Dall’8 al 17 dicembre. Serena Autieri porta in scena il coraggio e l’orgoglio divampati nelle quattro giornate di Napoli in “Rosso Napoletano”, spettacolo scritto e diretto da Vincenzo Incenzo. Un inno alla Napoli viva, che porta avanti l’ideale di affrancamento dalle ingiustizie e dalle angherie, ma anche un racconto di amore, una passione segreta tra una donna partenopea e un soldato tedesco che condannerà la protagonista a scegliere tra l’amore e la libertà di Napoli.

Dal 27 al 29 novembre è andato in scena, al Teatro Vittoria di Testaccio, “EsotericArte”, uno spettacolo che racconta in maniera non convenzionale la storia dell’arte medievale, con Elio Crifò e la partecipazione del professor Vittorio Sgarbi. Nato da un’idea di Stefano Baldrini, scritto e diretto dallo stesso Crifò, il testo si avvale della supervisione della professoressa Annamaria D’Achille, docente di Storia dell’Arte Medievale presso La Sapienza di Roma.

La scommessa è questa: divertire il popolo senza essere consolatori. Natalino Balasso, esemplare tarchiato della comicità cinica, e Marta Dalla Via, irascibile artigiana del teatro contemporaneo, si sono associati nel segno di uno stile teatrale umoristico e impertinente per mettere in scena “Delusionist”, che rimarrà all’Elfo Puccini di Milano fino a domenica 10 dicembre.

Dal 6 al 17 dicembre. Laura Morante è la protagonista dello spettacolo “La Locandiera B&B”, studio sulla Locandiera di Goldoni firmato da Edoardo Erba per la regia di Roberto Andò. Un testo che prende le distanze dal capolavoro dell’autore veneziano per cercare di soffermarsi sulla figura di Mirandolina, nello spettacolo Mira, calata in una realtà contemporanea, in bilico tra black humor e intrighi, che avvicina questo testo alle atmosfere di un romanzo giallo.

Dal 28 novembre al 22 dicembre. Lillo Petrolo e Claudio Gregori, ovvero Lillo&Greg, amatissimi dal pubblico per la loro comicità surreale fin dai tempi dell’acclamata band “Latte e i suoi derivati”, tornano al Teatro Olimpico di Roma con la versione “2.0” di uno spettacolo che già sette anni fa ha riscosso un gran successo, “L’uomo che non capiva troppo”, sostenuti da un cast di livello e con tanti piccoli deliziosi cameo in video, tra cui quelli di Lorella Cuccarini e Paolo Bonolis.

La mamma è sacra, come ben sappiamo tutti noi che abbiamo avuto in sorte d'esser figli, ma non sacra al punto da dedicarle cinque libri stile Pentateuco. Meglio una trilogia. Ancor meglio se la trilogia viene messa in piedi da un'attrice dello stampo di Gianna Coletti, capace di far sorridere e riflettere nel contempo, in virtù di una lunga esperienza collaudata su entrambi i palcoscenici: quello teatrale e quello della vita. Entrambi effimeri, certo, ma entrambi così indispensabili. Dunque la Coletti ha fatto un «trittico» - prima un film, poi un libro, infine uno spettacolo teatrale andato in scena al Teatro Linguaggicreativi in due tranche, dal 10 al 12 e dal 17 al 19 novembre - per raccontare il rapporto, specialissimo, che l'ha legata e la lega ancora indissolubilmente a sua madre Anna.

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