"We want cinema - Sguardi di donne nel cinema italiano" a cura di Laura Buffoni

Scritto da  Venerdì, 24 Agosto 2018 

Un libro scritto da donne che riguarda il cinema delle donne. Un tentativo di riappropriarsi di un importante spazio della cultura moderna che alle donne spetta di diritto: quello che riguarda appunto la settima arte, che della sensibilità, della specificità e del talento femminili si è largamente giovata fin dai tempi del cinema muto.

 

Un libro che supera gli stereotipi di genere e che conferma, se ce ne fosse il bisogno, il grande interesse che non da oggi la casa editrice Marsilio Editori nutre per le tematiche cinematografiche. Definizione del campo di indagine e motivazioni di questa interessante ricerca storico-artistica e non solo vengono espresse con molta chiarezza da Laura Buffoni nel saggio introduttivo: "Se si tralascia il potente contributo all'industria del cinema di alcune figure tecniche e artistiche, e l'ovvio protagonismo delle attrici, la presenza delle donne nei comparti chiave della produzione audiovisiva-regia, scrittura, produzione- è talmente minoritario, almeno fino a tempi molto recenti, da rendere possibile, pur nelle inevitabili omissioni e lacune, abbracciare in un unico discorso la produzione delle donne italiane in questi tre grandi ambiti d'intervento." Il ragionamento motivazionale di Buffoni si arricchisce poche righe dopo, allorché la curatrice del volume spiega che "sarebbe impensabile e ridicolo un libro sugli "uomini nel cinema italiano", impossibile contenere in un unico studio le decine di grandi nomi (maschili) che - da Pastrone a Sorrentino, per parlare solo dei registi - hanno nutrito l'immaginario di una delle cinematografie più influenti del mondo. Mentre un volume sulle cineaste italiane non solo ha senso, ma è il necessario punto di partenza per provare a rispondere a quella famosa domanda della Nochlin: <Perchè non ci sono state grandi artiste?>, e finalmente superarla". Se si esclude il citato interessante saggio introduttivo della curatrice del libro, "We want cinema - Sguardi di donne nel cinema italiano" (Euro 25, pp.296) consta di tre macro-sezioni: la prima è di carattere storico e comprende i cinque bei saggi di Veronica Pravadelli (Feminist/gender studies e storia del cinema), Piera De Tassis (Le registe), Patrizia Pistagnesi (Scrivere è donna?), Giulia Simi (Soggetti imprevisti. Le avanguardie dagli anni sessanta a oggi), Lucia Cardone (Fautrici. Le donne nella filiera filmica del cinema italiano). La seconda sezione da conto di una serie di incontri/colloqui a tema (tra i temi: I racconti del corpo delle donne, Donne e serie TV, Il potere della risata, Papa don’t preach. Apocalittiche e arrabbiate, e altri) cui partecipano donne del mondo del cinema come Cavani, Degli Esposti, Marazzi, Rohrwacher (Alba e Alice) Tognazzi, Trinca, Mangini, Torre, Wertmuller, Comencini e tante altre. L’ultima parte del volume, infine, comprende documenti DEA (Donne e audiovisivo, progetto finanziato dalla SIAE) e documenti concernenti il problema delle molestie in ambito cinematografico, tema peraltro di strettissima attualità proprio in questi giorni. Sostiene una delle “voci” di questo bell’esempio di libro collettivo, Elena Stancanelli: “Un nuovo sguardo femminile sul mondo rivelerà, a chi viene, una realtà diversa da quella del secolo passato? Non lo sappiamo.” Il volume di cui si parla certamente appare in grado offrire elementi di giudizio, abbozzare una chiave di lettura dei problemi incontrati dalle donne nel mondo del cinema e forse, in prospettiva, fornire un’implicita risposta al quesito posto da Stancanelli.

We want cinema - Sguardi di donne nel cinema italiano
a cura di Laura Buffoni
Marsilio 2018

Grazie a Cristina Costantini

Articolo di Giovani Graziano Manca

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