Dopo aver presentato la sua opera prima “Allege” le due sere precedenti, il coreografo, performer e regista Clément Layes mette in scena per la prima volta in Italia “Things that surround us” (2012), performance con tre interpreti e un gran numero di oggetti. La rappresentazione è incentrata sul ciclo degli oggetti e sulla loro circolazione nella nostra società, dalla creazione allo scarto come rifiuto. Come in “Allege”, alcuni gesti che nella quotidianità diamo per scontati si palesano qui come assurdi, con l’augurio dell’autore che attraverso l’arte possa nascere una qualche forma di consapevolezza per un cambiamento.

Clément Layes, coreografo, performer e regista quarantenne, da dieci anni attivo a Berlino, presenta al 46. Festival Internazionale del Teatro di Venezia la prima performance da lui creata, “Allege”. Era il 2009, anno delle crisi finanziarie e del fallimento della conferenza di Copenhagen sul cambiamento climatico. Partendo da una tecnica per tenere in equilibrio gli oggetti, Layes ci offre una magistrale lezione di ecologia politica e con un’eloquente metafora ci fa riflettere con leggerezza ed efficacia sull’assurdità del nostro sistema socio-economico.

Dopo aver presentato il geniale “7 14 21 28”, il duo RezzaMastrella torna al Teatro Piccolo Arsenale di Venezia con “Fratto_X”. Più recente di quattro anni (risale al 2012), questo spettacolo riprende molto del linguaggio, della scenografia e dei temi del primo: con il solito tono dissacrante, la satira si sposta lentamente dagli sproporzionati rapporti di forza delle gerarchie a quelli delle relazioni in teoria paritarie in cui il pubblico - volente o nolente - viene intrattenuto e coinvolto per quasi due ore ininterrotte di spettacolo.

Dopo aver ricevuto nella mattinata di venerdì 20 luglio il Leone d’oro alla carriera, Antonio Rezza e Flavia Mastrella hanno presentato il loro spettacolo “7 14 21 28” al Teatro Piccolo Arsenale di Venezia, giustificando appieno le motivazioni che sono valse loro l’importante riconoscimento (Rezza è “l’artista più interessante che fonde totalmente, in un solo corpo, le due distinzioni di attore e performer, distinzioni che grazie a lui perdono ogni barriera, creando una modalità dello stare in scena unica, per estro e a tratti per pura, folle e lucida genialità”; tutto ciò supportato dalle forme d’arte della Mastrella, che costituiscono lo spazio scenico in cui tale linguaggio innovativo si articola). E con un puro, folle e lucido tocco di genio, questo spettacolo del 2009 conserva oggi una forza incredibile che riesce a strappare genuine e problematiche risate pur puntando il dito - come farebbe un matto, come un giullare - su una tragica verità che ci circonda.

Il ventinovenne piacentino Leonardo Lidi presenta il frutto del progetto vincitore del concorso della Biennale College 2017 per giovani registi. Si tratta della rivisitazione di un grande classico del teatro comeSpettri del poliedrico drammaturgo norvegese Henrik Ibsen (1828-1906). Al Teatro delle Tese dei Soppalchi dell’Arsenale di Venezia dove nell’agosto scorso aveva presentato la sua idea assieme ad altri cinque finalisti scelti dal Direttore Artistico Antonio Latella, il 21 luglio Lidi ha debuttato in prima assoluta con lo spettacolo frutto di un anno di lavoro, svolto potendosi avvalere del tutoraggio di Latella e del significativo finanziamento di 110 mila euro ricevuto come premio.

Per tutte le rockstar arriva il momento di pubblicare un greatest hits, un best of: insomma, per parlare come si mangia, una raccolta di successi. E anche Giorgio Montanini, che è indubbiamente la rockstar della stand up comedy italiana, non fa eccezione a questa regola.

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