Raffinati, grezzi, arrabbiati, svogliati e rampanti. E’ la volontà di emergere, l’urgenza di raccontarsi e il malessere che scava lentamente. O forse no.

Furia sonora. Anna e Michela. Distorsioni e dissezioni vocali al vetriolo. Le Love in Elevator ammaliano con la loro ruvidezza e stordiscono con l’inquietudine di chi conosce bene il sapore dei propri malesseri.

Primo album solista per l’ex leader degli Angra, storica band power-prog metal brasiliana, che di certo non deluderà gli amanti del genere power metal.

Iniziano con il nome Dead Poets concentrandosi soprattutto nel suonare cover. Poi per tributare i Gotthard, cambiano il loro nome in Homerun, titolo di un disco della band svizzera.

Arrangiamenti semplici, forse troppo, coadiuvati da poca elettronica e da una cantata melodicamente “italiana” allontanano i Newdress dalle orme dei loro ispiratori.

Dal punto di vista tecnico l’album è ineccepibile, ma nonostante questo dopo numerosi ascolti sembra perdersi all’interno del muro sonoro e compositivo.

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