Al Teatro Nazionale CheBanca! di Milano è andato in scena per la prima volta “Dialogo - Concerto dialogato”: sul palco sale Luca Tudisca, cantautore siciliano uscito dalla scuola di Amici che lavora sotto la direzione di Mauro Simone. I due sono amici e se il giovane Luca desidera affrontare una nuova carriera, Mauro si impegna a seguirlo per realizzare i sogni da trasformare in una storia, che prende spunto dalle canzoni scritte da Tudisca e allestite per il teatro grazie al testo di Elisabetta Tulli e ai movimenti coreografici di Nadia Scherani. Questo spettacolo si lega a un'iniziativa benefica intitolata 'Porta in scena il tuo cappotto' e il teatro ha annunciato con un certo anticipo che se il pubblico avesse portato cappotti, giubbotti o altri indumenti, questi avrebbero fatto parte della messa in scena per poi essere donati ai bisognosi tramite un'associazione no profit, oltre a offrire ai donatori uno sconto del 20% sul prezzo del biglietto di questo spettacolo.

Nell’ambito delle iniziative per i 70 anni del Piccolo, ben 25.500 giorni di Teatro, è andato in scena allo Strehler di Milano un lavoro appassionato e accurato, condotto da Ute Lemper (voce dello spettacolo) a partire dal 1987 con un grande progetto discografico, dedicato ai compositori di origine ebrea e alla loro musica, straziante testimonianza dell’orrore; al fianco della cantante ed attrice tedesca Vana Gierig (pianoforte), Daniel Hoffman (violino), Gilad Harel (clarinetto), Romain Lecuyer (basso) e Victor Villena (bandoneon). Due ore ininterrotte di emozioni che raccontano la creatività che nasce dalla contaminazione tra i popoli e il difficile equilibrio tra incontro e scontro di civiltà. Statuaria, elegante, possente e con un velo di umiltà, Ute Lemper si conferma un’artista di grande statura.

Va in scena al TeatroLaCucina di Milano, nell’ambito della rassegna “Da vicino nessuno è normale” il primo studio di “Settimo cielo” testo della quasi sconosciuta in Italia Caryl Churchill, realizzato dal collettivo Bluemotion sotto la guida della regista e co-fondatrice dell’Angelo Mai di Roma, Giorgina Pilozzi.

Metti un sabato di metà giugno con l’estate alle porte, l’afa milanese e la città svuotata dai primi esodi della bella stagione, cosa c’è di meglio che un bel tuffo…nel mare di proposte teatrali milanesi? Già, perché a Milano il teatro non va mai in vacanza, e mentre giungono a termine le proposte dei cartelloni dei principali teatri meneghini in altri spazi cittadini pullulano festival e rassegne: da IT festival, imperdibile appuntamento con le compagnie indipendenti alla Fabbrica del vapore per una maratona teatrale fatta di tappe di 20 minuti di estratti di spettacoli messi in scena simultaneamente in diverse sale, a Milano Off, rassegna sul teatro off nazionale, che giunge quest’anno alla seconda edizione, proponendo per 8 giorni, dal pomeriggio alla sera, 50 spettacoli, all’interno di teatri e spazi culturali in diverse zone della città. Sempre a giugno si svolgono inoltre le rassegne Città Balena al Teatro-i e Da vicino nessuno è normale allo Spazio Olinda.

“Bert Brecht Straβe. Nessuno o tutti”, andato in scena dall’8 al 10 giugno al Teatro del Campus di Cinecittà Studios di Roma, è più che un saggio accademico, è uno spettacolo a tutti gli effetti, diretto dal maestro Giancarlo Sammartano e interpretato dai giovani artisti del IV Corso Triennale 2014/2017 di Fondamenta, “La Scuola dell’Attore”. Un lavoro facilmente apprezzabile da coloro che amano il teatro “politico”, quello con la necessità di urlare, fatto con la volontà di elevare la coscienza collettiva.

Cosa succede nella nostra vita dopo il dolore di un lutto? L’interrogativo è al centro di “La vita ferma” pièce dolceamara scritta e diretta da Lucia Calamaro, andata in scena al Teatro Franco Parenti di Milano. Dopo aver indagato il dramma della precarietà e della disoccupazione nel suo penultimo lavoro, “Diario del tempo”, Lucia Calamaro indaga con ironia e delicatezza su uno dei temi-tabù: l’elaborazione del lutto.

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