Entrare nelle case degli altri per vedere “Come va a pezzi il tempo”: all’interno di un’abitazione privata, di una coppia di artisti nel rione Forcella, è andato in scena lo spettacolo immersivo del duo Progetto Demoni composto da Alessandra Crocco e Alessandro Miele: salernitana la prima, nato a Pompei il secondo, entrambi residenti a Lecce e con all’attivo progetti sparsi sul territorio nazionale, una coppia anche nella vita. Lo spettacolo, che ha debuttato durante la scorsa edizione del Kilowatt Festival di Sansepolcro, dopo una seconda tappa a Salerno è approdato a Napoli. Un modo diverso di vivere il teatro, un testo semplice e profondo come la banalità unica dei sentimenti. Un brano di vita fatto di ricordi che emoziona, coinvolgendo senza aggressività come talvolta accade in questo tipo di teatro. Anche un modo per avvicinare le persone al teatro e visitare luoghi particolari della città.

Le note e le arie di “Madama Butterfly”, capolavoro di Giacomo Puccini, su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, hanno risuonato nel bel Teatro degli Arcimboldi di Milano mercoledì 10 luglio. L'importante sala milanese ospita infatti la prima edizione del “Festival Internazionale Milano Opera & Ballet” con la direzione artistica di Carlo Pesta, che presenta al pubblico lombardo due produzioni di grande prestigio: oltre a “Madama Butterfly” anche “La Traviata” (mercoledì 24 luglio). La messinscena è del Teatro di Milano, la regia di Massimo Pezzutti.

“Ci vuole tempo per diventare giovani” sosteneva Pablo Picasso. Il Teatro dei Gordi, compagnia indipendente formata da un numero nutrito di artisti tutti diplomati alla Civica Accademia d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, ne ha impiegato poco per raggiungere non solo la giovinezza ma anche una profondità e una maturità drammaturgica di grande livello. Con “Visite”, diretti dal regista Riccardo Pippa e guidati dalla dramaturg Giulia Tollis, i Gordi mettono in scena un percorso esistenziale intimo, delicato, passionale e poetico. Non una trama ben definita quanto la poesia della vita e del tempo che passa dall’impeto della giovinezza alla placida calma della vecchiaia attraverso il silenzioso racconto delle vite di un gruppo di amici.

Carrozzeria Orfeo è tornata all'Elfo Puccini con il suo spettacolo cavallo di battaglia, “Thanks for Vaselina”, nell’ambito della trilogia dedicata alla compagnia. Un concentrato di emozioni che, nel bene e nel male, non fanno sconti a nessuno.

“Les Italiens”, spettacolo in francese con sovratitoli in italiano, è un progetto di Massimo Furlan su drammaturgia di Claire De Ribaupierre; racconta l’emigrazione degli italiani del sud in Svizzera, in particolare a Losanna, dove una piccola comunità si riunisce nel foyer dopo teatro, con un effetto di teatro nel teatro che diventa terapeutico, un racconto e una rappresentazione della propria esistenza. Racconto spontaneo di storie che ruotano intorno al tema della lingua, non tanto come semplice strumento di comunicazione quanto come espressione di una visione del pensiero. Con qualche ripetizione, è una narrazione che commuove, per la sua spontaneità, la difficoltà di dialogo tra le generazioni che appunto lo studio della lingua straniera allontana, e l’elogio dell’arte di arrangiarsi italiana e della capacità di adattamento dell’uomo per il quale se il lavoro è lo stimolo, la famiglia è il centro dell’equilibrio.

Una narrazione che è racconto e sogno insieme, uno spettacolo teatrale - la regia è di Carlo Bruni su testo di Eleonora Mazzoni - che restituisce il senso della visione, dell’immersione emozionale pur nella densità delle informazioni. La notte agitata di una donna che si racconta, che ricorda, lungo ore insonni e tormentate: la protagonista è la stilista e artista italiana, parigina di adozione, Elsa Schiapparelli, dimenticata, rivale di Coco Chanel, una rivoluzionaria discreta, un’innovatrice non in cerca di scandali e provocazioni che provocatrice lo fu suo malgrado. Interpretata da Nunzia Antonino, che le restituisce potenza e grazia ad un tempo, il ritratto sul palcoscenico disegna un affresco che unisce la drammaturgia contemporanea al teatro di parola di tradizione. Misurato quanto incisivo viene perfino voglia di prolungarne la durata. Originale il soggetto, un’occasione per conoscere una storia singolare, riflettere, divertirsi e commuoversi.

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