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A cosa servono tante parole quando sette note incastrate ad arte riescono a trasmettere intere sinfonie di emozioni? Mi credete pazzo? Ascoltate gli En Plein Air ed il loro omonimo album e mi crederete.
Genere: Alternative, Post Rock, Strumentale Voto: 8/10 Ascolta anche: Brian Eno, Brainkiller, Maxence Cyrin, Gnu Quartet Chi mi conosce bene sa, suo malgrado, della mia predilezione per la musica strumentale. Sia chiaro, non disdegno tutta l’altra musica ma preferisco la parte suonata a quella cantata per differenti motivi: il primo, perché sono un musicista (specialmente un bassista) e perché non so assolutamente cantare. Inoltre, parlando seriamente, credo fermamente ad un provenienza ultraterrena delle Arti e della Bellezza in generale (Immanuel Kant è d’accordo con me, l’ho sentito ieri). Cos’è la musica se non un gancio che solleva la mente e l’anima dalla mortalità del “umano troppo umano” (cit.) del quotidiano; un sollievo costante, una forza che può donarci pace ed energia, quiete ed adrenalina, calma ed eccitazione? Una forza eccezionale che, personalmente, trovo al massimo grado nella musica strumentale: tutta, da J.S. Bach a Trenz Reznor. Arrivando agli En Plein Air, vi consiglio l’ascolto del loro ultimo e omonimo lavoro, per la Fluttery Records, perché troverete (spero) la conferma della mia tesi: attraverso un originale accostamento di strumenti classici come il violino al synth, ottengono quel fantastico e mai banale equilibrio che solo i veri musicisti riescono a trovare: tutti gli strumenti si accompagnano e nessuno prevarica l’altro (nota di merito anche a chi li ha registrati). Come non parlare delle tante emozioni di “En Plein Air”: una vera valanga. Personalmente già sentendo “Waterloo” sono saltato sulla sedia: oltre ad un sapiente utilizzo della strumentazione tutta, gli En Plein Air nei loro brani inseriscono tracce di vita quotidiana, registrazioni che sembrano (probabilmente lo sono) prese direttamente dalla strada; così facendo, le atmosfere emotivamente sature si scontrano con la realtà, provocando tonfi emotivi degni del miglior thriller (ripeto, in “Waterloo” mi sono proprio spaventato). Se vi ho incuriosito parlandovi solo della prima traccia, gustatevi tutto d’un fiato “En Plein Air”: finalmente un buon disco. TRACKLIST 1. Waterloo 2. Thai 3. Oltre La Pioggia 4. Sul Confine 5. Il Diario Dei Lampi 6. Comete 7. Frammenti Di Una Vittoria EN PLEIN AIR sono: Eric. chitarra Giovanni. chitarra Ludovico. basso Aron. synth Marzia. violino Adriano. batteria Articolo di: Giovanni Villani Grazie a: Fluttery Records Sul web: www.myspace.com/enpleinair - www.flutteryrecords.com/enpleinair.html |