.unorsominore.it |