L'allestimento di Marco Sciaccaluga del capolavoro giovanile di Schiller “Intrigo e amore” convince lo studioso di letteratura tedesca per la precisione filologica della versione italiana di Danilo Macrì e per la modernità della lettura del testo come critica sociale e politica contro il potere, ma al contempo appassiona lo spettatore per la forza dei protagonisti e interpreti di questa tragica storia di un amore impossibile.

Fino all’11 febbraio, al Teatro Pegaso di Ostia, Antonia Di Francesco interpreta Sarah Bernhardt. All’interno di un quadro completamente bianco, tra lacrime e risate, ripercorre la vita e i tumulti della grande attrice francese, accompagnata sulla scena da Alessandro Moser e con la regia di Luca Pizzurro.

Dal 25 gennaio all’11 febbraio al Teatro Filodrammatici di Milano è in scena “La scuola delle scimmie”, scritto e diretto da Bruno Fornasari, con Tommaso Amadio, Emanuele Arrigazzi, Luigi Aquilino, Sara Bertelà, Silvia Lorenzo, Giancarlo Previati ed Irene Urciuoli, una produzione del Filodrammatici, con il sostegno di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo - Progetto NEXT 2017/2018. Uno spettacolo originale che conferma un rinnovato slancio nella programmazione del teatro milanese, testi nuovi, cartellone estremamente vario, attenzione all’attualità e a temi sociali, senza perdere la capacità di volare. Uno spettacolo complesso nella struttura, con attori di grande versatilità e padronanza scenica.

L'immortale icona letteraria creata da Oscar Wilde diventa un sofisticato spettacolo musicale prodotto da Pierre Cardin e scritto da Daniele Martini. “Dorian Gray. La bellezza non ha pietà” unisce diverse realtà creative - musica, teatro, danza, mimo, video - alla ricerca della bellezza immortale e per tre serate riempie il Teatro Sistina di Roma prima di una tournée nei più importanti teatri italiani.

Sarà stato anche vero, come si afferma autoironicamente nel prologo, che "ogni volta che don Eduardo Scarpetta scrive una commedia, dicono che è sempre la migliore". Ma c'è una ragione se, ad oltre un secolo di distanza, "Miseria e nobiltà" viene ritenuto a tutt'oggi il capolavoro dell'autore napoletano. E non è solo per merito di Totò.

Al Teatro di Rifredi è andato in scena “L'ultimo harem”, liberamente ispirato ai racconti de “Le mille e una notte” e di Nazli Eray, ai saggi di Ayşe Saraçgil e al romanzo autobiografico “La terrazza proibita” della scrittrice marocchina Fatema Mernissi. Lo spettacolo, scritto e diretto da Angelo Savelli vede come protagonisti Serra Yilmaz, Valentina Chico e Riccardo Naldini; le scene e i costumi sono di Mirco Rocchi, mentre il disegno luci è firmato da Roberto Cafaggini. Il risultato - in scena da tredici anni (con oltre 25mila spettatori solo a Firenze) - è decisamente originale, sul filo del tema del racconto e della forza interiore del raccontare che è soprattutto donna, in un’atmosfera fiabesca che sembra di cartapesta. Davvero convincente l’interpretazione di Serra Yilmaz.

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