Felice debutto per Michele La Ginestra, in scena fino al 20 maggio al Sistina con «E’ cosa buona e giusta». Lo spettacolo, diretto da Andrea Palotto, vede impegnato il direttore artistico del Teatro Sette in un dialogo con alcuni adolescenti che lo metteranno nella condizione di fare un percorso a ritroso nel suo passato. Ottima la performance di Andrea Perrozzi.

Dal 3 al 12 maggio, sul palco del Teatro Franco Parenti di Milano, Sandra Zoccolan porta la trasposizione teatrale del romanzo omonimo di Goliarda Sapienza, attrice e scrittrice siciliana, classe 1924. Pubblicato postumo e dopo diversi rifiuti in Italia, “L'arte della gioia” ha ricevuto i primi riconoscimenti all'estero, specie in Francia. Cosa che dovrebbe far pensare.

Nel consueto appuntamento annuale al Teatro della Corte di Genova Beppe Gambetta, virtuoso della chitarra, sceglie di rendere omaggio a Fabrizio De André, affiancato dal contrabbasso del genovese Riccardo Barbera e dagli ospiti internazionali Felix Meyer, Erik Manouz (entrambi dalla Germania), James Keelaghan e Hugh McMillan (canadesi).

Dal 2 al 6 maggio al Piccolo Teatro Studio Melato, a Milano, va in scena “Il cielo non è un fondale” di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, per la prima volta al Piccolo Teatro, insieme a Francesco Alberici e Monica Demuru con la sua bella voce profonda. Il palco è scuro e disadorno, ad eccezione di un vecchio termosifone bianco in ghisa. Sullo sfondo, una parete plumbea mobile.

Una sofferta rinascita attraverso un'amicizia speciale, che riscatta il desiderio di spiritualità e di fede in qualcosa, garantisce un’evoluzione e racconta del perenne, quotidiano conflitto tra Vita e Morte, tra Razionale e Irrazionale, tra vita etica e vita estetica, tra l'Anima e il Fuoco. “Il prete e la fanciulla”, scritto, diretto e interpretato da Melania Fiore, un assolo che è in realtà un dialogo con la parte scissa del proprio Sé. Che quelle due Voci siano la Stessa Voce? Un incontro dai risvolti sorprendenti, un viaggio che cambierà profondamente la vita di entrambi.

Dal 17 al 22 aprile, al Teatro Studio Melato, Mario Perrotta ha messo in scena la sua “Odissea”: i versi di Omero, il dialetto leccese e un’epica che si fa sofferta esperienza personale, accompagnata dalle musiche originali di Mario Arcari e Maurizio Pellizzari. Un racconto narrato da un punto di vista inconsueto, quello di Telemaco, figlio dell’eroe che racconta la sua versione dei fatti.

TOP