Un femminile per Bene. Carmelo Bene e le Ma-donne a cui è apparso di Vincenza Di Vita

Scritto da  Sabato, 30 Novembre 2019 

A partire dall’indagine sui rapporti di Carmelo Bene con il sacro, inteso nell’accezione più ampia di fenomeno rituale, il volume di Vincenza Di Vita sfocia in una riflessione sul femminile beniano e non solo. Un piccolo libro molto denso e certamente complesso, una riflessione filosofica non tanto sul teatro ma nel teatro, che presuppone una conoscenza ampia e variegata da Pinocchio, a Shakespeare, dal teatro crudele di Antonin Artaud a Genet di Notre-Dame-des-Fleurs. Una fascinazione dell’autrice in un percorso molto ardito.



Bene viene messo costantemente in dialogo con i filosofi e gli intellettuali della sua epoca, in un percorso che privilegia la dimensione autoriale/attoriale e che mette di pari passo cronologia delle opere e biografia dell’artista nelle sue tappe più significative.
“Carmelo Bene desidera incarnare il cambiamento corporeo attraversando ogni genere di sessualità per raggiungere la vetta dell’apparizione/visione attraverso una femminilità ambita, da pensare diversamente, quindi in modo duplice e ambiguo: dis-pensandola.”
Il libro è corredato da un bell’apparato fotografico con foto di scena e non e fa riferimento ad un’ampia bibliografia dato che la figura di Carmelo Bene è sempre stata circondata da molti studi sostenuti dallo stesso Carmelo Bene che ha scritto teatro, romanzi, ha scritto sul teatro e su se stesso, definendosi come “Notre-Dame-des-femmes”, citazione rivista di Genet in una visione della sessualità che non è semplicemente trasgressione o provocazione ma un andare oltre dove sacro e profano si toccano magicamente.
In tal senso, e il libro ben lo rivela e lo racconta senza cercare forse dimostrazioni, Bene recupera quel senso del sacro originario, non religioso, che è l’essenza del teatro come rappresentazione primaria dell’uomo e del mito e il palcoscenico il suo altare. E’ la mancanza la dimensione del sacro che sembra interessare di più a Carmelo Bene che è poi il ‘movente’ dell’eros. Altro tema essenziale del libro la voce e il lavoro su di essa, la corporeità oltre i generi sessuali e naturalmente il femminile, attraverso un percorso che segue, non in modo accademico, le principali tappe della vita di Bene e le sue opere principali.
Il viaggio inizia proprio dalla nascita nel 1937 nel Salento, la scuola dagli Scolopi, l’educazione religiosa, la scoperta del corpo come uno schifo, quindi il rifiuto per la facoltà di legge a Bari, per evitare di sostenere gli esami di diritto penale con Aldo Moro. Comincia così a dedicarsi a teatro nascendo alla scena a Roma nel 1968 e poi a Bologna nel 1961 è al teatro della Ribalta con lo Spettacolo-Concerto Majakovskij. Lo seguiamo poi al Teatro Laboratorio di Trastevere, scena beniana degli anni Sessanta dove intende portare la poesia sul palcoscenico. Parallelamente l’autrice ci accompagna tra due fondamentali caposaldi di Bene, Shakespeare e Pinocchio, il ventre e la donna e una fatina che è molto diversa da quella di Collodi, o forse è solo diversa la prospettiva, lo sguardo. Il percorso procede intrecciando biografia e scenografia perché la scrittura di Bene attinge continuamente ad elementi autobiografici e, pare dirci l’autrice, non c’è una netta separazione tra la rappresentazione scenica e l’atto vissuto, come una vera transustanziazione, una sperimentazione seppur studiata. Questo spiega anche l’esercizio erotico sul palco che non sembra solo provocazione o solo finzione in Bene. Il testo si addentra in particolare nelle figure femminili da Salomè di Wilde alla Madonna e le fatine, o la Flora delle antiche festività romane. Il filo conduttore o almeno il tema dominante sembra quello della negazione dei generi sessuali come la promessa di una sessualità primigenia. Parallelamente il rapporto con i vari intellettuali sia in un vissuto e scambio diretto sia ideale come quello con Eduardo De Filippo.

Vincenza di Vita, classe 1983, è dottore di ricerca in Performance Studies. Ricercatore e studiosa di teatro, poeta, giornalista e critico teatrale, drammaturga, collabora con fondazioni e compagnie teatrali. Ha diretto e ideato eventi e riviste; è docente in discipline dello spettacolo dal 2013 in università e istituti di alta formazione, in Italia e all’estero. Giurata di premi teatrali internazionali, ha pubblicato diversi contibuti nell’ambito degli studi culturali.

Un femminile per Bene
Carmelo Bene e le Ma-donne a cui è apparso
di Vincenza Di Vita
Mimesis Edizioni
Filosofie del teatro
Pagine: 126 Prezzo: 12,00 euro
Collana: Filosofie del teatro
ISBN: 9788857557250
Uscita: 17 ottobre 2019

Grazie all’Ufficio stampa di Mimesis Edizioni Chiara Di Domenico e Martin Hofer

Articolo di Ilaria Guidantoni

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