Il Padre - Teatro Manzoni (Milano)

Scritto da Domenica, 13 Gennaio 2019

Alessandro Haber è, insieme a Lucrezia Lante della Rovere, al Teatro Manzoni di Milano dal 10 al 27 gennaio, in uno spettacolo toccante, per certi versi anche “disturbante”: “Il Padre”, di Florian Zeller. Il drammaturgo francese, classe 1979, tra i più rappresentati in Francia e all'estero, si confronta qui con la via del tramonto e con il dissolversi della mente di un padre anziano, malato di Alzheimer. Malgrado il tema, la drammaturgia è ironica, sempre avvolta da umanità e pudore, mai patetica. Il Padre fa parte di una trilogia, insieme a "La Madre" e "Il Figlio".

Poetico, comico, popolare e raffinato è il “gioco” teatrale che Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari portano in scena con “Amleto take away”, shakespeariano non solo e non tanto nella rivisitazione della vicenda del principe di Danimarca quanto nella poetica e nelle intenzioni. Nel loro Amleto pugliese e provinciale, colto ma di umili origini, c’è la riscoperta del senso del teatro come mezzo per smascherare i colpevoli e come megafono del senso di inadeguatezza dell’uomo contemporaneo.

“V'è una nostalgia delle cose che non ebbero mai un cominciamento”, scriveva Carmelo Bene in “Sono apparso alla Madonna”. E una atmosfera simile avvolge il “1985 - Un racconto di Natale” di Massimiliano Loizzi, andato in scena al Teatro della Cooperativa, risvegliando un sentimento di “saudade”, termine portoghese che non ha un esatto corrispondente nella lingua italiana e che indica una sorta di ricordo nostalgico, affettivo, di qualcosa di assente. Un sentimento che coniuga solitudine, nostalgia ma anche speranza e che fa da pilastro alla pièce. Gli ingredienti per un monologo suggestivo, nostalgico, emotivamente coinvolgente, dalla prosa lineare, con virate verso la satira e la comicità popolare ci sono tutti.

Dall’8 al 20 gennaio. Dopo una lunga tournée internazionale ritorna al Teatro Bellini di Napoli lo spettacolo di Brigitte Jacques basato su sette lezioni del regista e attore di cinema e teatro Louis Jouvet sul personaggio di Elvira, figura iconica del Don Giovanni. Una testimonianza preziosa di una riflessione senza tempo sul ruolo dell’attore e sulle emozioni che la scena riesce a regalare allo spettatore.

Dall’8 al 20 gennaio, al Piccolo Teatro Studio Melato, va in scena “La signorina Else”, il capolavoro di Arthur Schnitzler, con Lucrezia Guidone e Martino D’Amico, una produzione Compagnia Lombardi-Tiezzi e Associazione Teatrale Pistoiese. Un testo sublime, crudele, affresco di una società eppure indagine universale dell’epoca contemporanea. Spettacolo fatto soprattutto di regia che si adegua alla partitura: il risultato è raffinato, pulito, filologico, quasi chirurgico; con la conseguenza forse che ne risulta un po’ schiacciata l’interpretazione, poco emozionale. Giusto equilibrio nella sintesi e nel calibrare i tempi.

Dall’8 al 20 gennaio. Un altro piccolo gioiello è scaturito dal lavoro di ricerca percorso da Pierpaolo Palladino nei meandri della drammaturgia dialettale contemporanea. In scena in questi giorni al Teatro della Cometa, «Er naso de Gogolle» prende spunto dal racconto di Nicolaj Gogol ed è interpretato dal bravissimo Francesco Acquaroli.

Pagina 1 di 278
TOP