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Brutti, sporchi e cattivi. Tornato i Lucky Bastardz con “Bite Me, Dude” e promettono di spingersi oltre ogni limite con la loro miscela di insano Rock and roll che sembra uscito dalle menti dei Motorhead.
Genere: Hard Rock, Heavy Metal Voto: 6.5/10 Ascolta anche: Motorhead Un fiammifero s’accende, si parte al grido Rock ‘n’ Roll. La miccia è accesa, ora non resta che alzare il volume al massimo. Undici pezzi da urlare o da vivere in uno dei tanti live show in giro per l’Italia. I Lucky Bastardz sono un’autentica polveriera pronta ad esplodere. Lo dimostrano subito con il trittico iniziale da lasciare storditi. “Fire, beers, rock n roll” è l’inno alla sregolatezza in puro stile Rock. “We wont let you down” e “Sin City”, nata sotto l’influenza dell’omonima graphic novel di Frank Miller, provano a spazzarti via tra ritmi travolgenti e la voce di Geppo che sputa fuori tutta la rabbia di cui è capace Che gli alessandrini Lucky Bastardz siano degni discepoli dei Motorhead è evidente fin dalla prima nota. Il problema è che forse in “Bite Me, Dude” non lo sono fino in fondo. Infatti l’album funziona alla grande finché rimangono legati alle sonorità tipiche di Lemmy e soci, quando invece si cerca di prendere un’altra strada allora cominciano i problemi. Non colpisce nel segno l’acustica “Tale from the land of mafia”, che pur proponendo un ottimo lavoro di Paco alla chitarra, si perde da qualche parte tra la Spagna e il Messico, né digeriamo le successive “Humor and Blood” e “The Ballad of Kelly the Killer”, un po’ pretenziosa e che si scalda solo nel finale con l’ingresso della voce di Geppo. La vera anima dei Lucky Bastardz sembra uscire meglio nello sporco street rock di “Crawling under snake”, nella dura “Black Hole”, influenzata da un racconto di Paolo La Paglia, o nell’urlata “Rock this town”, che sembra nata per essere cantata a squarciagola dal pubblico durante i concerti. Si chiude con l’inarrestabile “Drunkard”, dove Mark spinge maledettamente sul pedale, e con il rock and roll classico di “Death all day, life all nite”. Decisamente un passo avanti rispetto al precedente “Hated For Who We Are” recensito in queste pagine, ma “Bite Me, Dude” funziona quando il piede rimane poggiato sull’acceleratore. Album perfetto per un party a base di birra. Ai palati fini diciamo di rivolgersi altrove. TRACKLIST 1. Fire Beers Rock’n’Roll 2. We Won’t Let You Down 3. Sin City 4. Tale From The Land Of Mafia 5. Honour And Blood 6. The Ballad Of Kelly The Killer 7. Crawlin Under Snakes 8. Black Hole 9. Rock This Town 10. Drunkard 11. Death All Day, Life All Nite LUCKY BASTARDZ sono: Geppo: Vocals Paco: Guitars & Backing Vocals Mr. TNT: Bass Mark: Drums Articolo di: Danilo Sabelli Grazie a: Lucky Bastardz Sul web: www.myspace.com/theluckybastardz |