Dal 3 al 31 dicembre torna all’Elfo Puccini, per la precisione in Sala Shakespeare, “L’importanza di chiamarsi Ernesto di Oscar Wilde, nella regia divertita e complice di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia: un successo del 2017 che restituisce tutta l’allegra cattiveria di questa ‘commedia frivola per gente seria’.

In scena fino al 19 gennaio al Teatro Litta di Milano “Gl'Innamorati - Il musicarello”, brillante rivisitazione del testo di Goldoni in una versione che unisce commedia dell'arte, teatro d'improvvisazione e musicarello. Se non sapete cosa fare a Capodanno e siete a Milano, assicuratevi una serata di puro divertimento con questo spettacolo!

Diary of a madman - Teatro Belli (Roma)

Scritto da Domenica, 22 Dicembre 2019

Nell’ambito della XVIII edizione della rassegna “Trend - nuove frontiere della scena britannica”, a cura di Rodolfo di Giammarco, è andato in scena al Teatro Belli, in prima nazionale, lo spettacolo di Al Smith “Diary of a madman”, presentato al Festival di Edimburgo nel 2016 e liberamente ispirato a “Le memorie di un pazzo” di Nikolaj Gogol; ambientato in una Scozia contemporanea, sull'orlo del voto per l'indipendenza, si tratta di un testo incisivo ed attuale, che racchiude al proprio interno più piani di lettura, sostenuto da una messa in scena brillante e ben recitata.

E’ andato in scena al Teatro Niccolini di Firenze, in prima nazionale, “Emily Dickinson - Vertigine in altezza” di Valeria Moretti, per la regia di Emanuele Gamba, con protagonista Daniela Poggi, interprete della poetessa; un piccolo grande spettacolo, potente nella sua grazia come la vita incendiaria eppure nascosta della scrittrice, “una vita minuta come un insetto” dice di se stessa un personaggio il cui mondo immenso è tutto in una stanza e nel suo giardino di narcisi. Fuori la sua stessa famiglia, che secondo Emily si vergogna di lei e l’America bigotta e puritana della seconda metà dell’Ottocento. Daniela Poggi ha un’immensa grazia e una fermezza che la tiene in scena oltre un’ora senza pause, con una gestualità e una parola che sono flussi continui, pacati, senza affanno, mai fuori misura eppure forti come quella fragile donna malata che nessuno capiva e che non voleva pubblicare le proprie poesie ma solo scrivere. Lo spettacolo è delizioso, velato di malinconia e di mestizia che non diventa rabbia, ma una strana rassegnazione combattiva, una dosatura che la messa in scena rispetta perfettamente. Suggestiva e originale la scenografia, una grande scatola nera tappezzata di fiori, gli stessi che vestono i mobili e la poetessa; poi tutto diventa bianco ottico, minimale, esageratamente nudo. Luci e proiezioni di grande impatto mentre i versi struggenti, la delicatezza del giardino evocato sfrigolano contro i suoni di musiche elettroniche, e incrociano silhouette proiettate oltre le pareti, nere quando la stanza è a fiori, a fiori quando la stanza diventa bianca.

Sul palco del Teatro Brancaccino, fino al 22 dicembre, va in scena "After The End", il thriller psicologico firmato dall'autore britannico Dennis Kelly, che debuttò nel 2005 al Traverse di Londra.

Fronte del porto - Teatro Argentina (Roma)

Scritto da Giovedì, 12 Dicembre 2019

Dal 3 al 15 dicembre. Alessandro Gassmann dirige “Fronte del porto”, trasferendo nella Napoli di quarant’anni fa il capolavoro cinematografico del 1954 di Elia Kazan con Marlon Brando e raccontando la vita degli operai vittime della criminalità e di colui che per primo è riuscito ad alzare la testa.

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