La città infernale

Il linguaggio del corpo perfettamente integrato con i dialoghi dei personaggi e le musiche che li accompagnano nei loro movimenti tengono sempre viva l’attenzione dello spettatore durante la rappresentazione de “La città infernale”, atto unico scritto dall’italo-argentino Daniel Fermani e messo in scena al Teatro Antigone per la regia di Laura Sales.

La Carovana di Shakespeare

Dall’1 al 13 febbraio. Uno spettacolo itinerante, nello spazio fisico del teatro San Paolo e nelle pagine di uno dei drammaturghi più amati di tutti i tempi, William Shakespeare, è quello proposto dalla Compagnia dei Borghi.

Eustachio ingentilito dall'amore

Dall’1 al 13 febbraio. La sala del Teatro Testaccio si illumina di una girandola fatta di commedia, equivoci, scambi e battute con “Eustachio ingentilito dall’amore”, versione rivisitata di un misconosiuto testo di Marivaux, “Arlequin poli par l’amour”, dove gli elementi della commedia vengono letti in chiave moderna, trasformando i personaggi in transessuali, schiavi sadomaso e chirurghi plastici.

Piccoli pezzi poco complessi

Dall’1 al 13 febbraio. Un omaggio a Michel Houllebecq e a “Le particelle elementari”. Due registi, due approcci al lavoro e due uomini sulla scena diversi. Due fratelli, un ricercatore e un disoccupato erotomane, vivono in strutture di ferro rassicuranti. Tra ossessioni e idee di rivoluzione futuristiche, una donna circuita attorno a loro creando continui contrasti tra esperimenti genetici e istinti primordiali, come il desiderio della creazione e le frustrazioni che ne conseguono in un mondo possibile, imploso, umano. Ottima prova d’attore per tutti e tre gli artisti in scena, a confronto con un testo complicato ed estremamente legato alla realtà.

Un gioco senza regole - Teatro Albertino (Roma)	Dal 2 al 6 febbraio il Teatro Albertino propone uno spettacolo tragicomico tanto divertente quanto elaborato: "Un Gioco Senza Regole" di Andrea Quintili.

I pugni in tasca - Teatro Quirino (Roma)

Scritto da Giovedì, 03 Febbraio 2011

Dal primo al 13 febbraio 2011. Lo spettacolo portato in scena al Teatro Quirino è lo spaccato patologico di una famiglia benestante: una madre, una sorella e tre fratelli. Il confine tra la normalità e la patologia è labile, così come è labile la scenografia: stanze che non hanno pareti, strutturate come gabbie. E’ l’elogio alla prigione e al manicomio, alla follia e alla castrazione.

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