Il ventinovenne piacentino Leonardo Lidi presenta il frutto del progetto vincitore del concorso della Biennale College 2017 per giovani registi. Si tratta della rivisitazione di un grande classico del teatro comeSpettri del poliedrico drammaturgo norvegese Henrik Ibsen (1828-1906). Al Teatro delle Tese dei Soppalchi dell’Arsenale di Venezia dove nell’agosto scorso aveva presentato la sua idea assieme ad altri cinque finalisti scelti dal Direttore Artistico Antonio Latella, il 21 luglio Lidi ha debuttato in prima assoluta con lo spettacolo frutto di un anno di lavoro, svolto potendosi avvalere del tutoraggio di Latella e del significativo finanziamento di 110 mila euro ricevuto come premio.

Per tutte le rockstar arriva il momento di pubblicare un greatest hits, un best of: insomma, per parlare come si mangia, una raccolta di successi. E anche Giorgio Montanini, che è indubbiamente la rockstar della stand up comedy italiana, non fa eccezione a questa regola.

Al Teatro Elfo Puccini è andata in scena la prima nazionale del nuovo spettacolo di Alessandro Bergonzoni: “Trascendi e sali” è un'esperienza vorticosa tra risate senza sosta, riflessioni profonde e picchi di genialità verbale nella migliore tradizione bergonzoniana.

Grandi applausi per Ketty Roselli che si è esibita nel contesto del Marconi Teatro Festival con il suo spettacolo «Molto sudore per nulla». L’artista torinese ha proposto tanti personaggi del suo repertorio ed ha incantato con un omaggio a Monica Vitti.

La perfetta macchina drammaturgica di «Molto rumore per nulla» è in scena fino al 15 luglio nel bellissimo spazio del Globe Theatre, aperto quindici anni fa nel cuore di Villa Borghese. L’allestimento, curato da Loredana Scaramella, mantiene una profonda attualità con la sua analisi della necessità di abbandonare convinzioni ed abitudini per avviare una fase di rinascita.

Dopo una intensa tournée Corrado Accordino è approdato al Teatro Elfo Puccini di Milano da lunedì 4 a venerdì 8 giugno con il monologo “Così tanta bellezza”, il cui sottotitolo potrebbe essere “la leggerezza è la misura della profondità”, soprattutto se condita con l’autoironia. Una prova autoriale interessante, dove la mimica e il gioco sono intrecciati con un teatro tipicamente di parola, che sta tutto nel testo e nel respiro dell’attore sulle parole; una riflessione sulla bellezza come senso della vita. Una parabola implacabile di una vita apparentemente “perfetta”, in cui tutto è al proprio posto e le cose vanno come devono andare fino alla paura di tutto che dilaga, il coraggio di mettersi in discussione e il rovesciamento della posizione iniziale: da una vita di buon senso, operosa e proficua a una vita fatta solo di momenti buoni, di cose inutili ma belle. Un messaggio di grande semplicità che libera dalla prigione dell’uomo contemporaneo e dagli schemi fatti per rassicurare che poi diventano carceri soffocanti.

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